La lotta per l'aria pulita a Cracovia

Articolo pubblicato il 23 aprile 2014
Articolo pubblicato il 23 aprile 2014

Cracovia è la seconda città della Polonia ed é uno dei centri turistici del paese, con chiese incantevoli, musei e altri siti, ma detiene anche un triste primato: é una delle città più inquinate d'Europa. Grazie ad un'iniziativa civile contro l'inquinamento, la prossima generazione di cracoviani potrebbe però respirare un'aria migliore. 

Sa­len­do len­ta­men­te su Kra­kus Mound, una delle quat­tro col­li­ne che si af­fac­cia­no su Cra­co­via, cer­chia­mo di non re­spi­ra­re trop­po pro­fon­da­men­te. No­no­stan­te le basse tem­pe­ra­tu­re e il cielo nu­vo­lo­so, molti cra­co­via­ni scel­go­no di pas­sa­re i loro sa­ba­to mat­ti­na qui, lon­ta­no dal cen­tro della città e dal­l'af­fol­la­men­to tu­ri­sti­co. Al­cu­ni jog­gers af­fron­ta­no il fred­do in ma­gliet­te senza ma­ni­che e pan­ta­lon­ci­ni men­tre cor­ro­no sulla col­li­na. I miei col­le­ghi di Ca­fe­ba­bel ed io vo­glia­mo solo ve­de­re com'è fatta l'a­ria in­qui­na­ta.

La se­con­da città della Po­lo­nia ri­po­sa in una valle. È cir­con­da­ta da col­li­ne e non c'é molto vento. Tali con­di­zio­ni cli­ma­ti­che im­pe­di­sco­no alle par­ti­cel­le in­qui­nan­ti di di­sper­der­si, ren­den­do la città uno dei posti più in­qui­na­ti d'Eu­ro­pa. La mia nuova ap­pli­ca­zio­ne Smok-Smog sul te­le­fo­ni­no ha ri­le­va­to, gra­zie alla mi­su­razione della qua­li­tà del­l'a­ria, in­di­ci di in­qui­na­men­to su­pe­rio­ri alla norma. Ep­pu­re, dal­l'al­to di un pen­dio di più di 200 metri, la neb­bia che av­vol­ge la città non sem­bra par­ti­co­lar­men­te pe­ri­co­lo­sa.

"In fondo sai che l'a­ria che stai re­spi­ran­do non fa bene", dice Kamil, uno stu­den­te. A sua madre, can­tan­te d'o­pe­ra, i suoi col­le­ghi stra­nie­ri pon­go­no re­go­lar­men­te la stes­sa do­man­da -come fai a can­ta­re qua? "Quan­do ven­go­no a Cra­co­via, già alla se­con­da prova gli sem­bra che la loro esten­sio­ne pol­mo­na­re sia di­mi­nui­ta".                                                                                                                                                                                       L'in­qui­na­men­to del­l'a­ria può dan­neg­gia­re se­ria­men­te la tua sa­lu­te. "Può pro­vo­ca­re sui­ci­di, per­ché la gente si de­pri­me", dice Ewa, in­di­can­do col dito un gra­fi­co che si trova sul ta­vo­lo, da­van­ti a noi. È in po­lac­co, ma dai di­se­gni ca­pi­sco che l'in­qui­na­men­to può es­se­re as­so­cia­to a di­ver­se ma­lat­tie, dal can­cro ai pol­mo­ni ai pro­ble­mi car­dio­va­sco­la­ri.                                                                                                                                                                      In­con­tro Ewa Lu­tom­ska e Magda Koz­lo­w­ska in un caffé in cen­tro chia­ma­to "In the re­vo­lu­tio­ni­bus". Il nome é az­zec­ca­to. Al­lar­me Smog Cra­co­via (Kra­ko­w­ski Alarm Smo­gowy), il grup­po di cui en­tram­be fanno parte, s'im­pe­gna a mi­glio­ra­re la qua­li­tà del­l'a­ria della città e ha ri­vo­lu­zio­na­to il modo di com­bat­te­re l'in­qui­na­men­to. È stata Ewa a inau­gu­rarl­o in­sie­me a due amici, An­dre­zey e Ania nel di­cem­bre 2012. Da quan­do Magda e Jakub si sono ag­gre­ga­ti, il grup­po conta cin­que mem­bri molto di­ver­si tra di loro. Non si de­fi­ni­sco­no eco­lo­gi­sti, ma solo "co­mu­ni cit­ta­di­ni pre­oc­cu­pa­ti per l'in­qui­na­men­to del­l'a­ria". Oggi Ewa la­scia par­la­re Magda, in­ter­rom­pen­do­la ti­mi­da­men­te qual­che volta. Sem­bra­no en­tram­be fra­gi­li e di­mo­stra­no la metà dei pro­pri anni. Ma quan­do par­la­no della loro causa la loro voce di­ven­ta forte e piena di pas­sio­ne.  

