La politica ridicola della Repubblica Ceca

Articolo pubblicato il 07 settembre 2017
Articolo pubblicato il 07 settembre 2017

La politica a volte delude. Quando persone come Donald Trump salgono al potere, è difficile continuare a credere nella solennità del panorama politico. In Repubblica Ceca i politici sono pronti a rivendicare una sovranità che avrà un futuro roseo, sarà armata di pistole e abbellita con barbe finte.

Uno dei personaggi letterari più famosi della letteratura ceca è Jaroslav Hašek ne Il buon soldato Sc'vèik. Nel corso del racconto, ambientato durante il primo conflitto mondiale, l'anti eroe Sc'vèik incespica da un accidente ridicolo all'altro, infastidendo diverse personalità autoritarie e senza mai svelare se la sua, sia una stupidità voluta o meno. Oggi il personaggio di Sc'vèik è radicato nella cultura ceca: la stessa parola švejkovina ("fare lo sc'vèik") significa minare il sistema attraverso azioni stupide e intenzionali.

Se la rappresentazione di goffi personaggi è ormai la norma nella letteratura e nei film cechi, essi sembrano fare la loro comparsa anche nel panorama politico del Paese. I politici possono sembrare ridicoli in ogni caso e ciò che sta accadendo non sta migliorando certo le cose. 

All'inizio di quest'anno i media hanno annunciato che il secondo uomo più ricco del Paese, nonché Ministro dell'Economia Andrej Babiš, abbia in passato preso accordi commerciali di dubbia natura. Tali rivelazioni hanno spinto alle dimissioni il primo ministro Bohuslav Sobotka in segno di protesta, prima di confondere tutti con l'annullamento delle stesse tre giorni dopo. La causa delle dimissioni erano alcune questioni legali sulla destinazione di sussidi di piccole imprese europee, da parte di Babiš, a una compagnia mastodontica, affatto piccola, che più tardi divenne parte del gruppo Agrofert di sua proprietà. Il primo ministro venne presto umiliato da Miloš Zeman, controverso presidente del paese (considerato un alleato di Babiš) che accettò le sue dimissioni ma non quella del governo. 

Ciò avrebbe significato il mantenimento della posizione di Babiš, l'esatto opposto di quello che Sobotka stava cercando di ottenere. In fin dei conti, Sobotka restò primo ministro e nessuno sembrava sapere come interpretare la constituzione. Babiš venne rimosso dall'incarico di Ministro dell'Economia nel maggio del 2017, rimanendo tuttavia il favorito futuro capo di governo della Repubblica Ceca e nonostante sia tutt'oggi indagato dalla polizia ceca e dall'ufficio europeo per la lotta antifrode...

Mentre questo dramma all'interno del parlamento ceco sembra essersi calmato, pare che una nuova ondata di assurdi personaggi appartenenti all'ala destra stia crescendo con lo scopo di sfruttare la sfiducia del pubblico nei partiti moderati. Assetati di attenzione, queste personalità ambigue hanno adottato in pieno l'assurdità come proprio mezzo. Che lo facciano di proposito è tutto da vedere.

Chi invece agisce certo di proposito è Martin Konvička, le cui pagliacciate anti-immigrazione lo hanno portato sugli schermi in patria e non solo. Konvička, un entomologo presso l'Università della Boemia Meridionale, attirò l'attenzione su di sè quando inscenò un "attacco terroristico"  nella Piazza della Città Vecchia di Praga. "Occupò" lo spazio con dei soldati con barbe e armi finte e un cammello vero, facendoscappare tra i tavoli e le sedie i molti turisti impauriti. La cosa più irritante fu che la trovata era stata approvata dalla giunta cittadina la quale poi ammise che se fossero stati al corrente della sua gravità l'avrebbero fermata. Konvička è rappresentante di un gruppo il cui nome lascia poco spazio all'interpretazione "Fuori l'Islam dalla Repubblica Ceca". La loro messinscena precedente, fuori dalla moschea di Brno, includeva il dare fuoco al Corano mentre delle persone bevono birra, mangiano gulash e donne sfilano in costume da bagno; un tentativo, pare, per riconfermare le parti più raffinate della cultura ceca. Quando era a capo del partito anti-islamico, ora sospeso, Konvička espresse, in molti video, il suo supporto in inglese a favore del "islamofobo dell'anno" Donald Trump.

