La Merkel da il benservito all’energia atomica nel segno del rispetto per l’ambiente

Articolo pubblicato il 31 maggio 2011
Articolo pubblicato il 31 maggio 2011
Nella nottata tra domenica e lunedì il governo federale giallo-nero è giunto ad un accordo riguardo all’uscita dal nucleare. Secondo quanto concordato, l’ultimo dei reattori tedeschi sarà dismesso al più tardi nel 2022.
Alcuni commentatori ritengono si tratti di un progetto all’avanguardia e che darà un impulso innovativo all’economia tedesca, mentre altri temono per l’approvvigionamento energetico in Europa.

Aftonbladet: secondo la Svezia, Berlino apre nuovi orizzonti

Con l’uscita dal nucleare la Germania assume, almeno nell’ambito energetico, il lodevole ruolo di pioniere in Europa, come riportato dal giornale scandalistico di sinistra Aftonbladet: „La Germania è la quarta potenza industriale al mondo, la maggiore economia in Europa, ed ora decide di procedere su questa linea. La decisione presa ieri segna un passo in avanti verso le energie rinnovabili e l’efficienza energetica che è senza precedenti. Secondo il Financial Times l’abbandono da parte della Germania dell’energia atomica scatenerà un boom nell’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili e nell’ambito del risparmio energetico. …Il passaggio alle rinnovabili implica massicci investimenti, ma porterà anche ad un aumento dei prezzi della corrente. Perciò l’efficienza energetica ha un’importanza particolare. Delle ricerche dimostrano che la Germania, accrescendo l’efficienza energetica, può abbassare i costi derivanti dalla produzione di energia dal 10 al 20 per cento. …Nell’immediato passato, sempre più spesso la Germania ha preso tempo e si è rifiutata di assumere il ruolo di nazione guida, che invece l’Europa si aspetta dal suo attore principale sulla scena politica. E’ proprio quello che ora la Germania sta facendo riguardo alla questione energetica.” (Articolo del 31.05.2011)

Polityka: l’energia rinnovabile sostituisce il nucleare; Polonia

Secondo l’edizione on-line del periodico d’informazione Polityka, l’uscita dal nucleare della Germania prevista entro il 2022 è una scelta assolutamente coraggiosa, ma è praticabile per via della sua economia innovativa: “La Germania ha deciso di porre fine all’epoca del nucleare – e questo nonostante siano state costruite 17 centrali che coprono il 23 per cento del fabbisogno di corrente del Paese. Hanno avuto il coraggio di compiere questo passo enorme, ma la domanda resta: e adesso come si va avanti? L’obiettivo è chiaro e peraltro descritto in modo preciso già da tempo: puntare sull’energia derivante da fonti energetiche rinnovabili. Funziona? Sembra che nel caso della Germania sia possibile. Oggi la Germania è l’incontrastato leader europeo nell’utilizzo di tali fonti di energia.“ (Articolo del 31.05.2011)

De Tijd: l’economia può trarre profitto dall’uscita dal nucleare; Belgio

La decisione della Germania a favore dell’uscita dal nucleare è legittima, ma significa anche una sfida per l’economia, come sostiene il quotidiano economico De Tijd: “L’incidente di Fukushima ha dimostrato che l’energia atomica non è mai sicura al cento per cento. Il rischio di catastrofi nucleari può essere, nel migliore dei casi, solo ridotto effettuando dei test di verifica, ma mai completamente escluso. E’ pieno diritto della popolazione tedesca il non essere pienamente convinta di voler correre questo rischio. Però il Paese deve anche accettare tutte le conseguenze. Sarà una grande sfida assicurare l’approvvigionamento energetico a un prezzo accettabile senza indebolire la posizione concorrenziale delle aziende tedesche. La decisione di uscire dal nucleare entro il 2022 presenta il vantaggio della chiarezza. Questo può dare uno stimolo enorme al settore delle energie rinnovabili e dare un impulso alla ricerca di tecniche che possano rendere le centrali elettriche convenzionali ancora più eco-compatibili. Se la Germania riuscirà nell’intento, potrà acquisire un vantaggio nei confronti di altri Paesi.” (Articolo del 31.05.2011)

Blog Géopolitique: gli ecologisti tedeschi importano l’elettricità derivante dall’impiego dell’energia nucleare

L’uscita dal nucleare della Germania è legata alla campagna elettorale, è ipocrita e indebolirà l’Europa, sostiene Pierre Rousselin nel suo blog Géopolitique: “Angela Merkel, in vista del crollo del suo compagno di coalizione FDP, punta ad una collaborazione con i verdi. Questo calcolo politico ha delle ripercussioni sull’Europa intera. Il nostro continente abbandona così l’autonomia nei settori politico ed energetico per parecchio tempo. Diverremo ancora più dipendenti dalla Russia e dal suo gas metano. La Francia esporterà ancora più corrente, e questo è il culmine dell’ipocrisia: le nostre centrali nucleari forniranno luce e calore agli ecologisti tedeschi. Per non parlare della riduzione dei gas responsabili dell’effetto serra, cui ormai più nessuno ritiene da importanza.” (Articolo del 31.05.2011)

Die Welt: la pressione ecologista mette in pericolo la democrazia; Germania

Il governo tedesco ha deciso, due mesi dopo la catastrofe di Fukushima, l’uscita dal nucleare. Il quotidiano conservatore Die Welt schiuma di rabbia, perché con questa rapidità la democrazia viene danneggiata: “Hans-Jürgen Papier, ex presidente della Corte Costituzionale Federale…ritiene che la moratoria, che la maga Angela Merkel qualche giorno dopo Fukushima ha estratto come un coniglio dal suo cilindro, sia un ‘provvedimento illegale’. ... E nessuno sembra indignarsi realmente per via del fatto che la commissione convocata dalla signora Merkel per imporre l’uscita dal nucleare sia stata sfacciatamente chiamata ‘Commissione Etica’. … Se uno Stato fondatore dell’UE forte come la Germania vuole un nuovo percorso energetico per l’Europa e il mondo intero, allora sarebbe stato imprescindibile affrontare quest’impresa a livello europeo. … Ora sta nascendo un’alleanza poco auspicabile tra coloro che vogliono finalmente regnare per davvero, e coloro che bramano l’esautorazione del parlamento e dell’opinione pubblica mediante una pressione ecologista travestita di moralità.” (Articolo del 31.05.2011)

Immagini: Homepage (cc)angelaseiten/flickr