L’amore non ha un solo nome…

Articolo pubblicato il 25 febbraio 2009
Articolo pubblicato il 25 febbraio 2009
Come l’Europa unita, l’amore non conosce confini, perciò per qualsiasi evenienza conviene sapere come chiamare il proprio innamorato nelle lingue europee.

In molte lingue si usano espressioni collegate ai dolci. Gli inglesi chiamano la persona amata “honey” (miele), i polacchi “cukiereczek” (caramellina), e i francesi e i belgi “chou” (si tratta di un dolce chiamato “chou à la crème”, e non, come tutti pensano, del cavolo) o “ma crotte” (cioè un tipo di cioccolatino, e non letame). Con il tedesco "Zuckerschnecke" (lumaca di zucchero) ci trasferiamo nel mondo degli animali, dove incontriamo anche il francese “ma biche” (cerbiatto) e “ma poule” (gallina). Gli europei di lingua tedesca si spingono persino all’incrocio di specie diverse creando l’"Hasibär" (orsetto-leprotto). A loro volta i francofoni paragonano il loro amore ai fiori (“ma fleur”), mentre gli italiani vegetariani cercano ispirazione in cucina. Da qui “cetriolino” e “zucchina”. Anche gli inglesi usano la parola “pumpkin” (zucca): che sia collegata ad Halloween?

Alcuni nomignoli sono veramente scioccanti. Difficile credere che qualcuno ami essere definito grassottello (spagnolo “mi gordito”). Ancor più sorprendente chiamare il proprio ragazzo o la propria ragazza “mamma” e “papà” (in inglese: mama e dad; in spagnolo: mamita e papito). A ben pensarci, anche l’universalmente diffuso “baby”, ovvero il paragone dell’amato con un neonato, è un po’ strano. Ma che dire: “Paese che vai, usanze che trovi”.