La proliferante scena di arte contemporanea a Shangai come un indicatore urbanistico del potere di persuasione della Cina

Articolo pubblicato il 26 novembre 2017
Articolo pubblicato il 26 novembre 2017

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Mentre Shanghai diventa una meta preziosissima per fiere d' arte internazionali, gallerie e musei, come il Centre Pompidou francese, che aprirà nel 2019 uno spazio satellitare nel nascente quartiere West Bund, cresce anche il soft power della Cina.

Si potrebbe paragonare la così proliferante scena artistica e culturale di Shangai, per esempio con l'apertura nel 2018 del West Bund Art Museum progettato dall'archistar David Chipperfeld che coniuga quel che ne è di un fiorente cluster di musei, come descrive Lisa Movius,  agli inebrianti anni di New York che ha segnato la mappa internazionale della produzione e del consumo culturale dell' arte nella prima metà del XX secolo e successivamente. 

Questo scatto nello sviluppo della scena culturale locale che ha subito un'accelerazione negli ultimi cinque anni, può essere presumibilmente inserito nel processo di reintroduzione dell'Asia nelle relazioni internazionali previsto dalla rappresentazione del panorama globale ad opera di Francis Alÿs, che immagina flussi di trasporti che connette Shanghai, Seoul, Hong Kong e Singapore con il resto del mondo globalizzato.

In altre parole, si può ipotizzare che l'ascesa della scena dell'arte contemporanea a Shangai segua di pari passo il potere di persuasione della Cina, considerato che il suo aiuto internazionale è diventato una delle risorse di assistenza ai paesi in via di sviluppo più importanti e concrete del mondo, nel momento in cui i paesi occidentali lottano per sostenere i flussi benefici di fondi provenienti da casse statali. Il sostegno della Cina mira a rafforzare il legame Sud con Sud, non include condizionalità interventistiche, enfatizza le relazioni bilaterali e ha formati molteplici e flessibili, come indicano Ron Matthews, Xiaojuan Ping and Li Ling. Come fosse cultura popolare, simile ai film di grande successo, l'arte può essere vista come un componente di quel potere persuasivo che spesso e volentieri non dipende da flussi d'investimento, come le iniezioni di liquidità dei gruppi mediatici cinesi nella Paramount Pictures, che ammonterebbero a 1 miliardo di dollari secondo quanto riferisce Eleanor Albert.

Simile alla cultura popolare, come i film di grande successo, l' arte può essere vista come una componente di soft power che più spesso dipende dai flussi d' investimento, come le iniezioni di liquidità dei gruppi media cinesi in Paramount Pictures che sono state stimate a 1 miliardo di USD, come riferisce Eleanor Albert

Allo stesso modo, le mostre d' arte internazionale possono aumentare la presenza culturale di un progetto nazionale a livello internazionale, come la mostra tedesca Deutschland 8: Arte tedesca in Cina, che si è svolta nel settembre-ottobre 2017 a Pechino con il sostegno della fondazione Stiftung für Kunst und Kultur. Soprattutto in periodi di turbolenza globale, i musei d' arte, gli istituti culturali e le organizzazioni senza scopo di lucro diventano i luoghi in cui si riflette il terreno mutevole delle relazioni culturali internazionali, come suggerisce Catherine Hickley. Per esempio, paesi o blocchi regionali possono esercitare il proprio soft power mettendo in mostra opere d' arte, estendendo gli aiuti internazionali e aumentando la statura internazionale dei loro centri metropolitani,  sostiene Artem Patalakh nel suo articolo sul potere culturale dell' Unione Europea. L' Organizzazione per la cooperazione di Shanghai sembra inoltre promuovere il soft power cinese perseguendo nelle sue attività internazionali obiettivi pragmatici, come si evince dalla relazione della strategia cinese in Asia centrale di Valérie Niquet.

Da questo punto di vista, la fioritura di istituzioni d' arte contemporanea, eventi e musei a Shanghai riflette la modernizzazione della cultura cinese sulla scia dello sviluppo economico della Cina, che probabilmente comporterà anche l' espansione internazionale del suo potere morbido, come nelle argomentazioni che Xing Yu Zhu e Abdul Razaque Chhachhar presentano nel loro studio etnografico della modernizzazione della politica cinese verso il confucianesimo.

Da questo punto di vista, la fioritura di istituzioni d' arte contemporanea, eventi e musei a Shanghai riflette la modernizzazione della cultura cinese sulla scia dello sviluppo economico della Cina, che probabilmente comporterà anche l' espansione internazionale del suo potere morbido, simile all' argomento Xing Yu Zhu e Abdul Razaque Chhachhar presenti nel loro studio etnografico della modernizzazione della politica cinese verso il confucianesimo.

Featured Image Credits: Shanghai Biennale, October 15, 2008 | © Courtesy of Gary Stevens.

This article has originally appeared in Open Culture, 25/11/2017, https://oc.hypotheses.org/656.