La Praga di Varsavia: un quartiere che rinasce

Articolo pubblicato il 09 settembre 2013
Articolo pubblicato il 09 settembre 2013

"Praga", situato sulla sponda orientale della Vistola, è uno dei più antichi distretti di Varsavia. La zona era rimasta abbandonata dopo la seconda guerra mondiale, tanto da cadere in rovina. Tuttavia, recentemente si sono affermate nuove iniziative culturali e, poco a poco, il quartiere sembra riacquistare colore e fascino.

Mentre molte parti di Varsavia sono state completamente distrutte durante la seconda guerra mondiale e rimpiazzate da costruzioni funzionali del periodo socialista, le strade del quartiere "Praga" restano antiche e immutate. Non stupisce che Roman Polanski scelse di immortalare questo storico distretto nel suo film Il Pianista, uscito nel 2002. Secondo alcuni, è un quartiere pericoloso da visitare, ma nuovi cinema underground, una vivace vita notturna e gallerie d'arte ricavate da vecchi siti di produzione di vodka, stanno ridando vita e colore alle strade di "Praga".

vecchi edifici

CEYLON Bazaar

Una ciminiera si staglia nel cielo azzurro di una primavera che si affaccia timidamente su Varsavia. Iconografie multicolori abbelliscono l'entrata di un edificio dal quale fuoriescono melodie rock anni '70. Questa ex fabbrica di vodka è stata trasformata ora in qualcosa di estremamente differente. Agnieszka Janusz hanno aperto Ceylon Bazaar circa otto mesi fa e da allora hanno accolto un esercito di turisti provenienti da tutto il mondo. 

Il formicaio

Durante la guerra, i soldati russi che si trovavano a meno di 10 km di distanza venivano qui per rifornirsi "dell'acqua della vita polacca" e ristorarsi. Ora, la gente viene da ogni parte del mondo per parlare e bere in compagnia.

caos ordinato

Tra sedie africane, pinguini che si illuminano, poster dell'epoca comunista e vinili originali, è piacevole trascorrere le ore a parlare con Janusz e Agnieska

Proiezioni sul futuro

Seduti a guardare un documentario sui Beatles, parliamo di filosofia e cultura mentre beviamo un caffè fatto in casa (e a dir il vero anche un piccolo bicchierino di vodka -ma "acqua in bocca", perché qui, ufficialmente, non si vende una goccia di alcol).

disordine

Caffè e sigarette

"Sai dove puoi fumare una sigaretta in pace? Al casinò... E al Ceylon Bazaar", dice ridendo Janusz, mentre apre un pacchetto di sigarette senza filtro vecchio almeno trent'anni

JANUSZ

"La mia filosofia? Gestisco questo posto perché voglio divertirmi e incontrare gente. Inoltre mi piace dare consigli ai giovani. Tutti sono benvenuti qua e io cerco di cambiare l'atmosfera in base a chi viene a trovarci". 

Colorare il mondo

Graffiti

Sul retro del bazaar, c'è un cortile esterno che si affaccia su un'altra galleria d'arte e uno studio fotografico. Gli artisti di strada concentrano tutte le loro energie nel ridare un po' di colore a una zona a volte tetra.

STREET ART

I vicoli di Praga sono pieni di minuscoli passaggi segreti, che conducono spesso ai cortili di case abbandonate. In questo paradiso di artisti, fotografi e graffiti, ci imbattiamo frequentemente in piccole gemme di arte di strada.

Komuna // WARSZAWA

L'arte di "Praga" non si limita a quella che abbellisce le sue strade. Un numero illimitato di piccoli teatri sono nascosti nella zona antica. È il caso di Komuna//Warszawa, un gruppo culturale fondato da anarchici grassroots venti anni fa. Adesso il gruppo ha aperto una radio illegale, fondato squat alternativi organizza concerti e rappresentazioni teatrali. Inoltre ha dato il via a un programma di educazione ambientale per ragazzi

il Teatro dEi sogni

L'ultima esibizione alla data di oggi? Uno spettacolo di arte contemporanea mista a teatro, musica turca, giochi di ombre e la proiezione di un filmato sulla vita di Atatürk, il rivoluzionario fondatore e primo presidente della Repubblica turca. L'idea è arrivata dopo che diversi membri del collettivo si recarono insieme a Istanbul. "Volevamo mostrare come quest'uomo ha deciso di rendere la sua vita una battaglia politica e allo stesso tempo di amare le donne, ballare... ", dichiara Grzegorz. "Dietro alla figura storica esiste una persona autentica: noi tentiamo di svelarlo. Questo è ciò che ci interessa e ci ha ispirato per realizzare questo progetto".

ALINA

Grzegorz e Alina lavorano qui sin dall'inizio di Komuna//Warszawa. Da giovani studenti agli inizi degli anni novanta, facevano parte di un movimento anarchico in Polonia. Oggi, il loro impegno è meramente artistico, ma il loro lavoro suggerisce riflessioni più ampie. 

HUBERT

Hubert è l'acquisto più recente del gruppo. "È un ottimo amico, un attore eccezionale e un musicista fantastico", ci confida Grzegorz. Ha visitato la Turchia una decina di volte solo negli ultimi anni e si è ispirato alla cultura turca per le sue composizioni musicali, che sono una parte dello spettacolo. 

Non chiamatela utopia

Utopia, ovvero: la descrizione di una società ideale. Eppure, iniziative culturali, artistiche e politiche che potrebbero essere considerate tali rifiutano questa etichetta, perché la considerano irrealistica. "Le nostre idee sono umili", affermano i membri di Komuna//Warszawa. "Cerchiamo di tenere i piedi per terra quando esprimiamo le nostre idee. Non siamo così ingenui da credere che cambieremo realmente le cose attraverso il teatro. Ad ogni modo, è soltanto attraverso la riflessione che riusciremo ad agire in futuro. Per fare davvero la differenza, è meglio provare a entrare in politica, come ha provato a fare Grzegorz nel 2010". Tutte queste iniziative sono ancorate alla realtà. Come ha affermato un membro di un'occupazione, attivista di Varsavia: "la nostra battaglia non è utopica. Questa è la realtà, la vita quotidiana della gente del posto". E con le loro azioni, la loro filosofia e le loro critiche, la gente qui ha la possibilità di immaginare un futuro diverso. Un luogo che deve ancora nascere. Utopia. 

 

Fotografia di © Mathias Ruttens per "Eutopia on the ground" a Varsavia, aprile 2013

Questo articolo fa parte della serie di reportage “EUtopia on the ground”, progetto di Cafebabel.com sostenuto dalla Commissione Europea nell’ambito in collaborazione con il Ministero degli Esteri francese, la Fondation Hippocrène e la Fondazione Charles Léopold Mayer.

EUtopia on the ground |

©Adrien LeCoärer for cafébabel