LE DONNE IRANIANE contestANO la misogINIA DEI MULLAH CON UNA CAMPAGNA SU Facebook

Articolo pubblicato il 21 maggio 2014
Articolo pubblicato il 21 maggio 2014

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La legge integralista dei mullah impone alle donne un codice di abbigliamento che le obbliga a portare il velo. "Libertà furtive delle donne iraniane"

Le donne iraniane hanno lanciato su Facebook una campagna di contestazione in risposta alla misoginia dei mullah.

In occasione di una campagna su Facebook, diretta dalla giornalista dissidente Masih Alinejad, un centinaio di loro ha postato foto senza indossare il velo obbligatorio, con l’obiettivo di ottenere maggiori libertà sociali. L’iniziativa ha avuto grande risonanza, ottenendo il supporto di decine di migliaia di persone.

La campagna, sulla pagina Facebook “Stealthy Freedoms of Iranian Women” (Libertà furtive delle donne iraniane), è partita dieci giorni fa con la speranza di aprire un dibattito sulla possibilità che le donne scelgano se portare o meno quel velo che copre i loro capelli. 

La legge integralista dei mullah, infatti, impone alle donne un codice di abbigliamento che le obbliga a portare il velo.

Più di 100 foto, che ritraggono donne senza velo in campagna, al mare e persino in città, sono state postate sulla pagina Facebook, che ha ricevuto 150.000 “mi piace”.

“Io mentre commetto un reato”, ha scritto una ragazza, foulard sulle spalle, pubblicando una foto dov’è ritratta, seduta, su una strada nella foresta del nord dell’Iran. “In segreto ma in assoluta pace”, aggiunge. 

In un’altra foto, nonna, madre e figlia, posano tutte e tre su un marciapiede, indossando occhiali da sole. “Tre generazioni ottengono la libertà all’angolo di una strada”, commentano così la foto. “Sperando che un giorno le prossime generazioni potranno esercitare questo diritto elementare prima che i loro capelli diventino grigi”

Per più di dieci anni, il tema del velo è stato oggetto di intensi dibattiti all’interno del governo, e le donne hanno tentato regolarmente di opporsi ai limiti del divieto. 

Un’unità della polizia iraniana è incaricata di verificare che nelle strade le donne rispettino il codice di abbigliamento, senza esitare a sanzionare o, addirittura, arrestare coloro che lo infrangono.

Recentemente, il presidente Hassan Rohani ha dichiarato che l’Iran non ha “bisogno di seguire il modello occidentale per le donne iraniane”.

Secondo le organizzazioni per la difesa dei Diritti Umani, le donne sono vittime di discriminazioni soprattutto in materia di matrimonio, divorzio ed eredità. Una donna iraniana non può lasciare il Paese da sola senza il permesso scritto di un membro maschile della sua famiglia e, ancora, la testimonianza di una donna, davanti ad un tribunale, vale la metà di quella di un uomo.

All’inizio di maggio, migliaia di integralisti iraniani hanno chiesto di rendere ancora più rigido il codice di abbigliamento imposto alle donne nel Paese.