La Repubblica Ceca, internet e il comunismo

Articolo pubblicato il 04 novembre 2009
Articolo pubblicato il 04 novembre 2009
Due decenni fa, i Cechi facevano tintinnare le loro chiavi per far cadere il regime comunista; oggi il partito comunista sta riguadagnando supporto da quando si riafferma che sotto il comunismo si viveva meglio. Altri accusano che sono le stesse persone a tenere il potere e che le pratiche totalitarie persistono.
Cosa dice la gente lo abbiamo esplorato attraverso i tre principali forum cechi di notizie online.

Negli ultimi tredici anni, il partito comunista di Boemia e Moravia (Kscm) è stato il più forte partito parlamentare della Repubblica Ceca. La sua popolarità deriva dal peggioramento della situazione economica e dal disincanto nei confronti della democrazia; con il 6.9%, il tasso di disoccupazione nella repubblica ceca è uno dei più bassi in Europa, secondo l’Eurostat. Nonostante i salari siano cresciuti in maniera considerevole dal 1989, il reddito di circa i due terzi della popolazione è ancora al di sotto della media. «Le persone preferirebbero fare la coda per le banane piuttosto che perdere il lavoro. Preferirebbero guidare una vecchia Skoda piuttosto che non avere un posto in cui vivere!», scrive il partecipante alla discussione online Anjet sul sito di informazione indipendente Aktualne.cz.

Gli ‘id’ rossi sono stati rimpiazzati dai libretti degli assegni

Molte persone credono che il cambiamento di regime sia servito soltanto per arricchire una minoranza di privilegiati, l’oligarchia portata al potere dalla privatizzazione post-comunista è diventata una nuova fonte di paura e umiliazione. «Gli ‘id’ rossi, che identificavano i membri del Ksc, sono stati rimpiazzati dai libretti degli assegni», scrive Dino su Lidovky.cz, un forum di discussione indipendente del quotidiano di centro-destra Lidove noviny.

Tra mille voltafaccia

La politica democratica è un’altra fonte di disincanto. Sebbene il partito comunista pre-rivoluzionario, il Ksc, appunto, sia stato etichettato come organizzazione criminale con una legge del 1993, in pochi sono stati puniti. Molti ufficiali dell’ex Ksc hanno continuato le loro carriere politiche. «Nel 1991 una commissione mi stava riabilitando e sai chi ne faceva parte? Le stesse persone che mi avevano fatto fuori nel 1987», scrive Krok nel Aktualne.cz. Infatti, il partito che ha governato la Repubblica Ceca dalla caduta del vecchio regime ha cambiato faccia più volte e la maggior parte sono confluiti nei socialdemocratici (Cssd). Comunque, il partito civico dell’ala destra (Ods), ultimamente, ha persino accolto l’ex comunista Vlastimil Tlusty come suo vice presidente. Sebbene il Cssd abbia escluso la cooperazione con i comunisti a livello nazionale, alla fine del 2008 le coalizioni Cssd-Kscm hanno collocato ex ufficiali del Ksc in figure chiave a livello regionale. «Nessuno si asterebbe dal leccare i piedi dei comunisti solo per ottenere una commissione», scrive Aveva in un forum su iDnes.cz, dal quotidiano indipendente di centro-destra Mlada Fronta Dnes ('MF Dnes'). «Evidentemente, non hanno imparato che è pericoloso giocare con il diavolo», aggiunge Honza49 su iDnes.cz.

Fotro da Wikipedia

Un altro comunismo?

«Il sistema capitalista è stato segnato da crimini enormi e difetti di sistema, per i quali nessuno ha chiesto scusa e nessuno pretende delle scuse»

Il partito comunista è svelto nel rassicurare di essersi liberato dagli errori del suo predecessore pre-1989: «C’è una differenza tra il programma del Kscm come un partito comunista moderno del XXI secolo e la deformazione dello stalinismo, che noi abbiamo denunciato», afferma il leader del Kscm Vojtech Filip in Aktualne.cz. «Qui non troverete gli arrivisti che erano presenti nel partito comunista prima del 1989», aggiunge lo stesso Filip nel quotidiano di sinistra ceco Pravo. Già nel dicembre 1989, dopo aver passato il potere agli ex dissidenti, il Ksc presentò delle scuse per la repressione del passato. Erano chiacchiere per rinfrescare le scuse. Comunque, Filip ha confutato le speculazioni sostenendo che il partito abbia realmente chiesto scusa. «Il sistema capitalista è stato segnato da crimini enormi e difetti di sistema, per i quali nessuno ha chiesto scusa e nessuno pretende delle scuse», aggiunge in sua difesa. Alcuni credono che il Kscm sia realmente un partito comunista diverso, sebbene non si sia sottoposto ad alcun processo rilevante di riforma e mantenga molti dei suoi principi pre-1989. «I comunisti non hanno cambiato il proprio nome perché considerano impossibile cambiare radicalmente la propria identità», citano le conclusioni del sesto congresso del partito nel 2004.

Generazione post-communista

La riconciliazione con il passato comunista si è rivelata difficile per tutte le persone che hanno trascorso più della metà della loro vita sotto l’influenza di quel partito. Dall’altra parte, la generazione post-comunista non sembra comprendere pienamente l’essenza del regime comunista. Nel 2007, uno dei principali quotidiani cechi, MF Dnes, condusse un’indagine sulle conoscenze e le opinioni di chi era nato nel 1989. I risultati evidenziarono come questi vedessero il comunismo principalmente attraverso occhi di consumatori: menzionavano la carenza di beni, le file nei negozi e i prezzi bassi. «Ci sono scarsi segnali che dimostrino che le persone più giovani hanno compreso come il comunismo sia penetrato a tutti i livelli della società e umiliato il nucleo dell’esistenza umana», commenta il sociologo Jan Hartl sul MF Dnes.

Foto da http://www.flickr.com/photos/docman/

Oggi, la responsabilità di questo è attribuibile ai metodi obsoleti di insegnamento della storia nelle scuole, così come ai genitori. «Molti genitori preferiscono non spiegare troppo. Loro dovrebbero parlare del proprio comportamento», dice lo storico Petr Blazek per il MF Dnes. Il passato comunista è facilmente idealizzato attraverso la cortina del tempo. Coloro che non l’hanno vissuto, qualche volta associano il comunismo con l’anti-globalizzazione e l’anti-americanismo. L’ideologia marxista non coincide necessariamente con i regimi totalitari ai quali i paesi dell’Europa occidentale sono sopravvissuti. D’altra parte, l’esperienza ha dimostrato che il comunismo non è una via diretta alla giustizia sociale.