"La notte in cui ci siamo ascoltati" di Espinosa

Articolo pubblicato il 29 aprile 2016
Articolo pubblicato il 29 aprile 2016

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Un libro scritto dall'autore di "Braccialetti rossi".

Vi piace la storia di “Braccialetti rossi”? Bene, il suo autore, in questi ultimi giorni di aprile, ha pubblicato il suo nuovo romanzo. Chissà in quanti hanno detto, in preda all’euforia, “Questo viaggio mi ha cambiato la vita!”. Ma, non si sentano esclusi gli altri: il libro di Albert Espinosa, “La notte in cui ci siamo ascoltati”, è rivolto anche a loro. Un sacco di ragazzi, tutti gli anni, aspettano di farlo quel viaggio. Insomma, l’educazione sentimentale di un adolescente è un tema che tocca tutti, visto che ancora e per fortuna, nessuno ha inventato il passaggio diretto infanzia/età adulta. È indubbio che Albert Espinosa abbia una particolare capacità di trattare  la psicologia del mondo giovanile. “La notte in cui ci siamo ascoltati” è caratterizzato dall’argomento/viaggio. Nello specifico, il viaggio di Dani – questo il nome del protagonista – consiste nella classica gita scolastica. Va da se che, il tema del viaggio, apre significazioni metaforiche di ampio respiro: la gita prima di essere uno spostamento geografico da un posto all’altro, è avanzamento esperienziale da un punto della propria vita a un altro. Da ciò deriva che quel viaggio, quella gita, diventa il ponte che inaugura e segna la vita del protagonista. A questo tema centrale se ne affiancano altri: il desiderio, l’incertezza che un nuovo ‘luogo’ esprime e incute, l’amore e, perfino, la frustrazione.

Di quest'autore si ricorda, come già accennato, il fenomenale “Braccialetti rossi”, il quale, soprattutto nella trasposizione televisiva, ha ricevuto l’attenzione di una sterminata platea di ragazzi. Il romanzo – già disponibile dal 28 aprile 2016 – tratta di Dani, ragazzino a un passo dai diciotto anni. Il giovane, con la sua classe e i suoi insegnanti, parte per la Repubblica Dominicana. Dani si appresta al viaggio con un  inconfessato progetto: diventare membro del gruppo dei ragazzi più ammirati della sua scuola. Per raggiungere questo traguardo deve, durante la gita, far breccia nelle simpatie di David. Quest’ultimo è il Numero Uno dei ragazzi più popolari. Ma, non c’è solo questo da portare a casa, come bottino del viaggio. Per il quasi diciottenne è anche l’occasione di sperimentare se stesso, di fare ricerca su se stesso. Mettere a fuoco la propria identità sessuale. E, proprio in riguardo a quest’ultimo tema, in “La notte in cui ci siamo ascoltati”, viene trattato anche l’aspetto del ‘proibito’, più precisamente, un bacio tra il protagonista e il compagno più affascinante. Ma, in questo testo, non c’è voglia di provocazione a tutti i costi, piuttosto è rintracciabile il tentativo di descrivere gli esperimenti che portano alla maturazione umana. Comunque, sarebbe riduttivo accostare il nome di questo scrittore al solo universo dei ragazzi. La sua scrittura, infatti, riceve anche il plauso di generazioni che ormai e da tempo, hanno superato la stagione dell’adolescenza.