L'autunno in Toscana: tempo di raccolta. Come lavorare in campagna

Articolo pubblicato il 24 novembre 2015
Articolo pubblicato il 24 novembre 2015

D’autunno la bellissima campagna toscana offre possibilità di lavoro a molte persone di età diverse. Come funzionano la vendemmia e la raccolta delle olive e in cosa consiste vivere queste esperienze agresti. L'originalità dei lavori semplici.

La Toscana è certamente famosa per le sue città e meraviglie artistiche. Però, dire “Toscana” è dire molto di più. Ciò che veramente la caratterizza è il suo territorio, le sue colline, le sue distese di vigneti e oliveti. La campagna Toscana è quanto di più ameno si possa contemplare. Tuttavia, la ricchezza di questa terra non è solo paesaggistica e di potenziale turistico che richiama. Parlare di campagna è parlare di gente che vi lavora, che la cura e che ne produce eccellenze enogastronomiche. Vi è un esuberante mondo di attività che girano intorno alla produttività ed economia agricola toscana. Certamente non è una novità parlare di Chianti o di olio extravergine d’oliva o di salumi di cinta senese, cui è connesso un grande potenziale economico e di brand. Invece, ciò di cui spesso si tace, sono le possibilità che offre tutto ciò.

Per chi ama la natura e non ha paura di sporcarsi le mani, l’autunno toscano è un ottimo momento per intrapendere lavori agresti, da cui ricavare un piccolo gruzzolo per l’inverno. Stiamo parlando della stagione della vendemmia e di quella della raccolta delle olive. In questo periodo molti sono gli studenti, i giovani e i pensionati che, insieme agli operai delle varie aziende, decidono d’intraprendere questa attività. Così, i momenti di raccolta diventono un’ottima occasione per vivere un’esperienza davvero fuori dal quotidiano. Il contatto con la natura è assicurato, la fatica del lavoro lo è altrettanto, la possibilità di confrontarsi con persone nuove e provenienti da contesti diversi lo è ancora di più.

Di solito, per essere assunti si usa il vecchio metodo del telefonare all’azienda stessa. Tuttavia la tecnologia ha fatto progressi anche in questo campo e oggi, sul sito Toscanago.com sono riportati i nomi delle più grandi aziende italiane che fanno attività di vendemmia e di raccolta olive. Comunque, moltissime sono le fattorie in Toscana, per cui, dato che le più note sono anche le prime ad esaurire le richieste di lavoratori, si consiglia banalmente di selezionare su internet la voce: “aziende di…” inserendo il comune o provincia d’interesse. A quel punto non resta che contattare le aziende individualmente. Una giornata lavorativa di 8 ore frutta circa tra i 50 e i 55 euro.

Una giornata di vendemmia

A secondo dell’altitudine delle aziende, il periodo di vendemmia va da inizio settembre a metà ottobre e una vendemmia dura circa due settimane. Solitamente, si va in vigna alle 8 di mattina, si fa una sosta per il pranzo dalle ore 12 alle 13, e poi si riprende il lavoro sino alle 17. Ciò in cui concretamente consiste il lavoro è un’organizzata raccolta dell’uva: ogni filare della vigna viene affidato a due o tre persone i quali riempiono i panieri. Di norma una squadra di vendemmiatori prende tra i 4 e i 6 filari. Nel filare centrale passa un trattore con un grosso raccoglitore per l’uva. Il lavoro è abbastanza faticoso, soprattutto se c’è un sole cocente o se l’uva è bagnata. Però la bellezza della natura e l’allegro canticchiare e vago chiacchiericcio tra i filari, tiene desti e fa compagnia.

La cosa più divertente di questa esperienza, è la possibilità di creare legami e di confrontarsi con gli altri vendemmiatori. Per quanti vivono lontani dall’azienda, viene spesso offerta una casa della fattoria stessa. In questi grossi casolari, arredati in  maniera rustica, si abita per tutta la durata della vendemmia. È un tipo di convivenza insolito perché ci si sveglia tutti insieme, si mangia insieme  e si vive tutti la stessa giornata con gli stessi ritmi: è una convivenza totale! Inoltre, particolarità, è che le persone con cui ci si trova a trascorrere questo periodo, sono molto eterogenee. Infatti, vi si può trovare: lo studente universitario che aspetta l’inizio dei corsi, il disoccupato in attesa di un lavoro stabile, il buon pensionato che in campagna c’è nato e vive vicino alla fattoria, l’extracomunitario impiegato in azienda. Forse per la fatica del lavoro, forse per il tanto stare insieme, forse per la spontaneità cui induce il lavorare nella natura, … il modo in cui “ci si incontra”  durante la vendemmia è davvero speciale. Si conoscono gli altri nei loro usi, nei loro racconti, nelle loro religioni, nel loro modo di affrontare il lavoro.

La raccolta delle olive

La raccolta delle olive si tiene a partire da fine ottobre sino a novembre inoltrato. L’olio migliore, quello più pizzichino, si ottiene dalle prime raccolte, prima che l’oliva maturi troppo. Raccogliere le olive è notoriamente faticoso per il freddo e per il lavoro in sé. Infatti il lavoro consiste nel gettare degli enormi teli (anche di 20 metri!) intorno alla base degli ulivi e nel farvi cadere le olive sorreggendo vari apparecchi meccanici per scuotere i rami o raccogliendole a mano. Una volta raccolto tutto da una pianta, il telo, carico di olive, va piegato su stesso e le olive riposte in un apposito raccoglitore. La frangitura delle olive deve avvenire necessariamente entro 24 ore dalla racolta.

Particolarità della raccolta delle olive, è che in questo caso a raccoglierla sono per lo più pensionati o persone con un lavoro stabile che prendono appositamente le ferie per fare la raccolta. Raramente ci sono studenti o disoccupati. Molti infatti lavorano in cambio d’olio per uso domestico. Solitamente la quota di olio che si assegna ad ogni raccoglitore è il 6%, ossia 6 litri d’olio ogni 100 chili d’olive raccolte. Questo è un raro caso di economia non monetaria.

Lavorare in campagna e vivere la natura nel suo scandirsi stagionale è tra le esperienze più belle che si possa fare perché permette di ricordarsi le origini e l’umiltà da cui l’uomo proviene. Inoltre si può assaporare la bellezza di un lavoro semplice, manuale e antichissimo in un contesto socialmente variegato. Ci si può rendere conto di come il vino e l’olio che tanto usiamo e amiamo, vengano dalla terra e dalla fatica del lavoro della mano umana. Le vigne e gli argentei uliveti dell’autunno toscano donano a tutto questo un’atmosfera di bucolico incanto.