La scuola, Napoli e l'Islam come non li avete mai visti

Articolo pubblicato il 15 dicembre 2015
Articolo pubblicato il 15 dicembre 2015

NapolIslam e Tempo Pieno sono due documentari importanti, che raccontano alcuni lati meno noti della città di Napoli; e che dicono molto anche della scena documentaristica italiana. Abbiamo incontrato ed intervistato i registi, Ernesto Pagano e Lorenzo Cioffi.

«Appena abbiamo visto il film abbiamo pensato che fosse importante farlo vedere. In primis per scardinare la stupida equazione Islam-terrorismo e poi perché mostra una Napoli che, a dispetto degli stereotipi e dei luoghi comuni, cerca di accogliere ed accettare la diversità. Quel che ne esce fuori, alla fine, è un ritratto molto originale della presenza dell'Islam a Napoli: un’indagine interessante, non superficiale e che non cede a facili luoghi comuni». È con queste parole che Antonio Borrelli, curatore della rassegna Astradoc - Viaggio nel cinema del reale a Napoli, ha presentato NapolIslam. Ed è con parole non troppo diverse che potremmo descrivere il metodo educativo raccontato in un altro documentario, Tempo Pieno.

Abbiamo incontrato i registi di entrambi i film, Ernesto Pagano e Lorenzo Cioffi, due documentaristi legati da una stretta collaborazione ed amicizia.

cafébabel: Ciao Ernesto e Lorenzo, raccontateci chi siete.

Ernesto Pagano: Da oltre 15 anni studio e osservo l’Islam, di cui ho scritto su riviste specializzate. Sono laureato in Studi arabo-islamici proprio a Napoli e ho vissuto tre anni in Egitto.

Lorenzo Cioffi: Sono un regista e produttore cinematografico. Mi sono formato presso il DAMS di Roma, e dopo varie esperienze lavorative, sono rientrato a Napoli. Qui mi sono dedicato personalmente alla regia, alla produzione ed alla fotografia di documentari, fondando con mio fratello Andrea Ladoc, lo studio che produce con Isola Film sia NapolIslam che Tempo Pieno.

cafébabelCome nasce NapolIslam? Avevate già affrontato argomenti simili in passato?

Ernesto Pagano: L’idea di NapolIslam è nata da me, con l’aiuto di mio fratello ed una mia amica. Con Lorenzo avevo già lavorato ad un altro cortometraggio, Cercavo Maradona Ho trovato Allah, dopo il quale abbiamo ritenuto necessario continuare ad approfondire la conoscenza dei napoletani che decidono di convertirsi.

Lorenzo Cioffi: Tra me ed Ernesto vi è un’amicizia di lunga data. Abbiamo coltivato quest’idea per tantissimo tempo e ritenevamo naturale immaginare insieme anche NapolIslam. Ma ciò non sarebbe bastato senza la collaborazione, la passione e l’impegno del resto della compagnia composta da Matteo, Francesco, Stefano, Andrea, Marzouk e Danilo. In tal senso, possiamo dire che NapolIslam è un vero e proprio lavoro di squadra.

cafébabelCosa, secondo voi, caratterizza e contraddistingue NapolIslam?

Ernesto Pagano: In NapolIslam ho cercato di concentrarmi sugli aspetti della questione esistenziale e del riscatto sociale insite nella conversione. Sono problematiche che qualsiasi religione affronta, ma che forse l’Islam può recepire maggiormente grazie ad una flessibilità che lo avvicina alle fasce più deboli della popolazione. Le storie che raccontiamo spaziano da parrucchieri a disoccupati che decidono di emigrare a Londra, passando per le ragazze che si trovano a lavorare a contratto in un call center. Credo che questo sia la testimonianza di una pluralità di lettura del messaggio religioso dell’Islam. Contemporaneamente, sottolinea come le cause che spingono a convertirsi siano molteplici e differenti per ogni individuo.

Lorenzo Cioffi: Le dieci storie che abbiamo affrontato sono eterogenee e ci ricordano che le scelte individuali non possono e non devono essere ricondotte ed appiattite in un discorso univoco. L’impossibilità di trovare dei denominatori comuni per ogni vicenda rende estremamente difficile effettuare quei processi di semplificazione ed abbrutimento, che invece i media effettuano per presentare l’Islam come un blocco monolitico.

cafébabelAvete adottato una tecnica particolare per realizzare il documentario?

Lorenzo Cioffi: Abbiamo realizzato un documentario d’osservazione: la troupe, in formazione ristretta, agiva prevalentemente in contesti domestici. Il nostro compito e la nostra necessità erano di sparire, di far dimenticare la nostra presenza per lasciar spazio ai dialoghi ed osservare come questi si sviluppavano spontaneamente.

Ernesto Pagano: È stato interessante notare come, senza alcuna influenza da parte mia, di Lorenzo e della troupe, si sia creato spontaneamente un filtro da "commedia napoletana" nelle discussioni tra i convertiti ed i loro amici e parenti. Potremmo definirlo, con un po' di audacia, un "De Filippo in chiave Islam".

cafébabelA che punto è la distribuzione del documentario?

