Le notti palermitane degli Angeli

Articolo pubblicato il 27 marzo 2015
Articolo pubblicato il 27 marzo 2015

Con una macchina fotografica, una penna e tanta curiosità abbiamo accompagnato gli "Angeli della Notte" in uno dei loro giri per regalare una speranza ai senza tetto di Palermo. Viaggio notturno fianco a fianco con una onlus che da anni si prende cura dei senzatetto, degli ultimi, degli abbandonati. 

Un gruppo di volontari ogni lunedì e martedì sera si riunisce con una missione: portare in giro per la città un pasto caldo ai senzatetto. Si riconoscono subito per la loro divisa color arancio che porta la scritta dell'associazione "Angeli della Notte". Una Onlus il cui scopo non è soltanto la distribuzione del cibo, ma dare un sorriso, attraverso il dialogo e l'ascolto, a chi è rimasto solo al mondo. Questi angeli non sono muniti di ali, a contraddistinguerli è il forte amore verso il prossimo che li porta a volare di tappa in tappa dove c'è più bisogno. 

Quando arriviamo all'appuntamento, gli Angeli stanno dividendo le pietanze che loro stessi hanno preparato a casa. Il menu prevede un primo di pasta e lenticchie, secondo di carne o pollo, contorno di patate, rosticceria donata dai panifici, biscotti, acqua, succo di frutta e poi un bicchiere di tè o latte caldo che Francesco serve dai thermos.

Proprio Francesco ci ospita nella sua vettura, che sfreccia con sicurezza tra le vie di Palermo; dopo una giornata nel suo condominio indossa la sua pettorina arancione e parte per la missione.

Gli angeli registrano la presenza di gruppi o singoli senzatetto tramite le segnalazioni che ricevono sulla loro pagina, e pianificano gli itinerari, dividendo la città su quattro ronde diverse. I primi che incontriamo sono i ghanesi Calvin, Amua ed Ebeniza che ci raccontano di quanto sia importante stare in gruppo per sopravvivere ad ogni giornata. Eppure, forti di questo, per loro è ormai solo un aspetto basilare della loro vita.

Fia, clochard e gentiluomo, vegano, poliglotta e punto di riferimento per senzatetto e non, è stato depredato della lapide che gli Angeli della Notte gli avevano dedicato dopo averlo ritrovato morto, forse per il freddo, nel 2013. Allora ogni sera si porta un cero nel luogo in cui soleva passare le notti e si prega alla sua memoria.

Si fa qualche deviazione se si incontrano dei "fratelli" non registrati, e ci si ferma ad accertarsi delle condizioni, offrire il pasto e conoscersi. Il ceco Johnny Walker (così si presenta) con i suoi occhi vispi ci rivela che vuole creare dei braccialetti che si colleghino al pensiero: «La vita mi ha scherzato, e ora io scherzo la vita". Inizia una discussione metafisica, fortunatamente interrotta presto dagli Angeli i quali mi segnalano che siamo in ritardo.

Palermo è grande e bisogna seguire meticolosamente il tabellino di marcia, che però prevede il tempo per consumare il pasto ancora fumante in compagnia tra battute e confidenze.

Ad aspettare ci sono anche gli amici a quattro zampe, per i quali Anna tiene sempre un occhio di riguardo.

Durante il pasto, gli Angeli prestano ascolto alle necessità dei senzatetto e fanno tutto ciò che è in loro potere per soddisfare le richieste. Inutile dire che quelle raccolte da Giuseppe Li Vigni (uno dei fondatori della Onlus) e i suoi compagni ricadano sull'avere un tetto sopra la propria testa.

In queste notti illuminate da grande e spontanea solidarietà, si incrociano personalità del tutto differenti; ognuno ha la sua storia, come Suor Anna, che da anni porta avanti dei progetti nel quartiere della Guadagna, e che ripete con forza che di locali inutilizzati a Palermo ce ne sono a volontà e non si spiega perché non le si accordi la richiesta di creare un centro di accoglienza per i clochard.

Giunti al Tempietto della Musica, al Foro Italico, troviamo un gruppo di sei persone che divide lo stesso spazio. Gli Angeli distribuiscono anche coperte e vestiti che vengono donati.

Qui dormono tutti, per cui dopo avergli lasciato il cibo accanto e dato una carezza, si parte per la nuova tappa.

Con la crisi si è registrato un aumento dei senzatetto. Ci si chiede: «E la famiglia dov'è?". Emblema di questo scenario è G., che dopo una vita da operaio, ha pagato il fallimento della sua azienda perdendo il lavoro. Non più ragazzino, si è ritrovato disoccupato e, separatosi dalla moglie, vive da qualche mese in un sottoscala a Cairoli.

A Cairoli termina la nostra ronda. La mezzanotte è scoccata da un po' e un nuovo mattino attende gli Angeli a indossare gli abiti da cittadini, lavoratori, genitori, figli per svolgere le loro normali attività, senza aspettarsi la gratitudine di nessuno.