L’alternativa spagnola: la scommessa nazionale cattolica dei tories britannici

Articolo pubblicato il 01 luglio 2009
Articolo pubblicato il 01 luglio 2009
Dopo aver abbandonato le file del Partito Popolare Europeo, i conservatori britannici si sono lanciati a caccia di nuovi alleati che condividano il loro crescente euro-scetticismo e il rifiuto del Trattato di Lisbona. In Spagna, hanno scommesso su un partito minoritario di stampo cattolico e ultranazionalista.

«Quello che ci unisce ai tories è la posizione sull’Europa e il nostro modello di Ue. Un modello rispettoso della sovranità degli Stati». Parla così a cafebabel.com Francisco Torres, storico e professore di scuola media superiore, portavoce di Alternativa Spagnola (Aes), il partito spagnolo alleato ai conservatori britannici a discapito del suo alleato tradizionale, il Partito Popolare di Rajoy.

Per un mutuo sostegno negli obiettivi comuni, il partito di David Cameron non ha esitato a chiedere ai cittadini britannici residenti in Spagna (circa 800.000) di dare il proprio voto ad Aes, una piccola formazione di recente creazione guidata da Rafael López-Diéguez e presieduta dal suocero, Blas Piñar, quale Presidente onorario, deputato durante la transizione spagnola del partito d’ideologia franchista Forza Nuova, del quale facevano parte anche gli attuali dirigenti di Aes. Al fine di chiarire la sua posizione, il deputato conservatore britannico Daniel Hannan chiese il voto per Aes attraverso il suo blog sul Daily Telegraph. Un appello che mise in luce questa formazione nei media di lingua inglese presenti sulla costa mediterranea spagnola e sulle Isole Canarie, dove la presenza della colonia britannica è ampia. Nel suddetto appello, pubblicato l’11 marzo scorso, Hannan citava tra i motivi per votare Aes la posizione presa dal partito nei confronti del Trattato di Lisbona e verso l’euro, il mancato coinvolgimento in casi di corruzione immobiliare (legato alla mancanza di rappresentanti pubblici), così come la promessa fatta dalla formazione spagnola di garantire l’assistenza sanitaria gratuita ai residenti britannici. Da parte sua, nella ricerca del voto dei britannici residenti in Spagna, Aes ha aperto un blog dedicato esclusivamente a loro e ha celebrato l’evento a Mazarrón (Murcia) e Alicante, con un’ampia presenza della comunità inglese.

La reazione del Partito Popolare spagnolo

AesLa posizione dei tories provocò nel Partito Popolare spagnolo (Pp), suo alleato tradizionale, un misto di timore e di indignazione di fronte alla possibile perdita del voto dei residenti inglesi in elezioni considerate vitali per il consolidamento della formazione politica, reale alternativa di governo dopo le due sconfitte consecutive contro il Partito Socialista di Zapatero alle elezioni nazionali. Nonostante il celebrato appoggio dei conservatori inglesi, nelle scorse elezioni di giugno, Aes ha ottenuto 20.000 voti, ossia lo 0,13% del totale. Una percentuale che rappresenta il migliore risultato storico di Aes, ma che è ancora molto lontana dai 300.000 voti necessari per avere la rappresentanza in Spagna. Difendere la sovranità nazionale di fronte al rischio della creazione di un “superstato” è un altro modo di riunire gli elettori. «Abbiamo bisogno di un’Europa che rispetti la democrazia nazionale e i parlamenti indipendenti degli Stati membri». Questo messaggio, lanciato da Hannan, è quello inviato dai tories nella loro marcia con il Ppe e con i loro nuovi amici euro-scettichi. Costoro contano partiti come la formazione polacca Legge e Giustizia dei fratelli Kaczynsky che affermano che «l’omosessualità è una patologia», fino a quelli che negano il cambiamento climatico, come sostiene un importante esponente del Partito Democratico Civico ceco (Ods),Václav Klaus, passando per i lettoni di Patria e Libertà, tra i quali alcuni rappresentanti appoggiarono la collaborazione dei loro compatrioti con il nazismo. Cameron ha preferito queste figure politiche ai Rajoy, Merkel, Berlusconi o Sarkozy. Ciò nonostante, la riduzione del numero di seggi che poteva derivare dall’assenza dei tories nel centro destra europeo, con il rischio di perdita della maggioranza, non ha impedito (al Ppe) di diventare, ancora una volta, il gruppo più rappresentato all’interno della camera dopo il disastro della sinistra. Il futuro ci dirà se Cameron ha scelto bene i suoi compagni di viaggio.