Lavori in corso per il primo ecovillaggio moldavo

Articolo pubblicato il 28 aprile 2015
Articolo pubblicato il 28 aprile 2015

Una coppia multiculturale sta lavorando al primo eco-villaggio moldavo. La speranza non è soltanto che qualcuno segua il loro sogno, ma anche che venga riportata l´attenzione sulle vere ricchezze dell'Europa sudorientale: natura e agricoltura

All'inizio, vi erano soltanto sguardi scettici e sussurri. Liliana Botnaru e il suo compagno David Jesse ci hanno ormai fatto l'abitudine. Qui, nel villaggio moldavo Riscova, li conoscono tutti. David è americano ed è giunto in Moldavia nel 2003, come volontario nei Peace Corps. Poi ha deciso di rimanere. Oggi, insieme a Liliana Gründer, è il fondatore del primo ecovillaggio della regione. 

La coppia lavora, insieme ad altri sognatori, alla costruzione di una comunità verde, fatta di canneti, legno e argilla. Tutto ciò, non solanto sarebbe piú economico del calcestruzzo e dell'amianto, ma anche decisamente più salutare ed ecosostenibile. La giovane famiglia non vuole certo isolarsi dal mondo. L'obiettivo non è condurre una vita da eremiti, ma mostrare agli altri come si possa riflettere sui propri consumi e ridurli, mostrando cosa significa condurre una vita ecosostenibile.

Contratto intergenerazionale nel verde

«Ad un certo punto ci siamo chiesti che cosa avremmo lasciato ai nostri bambini. Nell'antica Grecia, si usava piantare un ulivo, così che anche la settima generazione a seguire avrebbe potuto avvertire l'utilità delle generazioni precedenti. Al momento, purtroppo, sono tutti concentrati sul qui e ora. E nessuno pensa a quello che lascerà alle generazioni future», afferma Liliana.

La famiglia ha vissuto molti anni nella capitale moldava, Chisinau. Ad un certo punto, però, i genitori hanno notato che i loro tre bambini non vivevano bene in città. Nell'appartamento non c'era abbastanza spazio per giocare. Per di più, i bambini erano affetti da innumerevoli allergie. Così, l'idea di condurre uno stile di vita alternativo, si è presto tradotta in realtà.

Lilana e David hanno progettato con estrema cura l'Eco-Village Moldova: «Prima di tutto, abbiamo visitato alcuni eco-villaggi all'estero, per farci un'idea. Abbiamo pensato che avremmo potuto realizzare qualcosa di simile anche noi», ricorda Liliana. La questione non era ritirarsi in un idillio fuori dal mondo: Liliana e David volevano che la vita della loro famiglia si integrasse perfettamente con le dinamiche del villaggio. E questo significa accesso alla scuola, agli asili, alla sanità, così come la possibilità di usufruire di acqua potabile ed elettricità.

Ancora più importante, per Liliana, è il contatto sociale all'interno della comunità: «Vogliamo condividere le nostre conoscenze e scoperte. E naturalmente saremmo felici di approfittare dell'esperienza di chi vive da sempre in un villaggio. Alcuni abitanti ci hanno già presi sotto la loro ala protettrice, altri sono soltanto curiosi. Non vogliamo un nuovo inizio, non desideriamo partire da zero. Vorremmo soltanto muovere qualche passo verso una vita più ecosostenibile».

Attivi nella casa passiva

La scorsa estate sono iniziati i lavori nel villaggio di Riscova. E la prossima estate l'ecovillaggio potrà aprire le porte ad altre due famiglie. Le "case passive" del villaggio - così ben isolate da non avere bisogno di alcun sistema di riscaldamento convenzionale - offrono molti vantaggi: conservano il calore in inverno e raffreddano gli ambienti in estate.

Per l'armatura del tetto è stato utilizzato del legno, mentre le mura sono fatte di canne. Il cotone ecologico svolge una funzione isolante, mentre sabbia e fieno costituiscono le mura interne. Le mura esterne sono invece di calce e sabbia. Tutti questi materiali sono piuttosto economici, hanno però bisogno di manutenzione e sono necessarie alcune nozioni fondamentali per trattarli. A 50 metri dalla casa, è già stato allestito un laboratorio, dove tutti coloro che sono interessati possono seguire workshop sul tema "costruzioni ecosostenibili".

David, il primo proprietario di una bella casa ecologica, vuole essere un esempio per tutti gli abitanti della Moldavia. La gente, qui, è laboriosa e intraprendente, a volte manca soltanto lo stimolo giusto: «Con il mio esempio, penso di avere una grande responsabilità. Non vogliamo di certo realizzare idee importate con tecnologie e soldi importati. Saremmo felicissimi, se molte persone decidessero di imitarci».   

David è convinto che in Moldavia ci siano le basi per vivere molto bene. Purtroppo, la maggior parte della gente non fa altro che pensare quale sarà la meta del prossimo viaggio: verso l'Unione europea, oppure verso la Russia? Una prospettiva a difesa della Moldavia, come quella di David, è molto rara. Lo stereotipo della Moldavia quale angolo povero dell'Europa, peraltro, non aiuta di certo i Moldavi a sviluppare fiducia in se stessi. David, dal canto suo, considera un debole settore industriale e le scarse ricchezze nel sottosuolo quali grandi vantaggi per la Moldavia: «Non abbiamo né petrolio né montagne ricche di risorse minerarie. Le nostre ricchezze sono l'agricoltura e gli uomini che abitano questa terra. E va bene così!».    

«Apprezzare ciò che si ha e cercare di vedere in ogni ostacolo una possibilità»: questo è il motto della giovane famiglia. Per alcuni, «costruire responsabilmente e vivere condividendo» sono soltanto belle parole. Per Liliana e David, si tratta di un'utopia, che presto prenderà vita: «Ad agosto faremo trasloco. Venite a trovarci!».