La bat­ta­glia per l'a­ria pu­li­ta è ini­zia­ta nel di­cem­bre 2012 con una pa­gi­na fa­ce­book. Su­bi­to dopo é se­gui­ta una pe­ti­zio­ne e, al­l'i­ni­zio del 2013, è stata or­ga­niz­za­ta la prima mar­cia "per l'a­ria pu­li­ta", a cui hanno par­te­ci­pa­to circa 300 cra­co­via­ni che in­dos­sa­va­no ma­sche­re a gas. "In quel pe­rio­do, la qua­li­tà del­l'a­ria era og­get­to di di­bat­ti­to su scala na­zio­na­le. Una delle pro­po­ste sug­ge­ri­va un bando sui car­bu­ran­ti so­li­di, ma non era an­co­ra stata vo­ta­ta". Ewa mo­stra il ta­vo­lo con le bro­chu­res. Gra­fi­ci mul­ti­co­lo­ri in­dicano che la mag­gio­ran­za del­l'a­ria in­qui­na­ta di Cra­co­via d'in­ver­no pro­vie­ne dalle stufe do­me­sti­che ali­men­ta­te a car­bo­ne e solo una parte mi­no­re dal traf­fi­co e dal­l'in­du­stria. Oltre al car­bo­ne, la gente spes­so bru­cia la spaz­za­tu­ra nelle pro­prie stufe, no­no­stan­te sia il­le­ga­le. Bot­ti­glie, pla­sti­ca, o "per­si­no pan­no­li­ni", ag­giun­ge Ewa.

Una mar­cia fu­ne­bre per l'a­ria pu­li­ta

Il tipo di in­qui­na­men­to di cui stia­mo par­lan­do è PM10. Se­con­do l'Or­ga­niz­za­zio­ne Mon­dia­le della Sa­ni­tà, un li­vel­lo di con­cen­tra­zio­ne ac­cet­ta­bi­le non su­pe­ra 20 μg/m3. Le sta­zio­ni che mo­ni­to­ra­no la qua­li­tà del­l'a­ria di Cra­co­via mi­su­ra­no re­go­lar­men­te 60 μg/m. Du­ran­te l'in­ver­no, la sta­gio­ne delle stufe a car­bo­ne, la tem­pe­ra­tu­ra scen­de a -30 gradi e l'in­qui­na­men­to del­l'a­ria sale. "Lo scor­so in­ver­no era in­tor­no a 300μg/m3, ri­cor­da Magda.

La loro ini­zia­ti­va non avreb­be mai avuto suc­ces­so se la po­po­la­zio­ne di Cra­co­via non fosse esa­spe­ra­ta dal pro­ble­ma del­l'in­qui­na­men­to, sot­to­li­nea Magda. "Noi ab­bia­mo for­ni­to loro un mo­del­lo, a cui hanno ade­ri­to", dice. Al­cu­ni abi­tan­ti hanno par­te­ci­pa­to a un pro­get­to di spam­ming. "Oltre 2500 e-mail sono state spe­di­te alle au­to­ri­tà lo­ca­li, in una sola notte", ri­cor­da Magda con un sor­ri­so. Nel no­vem­bre 2013 quasi 2000 cra­co­via­ni sono scesi in stra­da per pro­te­sta­re con una "mar­cia fu­ne­bre per l'a­ria pu­li­ta. La gente era ve­sti­ta di nero e por­ta­va una bara", ri­cor­da­no. Un mese dopo, "il bando sui com­bu­sti­bi­li so­li­di do­me­sti­ci è pas­sa­to".