Konvička non è il solo votato all'oltraggio. Di recente, un altro gruppo politico che mira a riaffermare la sovranità ceca con i suoi valori (qualsiasi essi siano), la Nazione dell'Ordine, ha pubblicato delle fotografie della loro attuale candidata Barbora Haškovcová vestita di latex e make up pesante, con tanto di fucile davanti alla frontiera Repubblica Ceca/Slovacchia. Non è chiaro cosa dei valori cechi questa immagine ridicola rappresenti ma forse è da intendere come un atto contro l'approvazione della legge europea sulla restrizione delle armi. Questa legge ha fatto nascere alcune proteste da parte di anti-europeisti e dai possessori di armi da fuoco, sostenendo la loro utilità nella lotta contro il terrorismo. Ad oggi la Repubblica Ceca possiede alcune tra le leggi europee più flessibili in tema di armi.

Mentre Haškovcová sceglieva uno stile sensuale per i propri fini nazionalisti, è incappata in una competizione con la bella e forte Dominika Myslivcová, o meglio conosciuta come "Barbie". Barbie è una giovane donna vestita di rosa che dimostra le proprie capacità sia come rapper che come candidata del sempre più marginale partito Coalizione Nazionale Alba, fondato dal celebre anti-immigrazione e populista Tomio Okamura. Una delle sue produzioni è la canzone We Don’t Want Change Here (Non vogliamo cambiare qui n.d.t.) ascoltabile sulla piattaforma di YouTube. Il suo slogan nella campagna del 2016 fu: “Voglio un futuro rosa, non nero."

Questi bizzarri personaggi di destra hanno trovato un improbabile alleato di sinistra, il presidente Miloš Zeman, ex-primo ministro ed ex-leader del Partito Social Democratico (ČSSD) e non è difficile capire come quest'ultimo giocatore abbia preparato il campo.

Mentre si univa alle file anti-immigrazione della politica ceca, è stato anche al centro di numerose controversie, lasciando senza parole il popolo ceco e la comunità internazionale. Nel 2015 il capo di governo ha divertito la folla al meeting dei vinicoltori nella capitale, dichiarando "morte agli astenuti e ai vegetariani". In sua difesa disse che si stava riferendo solo  al famoso assassino di massa vegetariano Adolf Hitler e non a tutti i vegetariani. Le sue critiche sono spesso largamente messe in ridicolo dalle sue pagliacciate, come le sue continue imprecazioni (in inglese e in ceco) in diretta radiofonica sulle Pussy Riot o la sua finta ubriachezza alla cerimonia di ispezione dei gioielli della corona. Tuttavia i suoi seguaci spiegano che in parte è questa la ragione per cui lo ammirano; la sua schiettezza e la sua tendenza al ridicolo è qualcosa in cui possono immedesimarsi. 

Le continue polemiche di Zeman e il suo legame con la Russia hanno fatto scendere di poco la sua popolarità ma un recente sondaggio dimostra che circa il 33% della popolazione continua a vederlo come un buon presidente, facendogli guadagnare la seconda posizione, dietro al 40% di Jiří Drahoš.

La Repubblica Ceca non viene scelta come destinazione dai rifugiati, tuttavia vi è molto spazio per chi desidera promuovere i propri secondi fini personali costruiti sul nazionalismo e sulla paura percepita dell'invasione islamica o qualsiasi spostamento culturale. Consapoveli della fame culturale di ridicolo, agitatori anti-islamici e anti-europeisti stanno facendo sentire la loro voce e se le persone stiano ridendo con loro o di loro solo il tempo ce lo dirà.

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