LA PETITE NAPULITANA

Articolo pubblicato il 29 giugno 2016
Articolo pubblicato il 29 giugno 2016

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Sono una napoletana arrivata nella ridente cittadina di Bruxelles, capitale dell'Unione Europea, per fare uno stage presso il Parlamento europeo. Sarà la mia prima esperienza di questo tipo e sono sicura che non mancheranno forti emozioni.

GLI INGLESI LE HANNO USCITE

Allora, quindi è Brexit!!

Non si parla d’altro in questi giorni e giustamente considerando che è un momento storico dell’Unione Europea. Alcuni l’hanno paragonato alla caduta del muro di Berlino

Ed effettivamente lo è, una caduta!

Sono caduti i valori di solidarietà e inclusione che sono alla base dell’Europa, oltre che il valore della sterlina; è caduta la voglia di lottare per un ideale permettendo vita facile a populisti e demagoghi; è caduta l’onestà lasciando che molti inglesi votassero senza una totale consapevolezza, riempiti di bugie (tanto è vero che molti in seguito hanno detto di essersi pentiti e tanto è vero che la sera prima sono andati googolando “cos’è l’UE”!!!).

Ma non facciamone una telenovela e prendiamola filosoficamente. Ora non c’è da aspettare che il governo inglese faccia formale richiesta di recedere e dopo di ciò ci vorranno almeno due anni affinché il divorzio si concluda. Dico almeno perché è il termine previsto dal trattato ma è probabile che il tutto prenda, in realtà, qualcosa come cinque sei anche sette anni, considerando la marea di trattati internazionali e non che andranno rivisti (sì perché molti degli accordi in cui l’UK è involta sono stati adottati in quanto Stato Membro dell’UE), il futuro assetto delle relazioni tra Gran Bretagna e UE, la posizione di tutti quei cittadini inglesi che lavorano nella istituzioni europee ecc ecc..  

Ieri, 28 Giugno, durante la sessione speciale del parlamento a Bruxelles, i leader e i rappresentati delle istituzioni UE hanno incitato affinché questa richiesta sia presentata il prima possibile. È inammissibile che i lavori dei restanti 27 vengano “tenuti  in ostaggio” dal partito conservatore Tory inglese, il quale, ora necessita di riorganizzarsi e decidere il da farsi, paradossalmente sorpreso dal risultato del referendum.

Nessuno ci avrebbe scommesso un penny su quest’uscita.

I SENTIMENTI

C’è amarezza sui volti e nelle parole di chi è presente a questa seduta speciale. Ci sono tutti, dal presidente del Parlamento Schulz, a quello della Commissione Junker, dai capi gruppo dei partiti politici a tutti i visitatori che sono più di quanto le aule possano contenere.

Il sentimento comune è quello di rispetto per la decisione dei cittadini britannici, che ora vanno “accontentati” e a cui si promette comunque amicizia e supporto. Ma Junker sottolinea una cosa: no notification, no negotiation!

Non ci dovranno essere accordi anche solo informali con i britannici. Prima di avviare un qualsiasi tipo di negoziato bisogna aspettare l’attivazione dell’articolo 50 per l’uscita e sarà l’UE a dettare le regole, non certo il paese uscente.  I 27 continueranno per la loro strada, a lavorare insieme per garantire il meglio ai cittadini, soprattutto giovani.

Sono a loro che molti si rivolgono. I veri sconfitti! I giovani inglesi che volevano restare europei, che volevano poter usufruire di tutte le opportunità che l’Europa poteva offrirgli.

E lo sa bene il leader dell’EPP, Manfred WEBER, che rimarca la necessità di abbandonare politiche populiste e iniziare a prendersi ognuno un po’ di responsabilità, che rimarca la bellezza della diversità dei paesaggi, delle tradizioni e delle culture europee, fiero di farne parte.

Lo sa bene Gianni PITTELLA, leader degli S&D, che con la sua classica passione all’italiana invoca innovazioni, investimenti più ambiziosi, l’elezione diretta del Presidente della Commissione ed elogia l’Europa della pace, della ricerca e dell’Erasmus.La storia ricorderà chi ha fatto il disastro, il day after ne è una prova. Ci sono solo macerie!” (Apocalittico!).

E lo sanno bene anche i deputati inglesi pro-Brexit che hanno avuto il privilegio di vivere in un’Europa senza guerre e senza muri, ma che ora ne costruiscono uno loro stessi!!

Arriva poi il glorioso momento di Nigel FARAGE. Il presidente Schulz è costretto a richiamare l’ordine in aula tanti i boo e le polemiche.

Lui è l’unico, insieme a Vlad PUTIN probabilmente, che gongola, con un sorrisino soddisfatto e impertinente stampato in faccia per tutta la durata della discussione. A ridere ora è lui mentre, invece, 17 anni fa erano gli altri a farlo quando affermava che avrebbe fatto uscire la Gran Bretagna dall’UE.

Beh complimenti Nigel, ci sei riuscito!! Grazie ad una propaganda dai contorni nazisti, sei riuscito a “salvare” la tua Inghilterra da futuri probabili rifugiati e a salvaguardare la sovranità inglese minacciata dall’austerità europea.   

AUSTERITÁ?

Forse però si è dimenticato che la sua Inghilterra non fa parte né dell’area Schengen, quella questione delle frontiere comuni che ormai credo tutti abbiano minimamente afferrato, né dell’eurozona, quindi indipendente da tutte quelle politiche monetarie europee, che sono appunto a maggior carattere austero.

Quindi, mi chiedo, di quale austerità si sta parlando?

È questa la tattica populista, dire quello che il popolo vuole sentire, promettere senza basi di successo. L’UK, infatti, per quanto possa essere forte, non può da sola affrontare le sfide di questi tempi, considerando anche che non conclude un accordo di propria mano da almeno 30 anni credo.

Ma a Farage questo “sembra” non interessare più di tanto. Sono convinta, però, che dietro quel sorriso beffardo in realtà ci sia il terrore, non sapendo assolutamente dove cominciare a mettere le mani, date anche le posizioni di Scozia e Irlanda del Nord che lotteranno per restare europee.

Dopo aver accusato i suoi quasi “ex” colleghi di non aver mai veramente lavorato nella vita, chiede all’Europa un comportamento adulto. Lui? All’Europa?

Chiede di raggiungere un accordo commerciale vantaggioso per entrambe le parti senza tariffe. Lui? All’Europa? Eh si!! Bello lui che con la solita inglesata vuole i vantaggi senza arrangi.

Poi interviene addirittura Marine LE PEN, che insieme all’amico inglese e quello russo fanno i 3 moschettieri, e proclama la sua lotta per la grandezza della Francia, cosa che mi ricorda, non so, propagande nazi-fasciste?!

Mi viene da paragonare l’Europa a una classe del liceo. Credo che tutti abbiamo avuto quei 2 3 compagni che se ne stavano per fatti loro o  si limitavano a polemizzare. Li guardiamo con rassegnazione e andiamo avanti!

Un abbraccio o "a big hug" agli amici inglesi, à bientôt!!