La paura è veramente passata?

Articolo pubblicato il 30 luglio 2002
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Articolo pubblicato il 30 luglio 2002

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La non-elezione di Le Pen non rappresentz una vittoria per la democrazia. I mali del Paese si annidano nel suo profondo. E il primo turno delle legislative potrebbe riservare delle sorprese.

E accaduto qualcosa che non avremmo mai potuto immaginare: Le Pen, questuomo di cui nessuno ha mai avuto seriamente paura per i tratti da maligno e ridicolo pagliaccio, un uomo insignificante nel mondo della politica, un disperato che cambia la sua benda allocchio dopo essersi ferito, è riuscito a superare il primo turno delle elezioni presidenziali.

In realtà non è ciò che esattamente è accaduto. In realtà, Jean-Marie Le Pen ha solamente ottenuto 200.000 voti in più rispetto alle ultime presidenziali: cioè quasi nulla. Ciò significa che in Francia, il Front National ha, da anni, milioni di fedeli elettori, teste rasate o meno, che sostengono questuomo e gli permettono di ottenere dei risultati a due cifre alle presidenziali. Ed è questo che dovrebbe inquietarci, cittadini, uomini politici e media, francesi e europei. A me, sinceramente, fa paura.

Non dimentichiamoci poi, che se si aggiungono i voti ottenuti da Le Pen al primo turno - 17,46% - ai 2,45% ottenuti da suo ex compagno di partito Megret, un elettore su cinque - ovvero 5,5 milioni di francesi - ha votato per lestrema destra, e per tutto ciò che essa rappresenta: mascherate, menzogne, violenza - parecchia violenza - nazionalismo estremo, xenofobia, vuoti discorsi Le Pen non è un uomo politico, è un uomo molto ricco (il cui denaro è stato ereditato in maniera sospetta), ben consigliato, che non ha che una qualità, quella di saper approfittare degli errori di altri uomini, che, oggi assai criticati, credono ancora nei valori della democrazia.

Jacques Chirac ha vinto le elezioni presidenziali il 5 maggio 2002 con quasi l82% dei voti: fantastico. Eppure nessuno si rende conto che Le Pen ha aumentato il suo numero di fedeli di 53.000 unità! Mentre tutta la Francia era per le strade da giorni, mentre gli uomini politici paragonavano Le Pen e i suoi partigiani a dei nazisti e ai membri della Falange spagnola, mentre tutta la gente di sinistra ha accettato e incoraggiato a votare Chirac, 53.000 persone che non avevano scelto il voto Front National al primo turno, hanno deciso, in tutta serenità, contro tutto e contro tutti, di dare il loro voto a Le Pen. Ho davvero paura.

Credo sia arrivata lora dei mea culpa, tanto da parte degli uomini politici tanto da quella dei cittadini. Proviamo a ripartire da zero, su solide basi, basi democratiche, e con questa così bella ideologia che per un giorno ci ha fatto credere nella politica. Perdoniamo ai nostri uomini politici le loro promesse non rispettate, aiutiamoli a ripresentarsi nuovamente al popolo, a rappresentarci.

Cari amici, concittadini, se credete nella democrazia, nella giustizia, alla parità, alla verità e alla fratellanza, prendete coscienza di ciò che accade nel nostro paese, ma anche nel nostro mondo. La violenza e il capitalismo sono diventati i padroni del pianeta, sommergendo milioni e milioni di uomini, di donne e di bambini, nella più profonda miseria, mentre certuni si domandano se preferiscono cambiare auto questanno. Se soltanto potessimo tutti porci questo interrogativo

Ciò che accade in Francia è un avvertimento di ciò che potrebbe accadere se non prendiamo coscienza della situazione. Nel nostro caso, abbiamo lottato contro il fascismo e la violenza, ma il nemico ha diversi volti, come quello della povertà, della menzogna e dello sfruttamento degli esseri umani. E doveroso per la gente rendersi conto della fortuna di esser nati nella dalla parte buona e che parecchi non hanno la possibilità di poter sognare una vita migliore.

Spero che i francesi non abbiano la memoria corta come spesso si è verificato. Spero che abbiano imparato la lezione, e che tengano conto nei loro prossimi voti (a giugno ricominceremo ad aver paura), nella loro coscienza politica, ma soprattutto nella loro vita di tutti i giorni, di ciò che è appena accaduto in Francia, e della loro possibilità di cambiare le cose.