La Turchia ride

Articolo pubblicato il 16 luglio 2007
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Articolo pubblicato il 16 luglio 2007
Grazie a Mirada, linEa presenta: Intervista ai fondatori della rivista Leman a cura di Elettra Stamboulis, parte I Questo è il risultato di un’intervista con uno dei fondatori della rivista turca Leman, Mehmet Çağçağ e indirettamente anche all’altro co – fondatore Tuncay Akgün. Ho pensato che fosse inutile inserire anche le domande, visto che dalle risposte si ricostruisce il contesto.
Leggendola, vedrete che essa non solo racconta la storia di una rivista, ma offre anche uno spaccato della società turca degli ultimi anni. Guarda anche la video intervista!.''

Così nasce Leman

Sono nato nel 1959. Ho studiato all’Accademia d’Arte Mimar Sinan a Istanbul. Durante gli anni scolastici ho cominciato a pubblicare le mie caricature sulla terza rivista satirica più grande del mondo ovvero Gırgır. Quella rivista fu un fenomeno in Turchia. Aveva una circolazione di 500.000 copie alla settimana. Visto che era letta perlopiù da studenti delle Scuole Superiori e universitari, persone giovani, essi lasciavano la rivista dopo che l’avevano letta nei cafè, nelle classi, sui tavoli... Così, secondo le ricerche, almeno 2.500.000 persone leggevano in realtà questa rivista ogni settimana.

cagcag_foto.gif La rivista, che era fatta di 16 pagine, raggiunse l’apice durante la giunta militare. Visto che, mentre nessuno si poteva opporre, noi potevamo disegnare i generali della giunta sulle nostre copertine. Mentre i quotidiani non potevano scrivere neanche una parola, noi potevamo disegnare personaggi che assomigliavano ai generali e opporci, criticare nella forma più dura possibile. E lo potevamo fare con scherzi spiritosi, in modo molto divertente. Essendo i caricaturisti l’elemento più importante di Girgir, c’era qualcosa che ci limitava. La rivista era letta da tutta la società: dai bambini ai vecchi, dai conservatori ai democratici...Tutti la leggevano, così essa doveva piacere a tutti, rispettare tutti ... Cominciammo ad essere un po’ annoiati del fatto di non essere in grado di disegnare ciò che volevamo.

La lotta per la libertà per noi non era solo contro la giunta. Era per noi opposizione ai fascisti, agli islamici radicali, ai taboo, alla feudalità, agli elementi politici e culturali imperialistici...Questo non era possibile su Girgir. Così nel 1986, come gruppo di caricaturisti decidemmo di separarci e fondare una nuova rivista chiamata Limon, che oggi continua a vivere con il nome di Leman. Eravamo marginali rispetto a Girgir, Girgir era mainstream ... Ma allo stesso tempo, Girgir è svanito piano piano, noi siamo sopravvissuti 5 anni con Limon, 15 con Leman. Siamo diventati “una scuola” in 20 anni dopo Girgir. Il nostro stile è dolce – amaro, un’opposizione divertente, critica.

La 3a pagina di Leman contiene critiche sugli eventi, le notizie, le persone. Due scrittori perlopiù scrivono articoli sugli argomenti politici, ricerche letteratura, sociologia, storia ... Il resto è umorismo sociale con disegni e scritti. İl nostro umorismo in genere contiene elementi e tocca le condizioni della gente turca: la famiglia, i giovani, gli anziani, i conservatori ... E i personaggi sono basati su figure popolari. İn particolare caricature.

ramize85.gif L’ultima pagina della rivista è la nostra fonte di nuovi disegnatori. Giovani, appassionati disegnatori incontrano i lettori, il loro sviluppo può essere osservato e alcuni di questi fanno il salto da questa pagina alla rivista e diventano professionisti. Leman ha anche un’attitudine attivista, azionista. La più importante associazione civile turca Sürekli Aydınlık için Bir Dakika Karanlık è stata avviata da Can Yücel al Leman Cafè. All’inizio spense tutte le luci (era un’azione che prevedeva di spegnere le luci ogni notte dalle 9 in poi nel 1997) E fu di grande successo. Can Yücel è stato un importante poeta. Ha pubblicato le sue poesie su Leman negli ultimi anni. L’abbiamo perso nel 1999.

Ai primi tempi di Limon, il generale della giunta divenne il presidente della Repubblica, un personaggio chiamato “netekim”(era un’unica parola che il generale usava un sacco per combinare due frasi e le pronunciava storpiate. Significa “in realtà”). Il libro con questo personaggio diventò un best seller in quegli anni. D’altra parte, l’immigrazione dalle aree rurali alle grandi città aveva cominciato proprio allora. La collisione tra la cultura dei cittadini e la cultura degli immigrati durante il processo di urbanizzazione fu l’oggetto del nostro lavoro in Limon. La nostra lotta era per allargare il nostro spazio di libertà in un periodo di oppressione.

I caricaturisti amano raccontare storie usando personaggi fissi. In questo consiste la competenza, il talento, la maestria di questo lavoro. Un buon caricaturista crea un personaggio e in questo modo lui/lei creano un migliore contatto con il lettore e possono colpire meglio il lettore stesso. Il personaggio, i nostri eroi non hanno poteri sovrannaturali, ma chi possiede i poteri è per prendere in giro i supereroi americani.

Continua...