La stampa inglese, slovena, francese e italiana sul referendum irlandese

Articolo pubblicato il 05 giugno 2012
Articolo pubblicato il 05 giugno 2012
Il 60,3% degli irlandesi ha votato in favore del trattato fiscale europeo, nel referendum della settimana scorsa. Sono stati l’unica nazione a votare direttamente il trattato. Si tratta di un esempio da seguire per il resto dell’Europa, o si sono fatti condizionare dalla paura di rimanere fuori?

‘Gli irlandesi dimostrano che l'austerità è un rimedio per la crescita’ - The Times, Regno Unito

La disciplina irlandese è un esempio per gli altri paesi europei, scrive il quotidiano conservatore britannico: “la ricompensa per lo stoicismo irlandese sta per arrivare. La fiducia delle imprese è risalita dopo la crisi bancaria, al contrario della sfiducia che regna nell’Europa meridionale. Le esportazioni danno segni di crescita. I depositi bancari sono al sicuro e in aumento. In poche parole, gli irlandesi si sono prescritti la medicina da soli e l’hanno presa, dimostrando che l’austerità può portare al rilancio economico.. Quello che ha mostrato l’Irlanda è che una crisi finanziaria, anche senza effusioni di sangue, può cambiare il comportamento di consumatori ed imprenditori, se le sue vere dimensioni e conseguenze sono riconosciute. In Grecia e in Spagna, la strategia deve cambiare di conseguenza. La lezione irlandese è chiara”.

Leggete il resto su ‘The Times'

‘Gli irlandesi fanno il necessario per rilanciare la loro economia’ - Dal blog Coulisses de Bruxelles, Francia

Una volta svelato l’esito del referendum, Jean Quatremer ha espresso la sua soddisfazione sul suo blog Coulisses de Bruxelles. “Di fatto, gli irlandesi hanno capito che non possono allo stesso tempo chiedere aiuto agli altri paesi e rifiutare gli sforzi necessari al raggiustamento della loro economia. In Grecia, al contrario, gli elettori hanno votato soprattutto per dei partiti che rifiutano il piano d’austerità, pur dichiarandosi determinati (per l’80% della popolazione) a restare nella zona euro.. Un ‘no’ avrebbe avuto della importanti conseguenze per la vecchia ‘tigre celtica’, perché l’avrebbe privata dell’accesso al futuro Meccanismo europeo di stabilità (MES) che rimpiazzerà, il primo luglio, il Fondo europeo di stabilità finanziaria (Fesf).. Un motivo irresistibile per votare in favore del trattato”.

Leggete ‘Zone euro : une bonne nouvelle venue d’Irlande’ sul blog Coulisses de Bruxelles

‘La vera vincente è angela Merkel’ - La Stampa, Italia

Approvando il trattato, gli irlandesi hanno ceduto al diktat di Berlino, scrive il quotidiano liberale italiano: "gli irlandesi hanno inghiottito a bocca socchiusa l’amara medicina già somministrata alla Grecia, e che potrebbe essere prescritta a breve anche alla Spagna.. La tigre celtica, che beneficiava fino a non molto tempo fa di una posizione economica privilegiata all’interno dell’Unione, non ha tirato fuori gli artigli, questa volta, lasciandosi domare dalla crisi generale.. Angela Merkel è la vera vincente; in molti l’hanno criticata, eccetto il Primo Ministro irlandese, Enda Kenny, il quale, alla chiusura dei seggi, ha subito informato la cancelliera dell’approvazione degli irlandesi. Si potrebbe dire, esagerando un poco, che l’Irlanda ha ceduto una parte considerevole della sua sovranità nazionale alla Germania” (Enzo Bettiza).

Leggete il resto su ‘La Stampa’ 

‘Gli irlandesi hanno mancato una buona occasione' – Delo, Slovenia

Gli irlandesi hanno accettato il trattato fiscale europeo perché sono paralizzati dalla paura, scrive il quotidiano di centrosinistra sloveno: "il governo di Dublino ha salutato il risultato del referendum con circospezione, mentre Bruxelles ha esultato per la prima buona notizia, in questi tempi così difficili. Tutti sanno che l’Irlanda è paralizzata dalla paura, e la paura è una forza capace di provocare decisioni irrazionali: se gli individui sono dominati dalla paura del terrorismo, non si opporranno mai alla violazione delle loro libertà e dei loro diritti civili. Se gli individui sono dominati dall’angoscia della loro sopravvivenza, e della tutela del loro lavoro, si rassegnano e tacciono. Paul Krugman ha dichiarato, la settimana scorsa, che un ‘no’ dell’Irlanda al trattato sarebbe stato un segnale importante: la Germania si sarebbe dovuta confrontare con la realtà, e comprendere le conseguenze catastrofiche delle misure d’austerità che richiede per la permanenza nell'Euro. Gli irlandesi non hanno, tuttavia, colto questa opportunità”  (Sasa Vidmajer).

Leggete  ‘S stisnjenimi zobmi’  su Delo (Slovenia)

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