La Turchia sola contro Israele: un allontanamento dall'Europa?

Articolo pubblicato il 03 giugno 2010
Articolo pubblicato il 03 giugno 2010
La Turchia ha severamente criticato Israele dopo l’intervento militare di quest’ultima contro una flotta di aiuti umanitari internazionali nel Mediterraneo. Una reazione a doppio taglio per alcuni editorialisti europei, che temono che lo Stato, a metà strada tra Oriente e Occidente, si allontani sempre di più dall’Europa.

Lietuvos Rytas – Lituania: «Ankara dovrebbe prima far ordine al suo interno»

Rassegna stampa europeaLe dichiarazioni della Turchia sull’attacco militare israeliano contro una flotta pacifista nel Mediterraneo hanno una doppia morale, critica il quotidiano Lietuvos Rytas : «Ankara ha il diritto di qualificare gli israeliani come dei pirati e dei banditi? Perchè la Turchia e l’Ue non se la prendono con l’Egitto che blocca anch’esso la Striscia di Gaza con dei mezzi militari? E come definire allora la guerra che i turchi fanno ai loro concittadini curdi, che aspirano ad una maggiore autonomia? Questo conflitto, che va avanti ormai da decenni, ha già fatto più di 40.000 morti. E come considerare il rifiuto categorico della Turchia di riconoscere il genocidio armeno? Certo, la direzione israeliana si è comportata in modo ignobile e va criticata. Ma rimettere in questione il diritto di Israele all’autodifesa e la legittimità di questo Stato, come ha fatto il Ministro degli Affari Esteri turco, non è altro che un’ ipocrisia e una doppia morale». (Articolo pubblicato il 02.06.2010)

La Stampa – Italia: «La Turchia più lontana dall’Europa»

Secondo il quotidiano della Fiat La Stampa, la Turchia si allontana sempre di più dall’Occidente e compie uno scarto geopolitico all’interno dell’Alleanza Atlantica: «Si è quindi detto che è scoppiato un principio di guerra tra Israele e la Turchia, dopo circa sessant’anni d’alleanza sul piano economico, politico e perfino militare. Ma, in realtà, non è stato un principio. È stato piuttosto il culmine più visibile e più clamoroso, ancorché indiretto, di una parabola da tempo negativa nei rapporti generali di Ankara, non solo col vicino Stato israeliano, ma con l’Occidente nel suo complesso. Dallo scontro letale nelle acque internazionali intorno a Gaza, s’è visto emergere e prendere quasi corpo uno spostamento massiccio, un rivolgimento geopolitico, un novum pericoloso, perché dilagante, in uno degli scacchieri più infiammabili del globo. In definitiva stiamo assistendo al distacco dal mondo atlantico di un Paese forte e vitale, di 80 milioni di abitanti, che costituì, per decenni, il baluardo orientale della Nato, con un esercito ritenuto secondo soltanto a quello americano. Siamo in presenza della più profonda crisi nelle relazioni, un tempo solide e proficue, della Turchia con l’Occidente». (Articolo pubblicato il 02.06.2010)

Abc – Spagna: «Eredità Ottomana contro integrazione europea»

Per il quotidiano conservatore ABC, la Turchia, con il sostegno apportato alla flotta pacifista diretta a Gaza e il suo ruolo da mediatrice nel conflitto con l’Iran, agisce contro gli interessi dell’Europa e deve decidere quale sarà la sua evoluzione futura: «La Turchia è certamente un grande paese, con un passato imperiale innegabile. Da nazione indipendente ha tutto il diritto di scegliere le sue priorità in ambito di politica estera ma, in quanto candidata all’integrazione europea, non deve dimenticare che ci sono dei valori e degli interessi che non possono essere ignorati. Se il suo obiettivo è quello di diventare una potenza regionale seguendo la tradizione del suo passato ottomano, deve scegliere quale delle sue due essenze privilegiare: un’evoluzione verso l’Europa oppure una verso il passato». (Articolo pubblicato il e 02.06.2010)

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Foto: practicalowl/flickr: La nave della flottiglia internazionale: freegazaorg/flickr