L’avvocato William Bourdon richiede l'istituzione di un tribunale ad hoc per il massacro del 1988 in Iran

Articolo pubblicato il 09 settembre 2016
Articolo pubblicato il 09 settembre 2016

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La conferenza stampa è stata organizzata dal l Il Consiglio nazionale della Resistenza iraniana (CNRI), la coalizione dell'opposizione, ha organizzato una conferenza stampa durante la quale ha reso pubbliche nuove informazioni sul massacro del 1988 in Iran. Il CNRI ha soprattutto rivelato le identità di 59 figure del regime implicate nelle «commissioni della morte » a Teheran e in provincia.

L’Ayatollah Khomeini, il fondatore del regime islamico, aveva incaricato le commissioni di eliminare i prigionieri politici che difendevano le proprie idee, in particolare i prigionieri del movimento dei Mojahedin del Popolo Iraniano (OMPI).

Nella sua agghiacciante Fatwa, Khomeini aveva scritto: «Coloro che sono stati arrestati  in tutto il paese e che persistono nella loro iposcrisia, sono condannati a morte perché sono in guerra contro Dio. Essere clementi con chi ha dichiarato guerra a Dio, sarebbe un comportamento ingenuo. L'intransigenza dell'Islam verso i nemici di Dio fa parte dei principi intangibili del regime islamico (…) Devono cercare di reprimere i miscredenti nel modo più violento.»

William Bourdon ha richiesto una mobilitazione internazionale, per fermare la frenesia omicida in Iran: «Si deve metter fine all'arrogante impunità di cui beneficiano gli autori di tali crimini, poiché questi continuano a occupare posti chiave all'interno del regime iraniano. Si è quindi instaurata una cultura del terrrore, per cui oggi si continua a procedere a impiccagioni su larga scala in un paese che detiene il record mondiale di esecuzioni per abitante; tale cultura deve essere combattuta».

 La conferenza stampa ha avuto luogo in seguito alla recente diffusione in Iran, di un file audio dell’ayatollah Montazeri, ex successore di Khomeini, sul massacro del 1988 e che ha provocato un terremoto politico in Iran. Nella registrazione sonora, pubblicata dal figlio dell'ayatollah, si possono sentire le parole scambiate tra Montazeri e i membri della «commissione della morte», il 15 agosto 1988. Montazeri protesta contro il massacro dei prigionieri politici iniziato qualche settimana prima, in applicazione di una Fatwa del dittatore Khomeini e afferma : «Il crimine più grave commesso durante la Repubblica islamica e per il quale saremo condannati dalla Storia, siete stati voi a commetterlo ed è per questo che la Storia si ricorderà di voi come dei criminali (…) Per il nostro popolo (il principio) della Guida suprema è un'abominio. Non volevo che le cose andassero in questo modo. Tra 50 anni, Khomeini verrà giudicato come una figura sanguinaria e crudele».

In un documento pubblicato dall'OMPI, che registra la lista delle vittime del massacro del 1988 perpetrato dal regime iraniano, tra i condannati a morte si può osservare la presenza di 789 adolescenti, 62 donne incinte e 410 famiglie con più di tre membri. La lista è tuttavia solo parziale e compilata clandestinamente. 

La diffusione della colonna sonora ha provocato molte tensioni all'interno del regime, soprattutto nel parlamento, il cui vicepresidente ha chiesto spiegazioni sul massacro, obbligando Mostafa Pourmohammadi, l'attuale ministro della Giustizia che fino a qualche anno fa sosteneva di non aver avuto alcun ruolo nell'esecuzioni di massa del 1988, a dichiarare: « Il comandamento di Dio riguardo i Mojahedin del Popolo Peuple non consiste in nient'altro che nella loro condanna a morte. Siamo fieri di ciò che abbiamo fatto».

Da parte sua, Mohammad Mohadessine, presidente della Commissione degli affari esteri della Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, in occasione di una conferenza stampa, ha sottolineato: «Siamo davanti a un crimine contro l'umanità e a un genocidio senza precedenti per la sua peculiarità di essere diretto specificamente contro i prigionieri politici. Ma la cosa più grave è che à dirigere l'attuale regime al potere in Iran siano ancora gli stessi responsabili di questi crimini. Sulla base delle sue responsabilità e prerogative, l'Organizzazione delle Nazioni Unite deve istituire una Missione d'inchiesta per far luce su un simile massacro e fare quanto in suo potere affinchè i responsabili di questo crimine mostruoso siano perseguiti in giustizia