LA SPAGNA HA DETTO 'BASTA' AL BIPARTITISMO

Articolo pubblicato il 29 giugno 2014
Articolo pubblicato il 29 giugno 2014

L'ac­cu­sa di cor­ru­zio­ne ai due gran­di par­ti­ti po­li­ti­ci spa­gno­li, la non­cu­ran­za nei con­fron­ti del­l'e­si­sten­za di pa­ra­di­si fi­sca­li in Eu­ro­pa e la tassa in­so­ste­ni­bi­le di di­soc­cu­pa­zio­ne gio­va­ni­le (50%) ha pro­vo­ca­to una ri­vo­lu­zio­ne tra gli elettori spa­gno­li nei co­mi­zi eu­ro­pei dello scor­so 25 mag­gio.

Nelle ul­ti­me ele­zio­ni al Par­la­men­to Eu­ro­peo, PP e PSOE hanno perso quasi 6 mi­lio­ni di elet­to­ri, men­tre altre for­ma­zio­ni molto più gio­va­ni, come Pri­ma­ve­ra Eu­ro­pea (1 seg­gio), UPyD (4 seggi), Ciu­da­da­nos (2 seggi) o la più re­cen­te Po­de­mos (5 seggi) sono ar­ri­va­te in Eu­ro­pa im­po­nen­do­si con ri­so­lu­tez­za. È leg­ger­men­te au­men­ta­ta anche la par­te­ci­pa­zio­ne nei co­mi­zi in un paese dove la crisi ha co­stret­to circa 400mila per­so­ne al­l'e­si­lio eco­no­mi­co. 

IL CASO DI PO­DE­MOS 

Il caso di Po­de­mos è ec­ce­zio­na­le. Nato a gen­na­io del 2014 con ri­sor­se li­mi­ta­te per la cam­pa­gna elet­to­ra­le, lo scor­so 25 mag­gio ha ot­te­nu­to 1.245.948 voti, un ri­sul­ta­to che ha im­pres­sio­na­to la stam­pa in­ter­na­zio­na­le, i par­ti­ti po­li­ti­ci e i cit­ta­di­ni.

Con­si­de­ra­to come la tra­sfor­ma­zio­ne po­li­ti­ca del mo­vi­men­to 15M del 2011, la for­ma­zio­ne spie­ga il suo suc­ces­so al­lu­den­do alla pro­pria ca­pa­ci­tà di crea­re spe­ran­ze e alla mo­ti­va­zio­ne dei cit­ta­di­ni di pren­de­re parte alle de­ci­sio­ni che li coin­vol­go­no nella loro quo­ti­dia­ni­tà, ri­pren­den­do "il pro­ta­go­ni­smo po­po­la­re della gente", se­con­do le di­chia­ra­zio­ni del suo lea­der, Pablo Igle­sias.

Dopo l'ul­ti­mo ap­pun­ta­men­to alle urne tanti hanno ac­cu­sa­to i mem­bri di Po­de­mos di es­se­re "po­pu­li­sti", tra questi l'ex pre­si­den­te del go­ver­no Fe­li­pe Gon­zá­lez. Il po­pu­li­smo può in­ten­der­si come un ten­ta­ti­vo di ri­sol­ve­re pro­ble­mi com­ples­si con so­lu­zio­ni sem­pli­ci e, con­sul­tan­do il pro­gra­mma di Po­de­mos, tro­via­mo che, forse, qual­che obiet­ti­vo ri­sul­ta dif­fi­ci­le da rag­giun­ge­re e ad­di­rit­tu­ra uto­pi­co. Sol­tan­to il tempo lo con­fer­me­rà. La di­fe­sa della sa­ni­tà e l'e­du­ca­zio­ne pub­bli­ca, la scom­par­sa dei pa­ra­di­si fi­sca­li, il con­trol­lo pub­bli­co delle ditte stra­nie­re, la "ri­co­stru­zio­ne" della de­mo­cra­zia, l'in­ve­sti­men­to nella ri­cer­ca e svi­lup­po o la de­ro­ga del Trat­ta­to di Li­sbo­na sono solo al­cu­ne delle pro­po­ste che hanno pro­fon­da­men­te col­pi­to gli elet­to­ri di Po­de­mos.

