La Rock band Turbo: "la mancanza di gusti è un'incurabile malattia ungherese"

Articolo pubblicato il 03 ottobre 2011
Articolo pubblicato il 03 ottobre 2011
Sulla scena rock progressive-psichedelica, i Turbo sono il numero uno in Ungheria. Il bassista Jero e il cantante Balázs Tanka si raccontano, passando in rassegna i classici e l'evoluzione della musica contemporanea.

C’era una volta un gruppo di musicisti-lavoratori che iniziano a suonare insieme per divertimento. Il gruppo rock ungherese Turbo ne ha fatta di strada considerando l’apparente mancanza di entusiasmo per il successo commerciale. "Abbiamo iniziato come qualsiasi altra band: ci piaceva stare tra noi e suonavamo per il nostro divertimento. Non avevamo nessuna missione o obiettivo" dice il cantante Balázs Tanka. Vedendo che anche ad altre persone piaceva la loro musica, iniziano a fare concerti nel 2006. Il successo della canzone One More Time è stato un assaggio del materiale successivo, con il loro album Turbo 1 (2009), votato come miglior album dell’anno dagli ascoltatori di RadioCafé e come miglior album pop-rock moderno ungherese per il premio Fonogram (l’equivalente dei grammy ungheresi).

Scegliere il genere non ha senso

Con il secondo album, Lost Measure, rilasciato a maggio di quest’anno, la band ha esteso la sua influenza fuori dai confini ungheresi. Hanno fatto tour in Serbia e Bulgaria (la prima volta per la band), dove hanno suonato con il musicista blues bulgaro di ultima tendenza Vasko Krupkata. Hanno detto che potrebbero diventare più famosi ma non vogliono scendere a compromessi. "Molte persone pensano che siamo già una band affermata ma mi chiedo sempre perché", dice il bassista Jero. Tutti i componenti hanno ancora un lavoro fisso, per questo non contano sul successo per la paga giornaliera. "Non c’è stress, né pressione di far soldi per guadagnarsi il pane".

La musica è spesso classificata sotto una lista crescente di generi e sottogeneri. I Turbo credono in un diverso tipo di categorizzazione: indipendentemente dal genere, la musica o è bella o è brutta. La buona musica è universale e funziona bene da sola. Ti accorgi che è adatta ovunque l’ascolti. "Chi rifiuta di ascoltare certi generi è stupido", insiste Jero. "Se una canzone rap è eccezionale, tutti battono il piede a tempo senza pensarci. I generi sono importanti solo per i giornalisti delle rubriche musicali. I giovani preferiscono alcuni generi estremamente ibridi". I musicisti affermano che le persone scelgono di ascoltare generi sconosciuti per compensare una mancanza di personalità. "Ascoltare un certo tipo di musica semplicemente perché altre persone non la conoscono è altrettanto sciocco. Allora meglio ascoltare Fásy (Ádám Fásy, un cantante ungherese di cosiddette ‘musiche da matrimonio’) a velocità accelerata" dice Balázs.

La gente non sa più chi sono i Beatles

Concert flyerLa discussione si sposta sulle influenze e sui modelli. ‘"I ragazzi di ora non conoscono i Beatles" lamenta Jero, che ha scoperto il gruppo britannico all’età di nove anni. "Non curiosano tra le copertine dei dischi, che è stato il modo in cui li ho conosciuti, perché quei vinili sono seppelliti in cantina". I Pink Floyd sono un’altra pietra miliare per la band ungherese. "Hanno rivoluzionato la musica psichedelica. Ultimamente mi sono imbattuto in Dark Side of the Moon (1973) e non riuscivo a smettere di ascoltarlo. Hanno inventato così tante cose che sono rivoluzionarie ancora oggi'.

A luglio, il settimanale ungherese Magyar Narancs (‘Arancia ungherese’) ha scritto che non rimangono più territori sconosciuti nella musica rock: Jero è d’accordo. "Non ci vantiamo di essere intelligenti", commenta. "Tutti usano le stesse note; inevitabilmente il solito motivo riappare. Quello che è importante è il modo in cui combinare elementi che già esistono. Questo è ciò in cui i Turbo riescono meglio". La band vede il proprio esempio come innovativo e genuino e cerca di emularlo, sebbene in un ambiente ambivalente. "Il nostro chitarrista David crede che l’assenza di gusto sia un’incurabile malattia in Ungheria, ma non c’è bisogno di essere negativi- e noi non lo siamo. Siamo fortunati ad esserci trovati. Siamo liberi di fare qualsiasi musica ci piaccia. Grazie alle opportunità come il festival di musica ungherese Sziget possiamo anche esibirci sul palco".

Images (cc) Mark Viszlay/ official myspace page and in-text official facebook page for Turbo's label, mamazone