Latin Kings: una gang dal Sud America alla Spagna

Articolo pubblicato il 22 gennaio 2009
Articolo pubblicato il 22 gennaio 2009
Banda di strada a New York, i Latin Kings si sono stabiliti intorno nelle grandi città spagnole. Tribù urbana e illegale, in alcuni casi è riconosciuta di utilità sociale. Analisi e dibattito.

Usano nomi di animali come pseudonimi e hanno tatuaggi su tutto il corpo. I loro colori sono il giallo o il dorato e il nero, e il loro emblema una corona a cinque punte. I Latin Kings sono, insieme ai Ñetas, la gang più importante e pericolosa a essersi stabilita in Spagna, inizialmente a Madrid, poi a Barcellona, poi in altre regioni. In verità questa confraternita è nata nella Chicago degli anni Quaranta, si è poi mescolata con il movimento originato dall'immigrazione latino-americana verso gli Stati Uniti e nel corso degli anni Settanta molti dei suoi membri si sono dedicati alle attività illegali, soprattutto il traffico di droga. Sono ufficialmente "sbarcati" in Spagna sei anni fa.

Re e regine

Secondo il giudizio del tribunale di Madrid del 21 giugno 2007 è stato Eric Javier Velastegui, un ecuadoregno, a fondare nel febbraio 2002 i Latin Kings in versione spagnola. Naturalmente i suoi membri sono soprattutto degli ecuadoregni e, a differenza di altre gang, in quest’ organizzazione così gerarchica sono ammesse anche le donne. Le chiamano le Latin Queens. Secondo un rapporto della polizia e della Guardia civile (i Carabinieri spagnoli, ndr), 1034 giovani si sarebbero uniti a queste bande di giovani Latinos a Madrid, una cifra che è triplicata negli ultimi tre anni. Se 287 tra loro sono dei membri attivi, gli altri sono considerati come dei semplici simpatizzanti. Secondo un rapporto della Regione di Madrid isoli Latin Kings conterebbero più di settecento membri nella capitale, tra cui un centinaio di elementi attivi. Allo stesso modo delle altre gang, i Latin Kings sono dotati di una struttura rigidamente piramidale dove i "re" ("los reyes") danno i loro ordini ai subalterni.

Come entrare nella banda

Al vertice della piramide Eric Javier affianca José Fabrico, detto "El Príncipe", e María Torres, "La Madrina". Al di sotto compaiono Geovanny José Cano, "King Cano", e Rafael Marcos Adriano, "King Chino Mav", rispettivamente alla testa di due gruppi presenti, inizialmente, nella regione di Madrid. Poi la gang si è insediata a Barcellona, Valencia e Murcia. A Madrid e nel rest(lanier67/flickr)o del Paese l'organizzazione si suddivide in diversi "chapters", in una sorta di divisione territoriale. Ogni "chapter" è diretto da cinque capi o corone, dal più alto grado al più basso: l'inca, l'eletto, il capo di guerra, il tesoriere e il maestro. Nei "chapters" (che si riuniscono ogni settimana) sono prese le decisioni sull'organizzazione, sull'ammissione dei nuovi membri, sul pagamento delle quote, sulle sanzioni disciplinari. Il "regno" stabilito nella comunità di Madrid si chiama "regno Inca" e quello di Barcellona "regno Hispano". Per entrare in questa banda bisogna soddisfare certe condizioni : praticare lo scippo e far pagare il pizzo per l'utilizzo dei terreni sportivi pubblici ai più giovani, grazie al racket organizzato. Poco a poco, i membri del gruppo salgono di grado e possono pagare le quote settimanali all'organizzazione. I Latin kings osannano i loro re e restano tra “latinos”, anche se la polizia spagnola afferma che sempre più giovani spagnoli li frequentano.

Il futuro della nazione dei Latinos

I capi organizzano anche delle "riunioni di posizione" al fine di decidere i grandi orientamenti per la nazione dei Latin Kings nel territorio del regno. I Latin Kings sono finanziati dalle quote versate dai membri nell'occasione delle differenti riunioni, tra 1,50 e 3 euro. Ci sono talvolta dei versamenti straordinari destinati ad aiutare le famiglie che hanno un caro in prigione o a pagare gli onorari degli avvocati. Nella loro ideologia, i Latin Kings esprimono la supremazia della “Nazione Latina”. Indicano la loro gang rivale, i Ñetas, originari di Porto Rico, come il loro principale nemico. Differentemente da quello che succede a Madrid, a Barcellona i Latin Kings sono stati "legalizzati" nell'agosto 2006, dove sono stati iscritti sul registro delle associazioni culturali (Cultural Association of Latin Kings and Queens of Catalonia). La Generalitat de Catalunya, la Regione catalana, ha ugualmente iscritto i Ñetas, a settembre 2007, sullo stesso registro. Il Comune di Barcellona è stato anche il primo a domandare che queste due associazioni siano riconosciute dalle autorità regionali come aventi uno scopo di inserimento sociale. Allo stesso tempo, a Madrid, come in Francia, il Governo regionale non considera neanche la questione e i Kings e le Queens vi sono ancora considerati come membri di una associazione pericolosa e illegale.