Le dimissioni di Wulff accendono il dibattito sulla corruzione dei politici

Articolo pubblicato il 20 febbraio 2012
Articolo pubblicato il 20 febbraio 2012
Regali costosi, condizioni favorevoli – i tedeschi non hanno perdonato a Christian Wulff i suoi piccoli traffici. Altri paesi sono più indulgenti con i loro governanti. Ma per quanto ancora?

Da un orrore senza fine viene la fine dell’orrore. Il presidente federale Christian Wulff si è dimesso la scorsa settimana. Ma non con grande onore. Per anni Wulff ha accettato regali: viaggi, pernottamenti in hotel, condizioni agevolate - pagati da potenti amici. Lui stesso non ci vede nessun problema. La legge tedesca invece sì. I funzionari pubblici non possono accettare regali che costino più di dieci euro. Questo non vale per il capo di Stato, ma per gli insegnanti, i poliziotti, i maestri d’asilo sì.

I tedeschi non hanno mai perdonato

I tedeschi non gli hanno ancora perdonato il primo biglietto aereo regalato. Quanti più errori erano resi noti, tanto più fortemente venivano richieste le sue dimissioni. Da tempo non si trattava di regali costosi, bensì di giustizia. Perciò mentre un’infermiera deve rifiutare ogni mazzo di fiori, il presidente se ne lavava le mani da mesi. I tedeschi si sono sentiti traditi. La sua uscita di scena è sembrata volontaria, mentre in realtà il popolo tedesco lo ha cacciato ignominiosamente dal suo incarico.

Altri paesi sono indulgenti con i loro politici. Berlusconi ha presieduto quattro governi, nonostante le accuse di corruzione. L’ex primo ministro italiano rideva stancamente delle minacce. “Davanti alla legge sono tutti uguali - diceva - ma io sono più uguale”. L’appoggio del suo popolo non ha conosciuto vacillamenti. “Molti italiani ammirano Berlusconi”, ha dichiarato lo scrittore Umberto Ecoin un'intervista con il Frankfurter Rundschau. "Ancora di più poiché ha usato la politica: ha vissuto una vita che la gente gli invidia'.

I politici più corrotti sono ancora in carica – a dispetto delle proteste

Regali costosi? Amici influenti? L’intreccio di politica ed economia non è un’eccezione neanche in Spagna – lo si trova quasi in ogni casta politica. Ma non è punito spesso. All’inizio di gennaio l’ex presidente della regione autonoma di Valencia è stato citato in giudizio, perché, per esempio, avrebbe accettato abiti su misura del valore di 30.000 euro. L’onere della prova era impressionante, ma i giurati l’hanno dichiarato innocente. La società spagnola non era meno irritata di quella tedesca nel caso di Wulff. Non meno motivati a dare espressione alla loro rabbia sono gli “indignados” in Spagna. La politica non è mai stata più lontana dalla vita quotidiana della gente. Nonostante tutte le proteste i ministri più corrotti sono ancora in carica.

A un altro politico potrebbero costare cari i suoi coinvolgimenti: Nicolas Sarkozy, ancora presidente della Francia, deve preoccuparsi per la sua poltrona. Il suo migliore amico, l’imprenditore Arnaud Lagardère, dirige un’azienda di mass media che pubblica, tra gli altri, il settimanale Le journal du Dimanche. Un giornale che non ha mai criticato l'operato di Sarkozy. Un altro benefattore, il multimiliardario Vincent Bolloré, ha invitato il capo di stato sul suo yacht: champagne e chiacchierate con altri giganti dell’economia.

Da tempo i francesi hanno guardato criticamente alle sue amicizie – ma non c’è mai stata una legge che le proibisse. Ma a modo suo il popolo giudicherà: i valori dei sondaggi prevedono la mancata rielezione. Sarkozy seguirà l'esempio di Wulff?

Foto: (cc)boskizzi/flickr (cc)ashleighb77/flickr.