La Repubblica ceca parte col piede sinistro

Articolo pubblicato il 07 maggio 2004
Pubblicato dalla community
Articolo pubblicato il 07 maggio 2004

Attenzione, questo articolo non è stato ancora editato, né pubblicato in alcun gruppo

Mentre la gran parte del popolo ceco celebrava l’ingresso nell’Unione Europea il primo maggio, uno dei soggetti politici del paese taceva: il partito comunista di Boemia e Moravia.

Il Partito Comunista di Boemia e Moravia (CPBM) fu fondato il 31 marzo 1990 come naturale successore di quel Partito Comunista della Cecoslovacchia (CPCz) che ha messo in riga il paese per più di quarant’anni (1948 - 1989). In molti si dichiararono in favore di una messa al bando del CPBM, in base alla mancata riforma delle sue strutture e perchè figlio legittimo del CPCz. Alcuni predissero che i comunisti avrebbero comunque ben presto chiuso baracca per moria (l'elettorato del CPBM è prevalentemente rappresentato dalla parte più anziana della popolazione).

Ad ogni buon conto, non solo il CPBM non è stato messo fuori legge, ma neanche i comunisti sembrano poi così moribondi. Al contrario, i risultati del CPBM alle elezioni parlamentari (salvo che nel 1996) hanno mostrato una crescita graduale. Le ultime elezioni al Parlamento ceco tenutesi nel 2002, il CPBM è diventato il terzo partito con il 18.5% del totale dei voti. Recenti sondaggi d'opinione piazzano il CPBM come secondo partito di maggioranza relativa in Repubblica ceca. Il partito comunista attualmente conta oltre 100.000 membri (più di qualsiasi altro partito).

Servizi sanitari gratuiti e 'no' all’imperialismo statunitense

Nel lungo periodo, lo scopo politico dei comunisti è un sistema socialista, visto da questi ultimi come “una società prosperosa, socialmente giusta, democratica, politicamente ed economicamente pluralistica ed in grado di utilizzare le capacità di ognuno”. Con grande enfasi risposta sul ruolo forte con cui lo stato dovrebbe plasmare e coordinare gli obiettivi strategici della società, regolare un’economia di mercato mista, garantire un certo standard di vita o il diritto a lavorare ad ognuno ecc.. Il CPBM vuole istruzione e servizi sanitari completamente gratuiti per tutti i cittadini. Inoltre, si batte per un sostegno più forte da parte dello stato per le giovani famiglie così come per i pensionati.

Quanto alle relazioni internazionali, il CPBM è estremamente critico verso la politica estera degli Stati Uniti. Gradirebbe inoltre vedere maggiore cooperazione con i paesi dell’est, e preferirebbe far uscire la Repubblica ceca dalla Nato.

Rigetto dell’UE

Il CPBM non è unito nella sua posizione verso l'UE. È piuttosto diviso in tre gruppi – riformatori, conservatori e ortodossi. Mentre i riformatori sostengono l'integrazione della Repubblica ceca nell'UE e cercano maggiore cooperazione fra i partiti di sinistra in Europa, gli ortodossi sognano spesso di tornare indietro ai giorni di pre-1989 e rifiutano l’UE principalmente perché diminuisce la sovranità del paese e perché non abbastanza socialista. I conservatori vagano da qualche parte in mezzo a queste due posizioni. Ufficiale il CPBM si è espresso in modo molto negativo circa l’ingresso dell Repubblica ceca nell’UE. Fatto che comunque, viene oggi considerato come una realtà che non può essere cambiata, ma che può esser modificata.

Il CPBM considera le condizioni sotto le quali la Repubblica ceca si è congiunta con l’UE come piuttosto svantaggiose per molti aspetti. Si attende che questo ingresso nell’Unione porti, specialmente all'inizio, molti problemi alla gente di tutti i giorni. Nella loro ottica, il problema più immediato sorgerà con riguardo ai prezzi. Inoltre, temono che, nei primi anni, la Repubblica ceca offrirà più soldi all'UE di quanti non ne riceverà. Inoltre il CPBM è critico sulla "Costituzione europea", sulla reale possibilità che i cechi giochino un ruolo nell’UE, e sulla mancanza di democrazia in alcune istituzioni europee.

Nonostante le critiche, il CPBM parteciperà alla grande alle elezioni per il Parlamento Europeo di quest’anno. Al partito comunista piacerebbe attirare gli elettori mediante i principi del suo programma politico, sociale ed economico. I suoi obiettivi di fondo, all’interno del Parlamento Europeo sarebbero quelli di fortificare l'influenza della sinistra in Europa così come sul palcoscenico internazionale, partecipando attivamente al lavoro e al programma di unificazione della sinistra europea, per creare una nuova visione nelle relazioni sociali e politiche.