Tempo di cam­bia­re

Più tardi ho preso il bus 502 per Nowa Huta, una volta mo­del­lo della città so­vie­ti­ca idea­le, oggi quar­tie­re orien­ta­le di Cra­co­via. Nel mu­ni­ci­pio della città, si­tua­to tra im­po­nen­ti edi­fi­ci re­si­den­zia­li, le au­to­ri­tà lo­ca­li hanno aper­to un cen­tro di in­for­ma­zio­ni sulla so­sti­tu­zio­ne degli im­pian­ti di ri­scal­da­men­to. Al mio ar­ri­vo, no­no­stan­te nes­su­no fosse in fila da­van­ti al­l'uf­fi­cio, Ewa Olszo­w­ska, di­ret­tri­ce del di­par­ti­men­to della pro­te­zio­ne am­bien­ta­le, ha detto che "ri­ce­vo­no molte chia­ma­te. La gente vuole sa­pe­re so­prat­tut­to se e come può ot­te­ne­re un rim­bor­so per cam­bia­re il pro­prio im­pian­to".

Le au­to­ri­tà hanno uti­liz­za­to fondi strut­tu­ra­li re­gio­na­li e na­zio­na­li de­sti­na­ti al­l'e­co­lo­gia per co­pri­re quasi il 100% dei costi di so­sti­tu­zio­ne delle stufe a car­bo­ne e ul­te­rio­ri sus­si­di per pa­ga­re le bol­let­te del ri­scal­da­men­to delle fa­mi­glie meno ab­bien­ti. Tutte le stufe a car­bo­ne de­vo­no es­se­re cam­bia­te entro il 1 set­tem­bre 2018, quan­do il bando en­tre­rà in pieno vi­go­re. Al­tri­men­ti? "Chi usa com­bu­sti­bi­li so­li­di verrà mul­ta­to e gli verrà data un'ul­te­rio­re sca­den­za per so­sti­tui­re il pro­prio im­pian­to di ri­scal­da­men­to". Ma non c'è solo que­sto. Ewa Olszo­w­ska spie­ga una mappa della città sulla scri­va­nia. Frec­ce rosse de­li­nea­no i punti del pros­si­mo pro­get­to: "di­ri­ge­re il traf­fi­co sulle au­to­stra­de; pro­muo­ve­re i tra­spor­ti pub­bli­ci e i par­cheg­gi fuori dal cen­tro della città, re­go­la­re i se­ma­fo­ri in modo da ren­de­re il traf­fi­co più scor­re­vo­le: il tutto per al­lon­ta­na­re le emis­sio­ni in­qui­nan­ti delle auto dalla città".

Tor­nan­do al no­stro caffé "Re­vo­lu­tio­ni­bus", Ewa e Magda di­co­no: "La no­stra bat­ta­glia non è an­co­ra fi­ni­ta!". Con­ten­te dei suc­ces­si che hanno fi­no­ra ri­por­ta­to, si pro­pon­go­no di con­trol­la­re il modo in cui le au­to­ri­tà ap­pli­che­ran­no le nuove mi­su­re, ma anche di at­ti­ra­re l'at­ten­zio­ne sul pro­ble­ma del­l'in­qui­na­men­to in altre re­gio­ni po­lac­che. E per­ché non in altri paesi?. "L'al­lar­me smog Cra­co­via è di­ven­ta­to una spe­cie di marca", scher­za­no, "quin­di per­ché non espor­tar­la?"

Que­sto re­por­ta­ge fa parte del­l'e­di­zio­ne spe­cia­le del pro­get­to "EU­to­pia: Time to Vote", de­di­ca­to a Cra­co­via. Il pro­get­to è co-fi­nan­zia­to dalla Com­mis­sio­ne Eu­ro­pea, dal Mi­ni­ste­ro degli este­ri fran­ce­se, dalla fon­da­zio­ne Hip­po­crè­ne, la fon­da­zio­ne Char­les Leo­pold Mayer e la fon­da­zio­ne EVENS.