La lotta contro lo spreco di cibo a Milano

Articolo pubblicato il 11 novembre 2016
Articolo pubblicato il 11 novembre 2016

Attenzione, questo articolo non è stato ancora editato, né pubblicato in alcun gruppo

Nei mercati comunali di Milano, l'attività volontaria di Recup vuole abbattere lo spreco alimentare e l'esclusione sociale recuperando il cibo invenduto o danneggiato e distribuendolo a chiunque ne abbia bisogno. L'obiettivo è "dare valore sociale a ciò che aveva perso valore economico"

Nei paesi industrializzati vengano buttate 222 milioni di tonnellate di cibo ogni anno, la stessa quantità sfamerebbe l'intera Africa Sub Sahariana. La responsabilità è inevitabilmente di tutti, in ogni fase della filiera alimentare: produzione, distribuzione e consumo. Dove si può maggiormente intervenire è proprio durante il consumo di cibo: ognuno può migliorare le cose intervenendo in prima persona. Il dato che fotografa maggiormente la situazione sostiene che in Europa il 42% degli sprechi alimentari avviene fra le mura di casa, mentre l'Italia è terza nella classifica dello spreco pro capite con 108 kili annui di alimenti buttati.

La città di Milano ha terminato da un anno l'esperienza di Expo 2015 che aveva come slogan "Nutrire il pianeta, energia per la vita". Tale tema fu scelto proprio per cercare di aprire una riflessione sulla qualità del cibo, sull'educazione alimentare, e più in generale sulle azioni volte a ridurre la fame nel mondo. L'eredità culturale di Expo si è espressa anche nella Carta di Milano. Un milione di persone ha deciso di prendere tale impegno, firmando il documento che "richiama ogni cittadino, associazione, impresa o istituzione nazionale e internazionale ad assumersi le proprie responsabilità per garantire alle generazioni future di poter godere del diritto al cibo".

Il processo virtuoso avviatosi in Italia con la città di Milano è stato preso in considerazione anche dal Parlamento Italiano. Il 16 settembre del 2016 è stata approvata la prima legge nazionale che favorisce il recupero – senza ancora tuttavia sanzionare lo spreco, come invece avviene in Francia – e la donazione gratuita delle eccedenze alimentari per fini di solidarietà sociale

Parallelamente al procedimento legislativo si sono avviate attività volontarie sul territorio. A Milano Recup, associazione di giovani uomini e donne fra i 20 e i 35 anni, è attiva su diversi mercati comunali per combattere lo spreco di prodotti alimentari di vario genere. Al mercato di viale Papiniano la frutta e verdura invenduta o danneggiata per molti commercianti non è più vendibile, perché non produce guadagno economico. Non tutti, infatti, hanno a disposizione uno spazio per conservare i prodotti a lungo termine. Allo stesso tempo molte persone indigenti, tra cui anziani e immigrati, sono solite rovistare da sole fra i cassonetti alla fine del mercato. Recup nasce per colmare questo vuoto. Virginia, volontaria del mercato Papiniano, spiega "Due anni fa siamo arrivati ad un accordo con i commercianti: a fine mercato raccogliamo le eccedenze alimentari. Il nostro compito è quello di discernere frutta e verdura ancora edibile, dal compost che va a finire negli orti urbani". Oggi l'attività di recupero si è estesa a quattro mercati cittadini dove i volontari si ritrovano settimanalmente, l'obiettivo è quello di coprire almeno un mercato per zona. Il tentativo avviatosi va nella direzione di creare consapevolezza per una cultura del riciclo tra commercianti e consumatori, favorendo il dialogo e l'aiuto reciproco fra generazioni e ceti sociali diversi.