Ernesto Pagano: La vita distributiva dei documentari è lunga e paragonabile a una maratona. Già a giugno NapolIslam è stato proiettato in dieci cinema italiani, tra cui il Modernissimo di via Cisterna dell’Olio.

Lorenzo Cioffi: La distribuzione del film è curata dalla bolognese I Wonder Pictures, che ci ha convinto a realizzare la versione con il minutaggio di settantacinque minuti.

Ernesto Pagano: Ora siamo nel pieno della seconda distribuzione, I Wonder Pictures non si concentra esclusivamente sui cinema d’essai, ma si rivolge anche ad un pubblico più ampio. In questo momento il film è già stato e sarà proiettato presso i cinema UCI, in vari cineforum e in numerosi appuntamenti internazionali, tra i quali il Festival del cinema di Cartagine, il Festival del cinema italiano di Bruxelles e l’International Documentary Film Festival di Amsterdam, una vetrina mondiale in cui si incontrano curiosi, appassionati e produttori.

cafébabelQual è, secondo voi, l’attuale situazione del genere documentaristico in Italia?

Lorenzo Cioffi: Negli ultimi anni vi è stato, anche in Italia, un aumento dell’attenzione per il genere documentaristico: una visibilità rimarcata anche dalla vittoria di Sacro GRA di Gianfranco Rosi alla 70esima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Però il genere documentaristico e la parola "documentario" sono divenute delle definizioni flessibili che racchiudono una gamma di opere differenti per prospettive e diffusione. Vi è effettivamente un po' di confusione poiché, con lo stesso termine, si indicano e si racchiudono il reportage giornalistico, il documentario scientifico, il docufilm.

cafébabelC’è un posto dove sareste particolarmente felici di poter proiettare NapolIslam?

Ernesto Pagano: Sarei felice di presentarlo nelle scuole per mostrare ai ragazzi un punto di vista differente dai media: il nostro scopo era di non "salire in cattedra", ma di creare un’opera fruibile da chiunque che, raccontando le storie di uomini e donne, di individui e delle loro scelte, riuscisse a sorpassarne gli stereotipi.

cafébabelLa scuola è proprio al centro del documentario Tempo Pieno: Lorenzo, potresti spiegarci di cosa si tratta?

Lorenzo Cioffi: La scuola primaria Madonna Assunta è una scuola pubblica in cui si adotta una pedagogia sperimentale, definita pedagogia popolare, basata sull'espressione libera e la creatività dei bambini ed altre teorie sviluppate dal pedagogista francese Célestin Freinet. Io stesso l’ho frequentata quand’ero bambino.

cafébabelPerché hai scelto di raccontare questa realtà?

Lorenzo Cioffi: Non avevo interesse nel concentrarmi sulle disfunzioni del sistema scolastico. Piuttosto era mio interesse interrogarmi sullo scopo dell’educazione scolastica e sui metodi con cui essa viene impartita. In tal senso ho raccontato una possibilità, nata dalla volontà di un gruppo di docenti; uno di quei casi straordinari che si trovano in giro per l’Italia e che testimoniano la possibilità di realizzare una scuola pubblica che funzioni differentemente da quella tradizionale.

cafébabelIn che modo avete registrato il documentario?

Lorenzo Cioffi: Io e la troupe abbiamo seguito personalmente circa un anno di lezioni di una quinta elementare presso la scuola, adottando un metodo che poi avrei "rispolverato" per NapolIslam: piuttosto che registrare i bambini e le docenti nascondendo la telecamera e spiandoli, abbiamo cercato di diventare invisibili e lasciare che si esprimessero liberamente.

cafébabelCome procede la distribuzione di Tempo Pieno?

Lorenzo Cioffi: Tempo Pieno è prodotto e distribuito sempre da Ladoc: stiamo curando una serie di proiezioni di prova sul territorio nazionale e in numerose sale regionali. Inoltre il documentario è stato venduto al canale TV2000. Infine abbiamo ricevuto un sostegno anche dal comune di Napoli, vincendo uno dei bandi promossi dall’Assessorato Giovani.

cafébabel: Presentandoti ci hai raccontato che hai studiato e cominciato a lavorare fuori Napoli. Cosa ti ha spinto a tornare?

Lorenzo Cioffi: Sono tornato a Napoli ed in Campania perché è il luogo in cui sono nato e, anche se vi sono alcune regioni più attente ed attive verso la produzione di opere audiovisive, non credo vi siano differenze sostanziali sul piano nazionale.

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Da vedere: NapolIslam e Tempo pieno (prodotti da Ladoc in collaborazione con Isola Film).

Ringraziamo Ernesto Pagano e Lorenzo Cioffi per averci dedicato il tempo di quest'intervista. Inoltre ringraziamo Antonio Borrelli di Astradoc per la collaborazione. I due documentari sono stati proiettati venerdì 18 dicembre 2015 presso il cinema Astra, a Napoli.

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Pubblicato dalla redazione di cafébabel Napoli