Il gior­na­le sta­tu­ni­ten­se New York Times ha de­di­ca­to un ser­vi­zio al fe­no­me­no di Po­de­mos e se­gna­la che il pro­gram­ma di que­sto par­ti­to as­so­mi­glia più a una "lista dei de­si­de­ri" che a un pro­gram­ma elet­to­ra­le. Il gran­de obiet­ti­vo ri­sie­de pre­ci­sa­men­te lì, nel "co­strui­re un'a­gen­da reale di par­ti­to". 

Pablo Igle­sias, capo lista nelle scor­se ele­zio­ni eu­ro­pee, ha as­si­cu­ra­to at­tra­ver­so le reti so­cia­li che il me­to­do di Po­de­mos è quel­lo di "as­sem­blea­re", a volte te­dio­so ma che può es­se­re l'u­ni­co modo per far sì che la gente si espri­ma e si senta coin­vol­ta nel­l'e­la­bo­ra­zio­ne dei pro­gram­mi elet­to­ra­li.

I PROS­SI­MI OBIET­TI­VI: ELE­ZIO­NI MU­NI­CI­PA­LI 2015

Già sono di­ver­se le ipo­te­si di ac­cor­di che ini­zia­no a sen­tir­si nei cor­ri­doi delle re­da­zio­ni e negli uf­fi­ci, che Pablo Igle­sias ha ca­te­go­ri­ca­men­te ne­ga­to da­van­ti ai mezzi di co­mu­ni­ca­zio­ne. "Fino ad oggi, ab­bia­mo par­la­to con Iz­quier­da Plu­ral per met­ter­ci d'ac­cor­do e ap­pog­gia­re il can­di­da­to alla Com­mis­sio­ne Eu­ro­pea Ale­xis Tsi­pras, da al­lo­ra, non ab­bia­mo più avuto nes­sun altro con­tat­to", ha di­chia­ra­to Igle­sias lo scor­so 30 mag­gio. "In ogni caso", ha ag­giun­to, "non ci com­por­te­re­mo come un mo­vi­men­to set­ta­rio, ci at­ter­re­mo al pro­gram­ma, chi lo con­di­vi­de­rà, in­di­pen­den­te­men­te dallo schie­ra­men­to, starà con noi". "Il pro­ble­ma della Spa­gna non è un pro­ble­ma de­mo­gra­fi­co, bensì un pro­ble­ma di pro­gram­ma pro­dut­ti­vo".

COME FUN­ZIO­NA PO­DE­MOS  

Un cir­co­lo è un punto di una rete per unità, grup­pi aper­ti coor­di­na­ti da re­spon­sa­bi­li di cir­co­li che la­vo­ra­no a li­vel­lo lo­ca­le riu­nen­do in spazi pub­bli­ci come par­chi, cen­tri ci­vi­ci o bi­blio­te­che per­so­ne di di­stin­te ideo­lo­gie e pro­ve­nien­za con obiet­ti­vi co­mu­ni. La con­vo­ca­zione on­li­ne, la pre­sen­ze nelle reti so­cia­li e la ri­tra­smis­sio­ne in di­ret­ta di in­con­tri e di­bat­ti­ti è stata la chia­ve di Po­de­mos. Una co­mu­ni­ca­zio­ne oriz­zon­ta­le e aper­ta che è ar­ri­va­ta al cit­ta­di­no per­ché l'ha fatta pervenire pro­prio quest'ultimo.

Il pros­si­mo obiet­ti­vo sono le ele­zio­ni mu­ni­ci­pa­li di mag­gio 2015, per le quali si stan­no già con­fi­gu­ran­do cir­co­li lo­ca­li e re­gio­na­li. Il par­ti­to è riu­sci­to a mo­bi­lita­re la po­po­la­zio­ne e du­ran­te que­sta set­ti­ma­na si è re­gi­stra­ta una gran­de af­fluen­za alle as­sem­blee con­vo­ca­te in città come Va­len­cia o Si­vi­glia. Nella ca­pi­ta­le an­da­lu­sa, più di 500 per­so­ne si sono date ap­pun­ta­men­to nel parco di Maria Luisa per l'as­sem­blea che ha or­ga­niz­za­to la for­ma­zio­ne. Da que­sto mo­men­to in avan­ti, i mem­bri do­vran­no strut­tu­rar­si per quar­tie­ri e paesi della pri­vin­cia, rea­liz­za­re una ra­dio­gra­fia delle loro real­tà e pre­sen­ta­re, entro marzo 2015, un pro­gram­ma elet­to­ra­le. Un sogno? An­co­ra una volta, solo il tempo lo con­fer­me­rà.