L'acciaio rilancia il protezionismo

Articolo pubblicato il 14 marzo 2002
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Articolo pubblicato il 14 marzo 2002

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Indiscrezioni dalla riunione della delegazione dei rapporti USA-UE del Parlamento europeo. In piena battaglia dell'acciaio tra Washington e Bruxelles.

STRASBURGO - Il 5 marzo 2002 un comunicato ufficiale della Casa Bianca annunciava che gli Stati Uniti imporranno delle misure protezionistiche al mercato dell'acciaio. Una tassa del 30% sarà imposta a tutti i flussi di acciaio in entrata nel mercato americano.

L'amministrazione Bush spiega, nello stesso documento, che il libero mercato, pur essendo il vettore principale della politica commerciale degli USA, a volte non funziona. E si puo' quindi ricorrere a misure protezionistiche fuori dal quadro WTO.

Il giorno dopo, il commissario europeo Pascal Lamy spiega in una conferenza stampa a Bruxelles le ragioni dell'Europa. Quasi la metà delle esportazioni europee saranno colpite dalle misure prese dal governo americano. Ed inoltre la decisione di Washington rischia di riversare sul mercato europeo una buona parte dei flussi di acciaio che non potranno più entrare negli Stati Uniti.

Si tratta di una questione tecnica e settoriale, ma di un evento che potrebbe avere conseguenze importanti sulle relazioni transatlantiche e sull'intero ordine mondiale.

Se ne parla al Parlamento Europeo di Strasburgo, oggi 13 marzo, in seno alla Delegazione de rapporti USA/UE ed è sorprendente la vivacità di un dibattito seguito da pochi esperti. Gli eurodeputati non sono affatto sorpresi dall'unilateralismo americano, ma dalla franchezza tipica della diplomazia d'oltreatlantico. Gli americani affrontano i problemi internazionali con estrema schiettezza e quando ritengono di avere ragione portano i loro discorsi fino alle estreme conseguenze, cosa che l'Europa, ingessata da tradizioni diplomatiche ancestrali, non è capace di fare.

Ma la questione dell'acciaio è una questione di commercio internazionale, quindi riguarda il WTO. Ed i parlamentari sembrano sentire la necessità di una riforma di questa agenzia mondiale. Nulla di plateale, in questo salotto buono.Alcuni propongono di sensibilizzare al tema della globalizzazione l'opinione pubblica americana con una azione di pressione sui media americani. Altri vorrebbero una leadership europea più concreta e criticano l'inadeguatezza di Romano Prodi.

Ma una posizione interessantissima sembra abbastanza condivisa: la parlamentarizzazione del WTO, che dovrebbe essere dotato di una assemblea la cui composizione e funzioni sono tutte da definire.

Se ne riparlerà ad aprile, quando i delegati del Congresso americano verranno a Strasburgo per visitare una cattedrale risparmiata dai terroristi e per discutere dello stato del mondo, nel quadro della cooperazione interparlamentare transatlantica.