La Torre di Henning

Articolo pubblicato il 17 agosto 2007
Articolo pubblicato il 17 agosto 2007

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Senza il disegno settimanale della nostra caricaturista Henning Studte, la Torre di Babele non sarebbe così variopinta.

Fin dal giorno della nascita della Torre di Babele, Henning Studte, 48 anni, ha messo le sue matite al servizio di cafebabel.com. Settimana dopo settimana, con abile mano la disegnatrice che pubblica anche su quotidiani tedeschi come la FAZ, il Süddeutsche o il Frankfurter Rundschau, ha portato il suo contributo per la comprensione tra i popoli. Nel suo specialissimo linguaggio chiaramente! Quando l’incomprensione regna sovrana, la Studte rende tutto comprensibile, dall’Estonia al Portogallo, con un deciso tratto di penna.

Cosa ti ha spinto a disegnare?

Durante gli anni di scuola mi sono sempre divertita a copiare i tratti salienti degli insegnanti, la loro parlata, i gesti, la mimica facciale. Finita la scuola ho sentito il desiderio di abbracciare il lato divertente di ciò che ci circonda, anche nei suoi lati più volgari, fissandolo con la matita, a volte anche esagerando le situazioni.

Cosa ti ispira per la Torre di Babele?

I testi per la Torre di Babele mi arrivano sempre di venerdì. . Quindi leggo il pezzo una volta e lo lascio lavorare dentro la mia testa. Il martedì sera il testo è ormai maturo, anche perché non mi restano molte ore prima della consegna del lavoro. Poi prendo un buon bicchiere di vino di uno dei paesi europei e intingo il pennino nel bicchiere con del nero d’India. Non appena i colori si sono ben mischiati, dosati e messi su carta, spedisco tutto tramite posta elettronica alla redazione di Parigi.

Cosa pensi di questa rubrica?

I testi della Torre di Babele continuano a crescere dentro di me anche dopo che il mio lavoro di illustratrice è terminato. In questo modo ho imparato molto sulle abitudini di vita e sulle sfumature umoristiche delle diverse lingue. La rubrica mi ha spinto a creare moltissimi disegni per un testo veramente breve. Spero di essere riuscita a portare un sorriso sul volto dei lettori della Torre.

Come sei arrivata a cafebabel?

Ho sempre avuto un forte interesse per la politica e la società. Disegnavo già da tempo per il movimento popolare “Più Democrazia”, che chiedeva il ricorso al voto popolare sia a livello tedesco che europeo. Così seguivo con attenzione cafebabel e mi sono offerta come disegnatrice.

L’Europa è una caricatura?

L’Europa non è in nessun modo una caricatura! Per me è una grande speranza per la comprensione reciproca dei popoli come già tu puoi sperimentare nel tuo piccolo nella redazione di cafebabel dove lavori. Ma questa comprensione reciproca può esserci solo se i popoli europei si comportano come una grande orchestra, dove i cittadini possono ricoprire tutti i ruoli caratteristici di un’orchestra: il direttore, i musicisti, il pubblico. Solo loro dovrebbero decidere cosa suonare e come. Dovrebbero anche controllare che altri non suonino al posto loro da dietro le quinte. Se tra gli strumenti c’è buona armonia e sono ben coordinati tra loro, alla fine il risultato sarà notevole. Ma la cosa più importante è la partecipazione della gente. “Voto popolare” in tedesco si dice Volksabstimmung, “voce della gente”. Senza questo si corre il rischio che lo spartito sia suonato solo dai violini e che nessuno sia più in grado di sentire il concerto.