L'adozione del Circular Economy Package dell'Unione Europea: uno spreco di tempo?

Articolo pubblicato il 29 dicembre 2015
Articolo pubblicato il 29 dicembre 2015

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A un anno di distanza dall'ultima bozza, scartata perché considerata poco ambiziosa, il 2 dicembre la Commissione europea ha adottato un nuovo pacchetto di misure sull'economia circolare, ma si sono già sollevate le voci di diversi attori coinvolti che denunciano la scarsa ambizione del nuovo pacchetto definendolo «più debole del precedente».

Secondo il comunicato stampa della Commissione, il pacchetto include "azioni proposte (che) costituiscono "l'anello mancante" nel ciclo di vita dei prodotti, a beneficio sia dell'ambiente che dell'economia" - e "nuove proposte legislative sui rifiuti (che) definiscono obiettivi chiari in materia di riduzione dei rifiuti e stabiliscono un percorso a lungo termine ambizioso e credibile per la loro gestione e riciclaggio". 

Se da un lato queste sembrano essere buone intenzioni, dall'altro diverse ONG ambientaliste, come Friends of the Earth, WWF e molte altre, non sono soddisfatte di questo nuovo pacchetto.

Infatti, se WWF Europa lo definisce una "promessa mancata", Friends of the Earth  parla ironicamente del 2015 come "l'anno sprecato per l'economia circolare" perchè il nuovo pacchetto è - secondo la ONG - "più debole rispetto alla proposta dell'anno precedente" e privo delle "fondamenta necessarie per fronteggiare l'eccessivo consumo di risorse in Europa".

Più in dettaglio, il WWF lamenta la mancanza di un'azione politica concreta in grado di abilitare una reale transizione verso l'economia circolare e Friends of the Earth ha individuato diverse aree sostanzialmente indebolite rispetto al pacchetto precedente - e la presenza di iniziative non vincolanti, ovvero misure che gli stati membri non sono obbligati ad adottare.

L’organizzazione fa notare – tra gli altri provvedimenti – la riduzione del target di riciclo per il 2030 al 65% – rispetto alla proposta del 2014 del 70% – la rimozione dell’impegno a ridurre lo spreco di cibo del 30% tra il 2017 e il 2025 (una delle tematiche più urgenti in termini di sprechi), e il prolungamento di cinque anni del periodo concesso agli stati membri per raggiungere questi obiettivi, “riducendo (pertanto) gli attuali livelli di ambizione”.

Come se non bastassero le carenze rispetto alla versione precedente e il complessivo indebolimento del progetto, Piotr Barczak dell’European Environmental Bureau ha aggiunto che l’economia circolare non può essere costruitasolo riciclando sempre di più con i nostri schemi di produzione e consumo attuali. È necessario anche ridurre i rifiuti che si generano e il modo per farlo è attraverso obiettivi legalmente vincolanti per la prevenzione dei rifiuti”, proprio ciò che manca nel pacchetto.

Nonostante queste numerose critiche, è doveroso osservare che la Commissione sembra impegnata a rendere l’economia circolare una realtà concreta in Europa. Quest’anno a giugno ha infatti organizzato una conferenza sull’economia circolare a Bruxelles, cui hanno partecipato più di 700 stakeholder e pianifica di investire in modo significativo su questo problema.

Tuttavia, un livello maggiore di ambizione e misure aggiuntive legalmente vincolanti per tutti gli stati membri manderebbero finalmente il chiaro segnale che l’economia circolare non è solo una necessità, ma un’opportunità economica e ambientale che dovrebbe essere colta da tutti gli attori rilevanti coinvolti.

Riguardo il pacchetto corrente, Friends of the Earth ha ancora la speranza che il Parlamento europeo faccia pressione per un accordo più forte entro la fine del 2016, permettendo all’Europa di fare questo necessario passo in avanti.