La lotta al fracking parte dalla Polonia

Articolo pubblicato il 03 ottobre 2013
Articolo pubblicato il 03 ottobre 2013

Il villaggio di Zurawlow accoglie i visitatori con due cartelli rivolti all'azienda americana di combustibili fossili che sfrutta il territorio locale: "Chevron, non vogliamo il gas" - "Ieri Chernobyl, oggi Chevron". In Europa, la lotta per la difesa dell'ambiente parte dalla Polonia.

"La campagna ‘Occupiamo Chevron’ è stata lanciata dai residenti di Zurawlow il 3 giugno 2013 e si oppone con veemenza alla ricerca e allo sfruttamento del gas da argilla della comunità" (l'azione di estrazione del gas naturale, intrappolato all'interno di formazioni rocciose, si chiama fracking, ndr.), dichiara Raluca Besliu.

I cittadini polacchi si oppongono vivamente agli scavi perché sono preoccupati dell'impatto che questi potrebbero avere sulle falde acquifere, sul terreno e sulla loro salute. Durante precedenti test sismici, gli esplosivi utilizzati hanno causato l'inquinamento dell'acqua rendendola non potabile.

ANDATE VIA

Gli abitanti  avevano già impedito a Chevron di far partire gli scavi nel 2012 appellandosi a un decreto polacco che afferma che nessuna attività di sfruttamento del terreno debba essere condotta negli habitat prediletti dagli uccelli durante la stagione migratoria (che inizia a Marzo e dura diversi mesi). Nel disperato tentativo di tenere alla larga l'azienda, gli abitanti del luogo avevano anche sporto denuncia alle autorità perché i camion dell'azienda avevano usurpato le strade locali. 

Qualche tempo prima però, Chevron  aveva ottenuto l'approvazione del governo per ricercare gas da argilla a Zurawlow. Dal momento dell'attuazione della legge sulla geologia e l'attività mineraria in Polonia, lo Stato ha infatti il permesso di impadronirsi di terre e utilizzare i depositi di gas da argilla per scopi industriali. La nuova legge inoltre concede maggiore potere alle aziende e lascia i cittadini polacchi indifesi. Tuttavia, secondo gli abitanti, questa autorizzazione era stata ritrattata nel giugno del 2012Grazyna Bukowska, il portavoce ufficiale dell'ausiliaro di Chevron, aveva sottolineato allora che l'azienda non aveva "piani di azione immediata su Zurawlow".

Ma il 2 giugno Chevron è tornata con i servizi di sicurezza e si è impossessata di un lotto di terra per impiantare un recinto e iniziare a scavare. Gli abitanti hanno immediatamente dato vita a un movimento di protesta ‘Occupy’, sostenendo che l'azienda non avesse ricevuto alcuna approvazione per la costruzione di recinti in loco. Secondo i cittadini, la concessione, valida fino a dicembre 2013, riguarderebbe esclusivamente la conduzione di test sismici. In una lettera inviata di recente al Primo Ministro polacco e al Ministro dell'ambiente il movimento richiede la protezione governativa. Chevron ha affermato di avere il permesso di esplorare la zona. La situazione è paradossale perché il desiderio polacco rimane quello di diventare indipendente dalla Russia, la quale attualmente fornisce il 65% del fabbisogno del gas alla Polonia (a prezzi tra i più alti del mondo). Allo stesso tempo i cittadini lottano contro le azioni di estrazione che renderebbero indipendente la Polonia dal suo vicino.

Sfruttatori e sfruttati

Altre aziende, come la Canada’s Talisman Energy Inc., la Marathon Oil Corporation (MRO) e la Exxon si stanno interessando rispetto alla ricerca di shale gas in Polonia. Nel 2011 la Energy Information Administration americana aveva annunciato l’esistenza di 5,3 trilioni di metri cubi di gas (una riserva dalla durata potenziale di 300 anni) nell'area intorno a Zurawlow. Ricerche successive hanno evidenziato che le riserve sono minori e che potrebbero essere sfruttate per un periodo che va dai 26 ai 70 anni al massimo. 

Altre popolazioni e nazioni stanno conducendo battaglie contro le operazioni di fracking e le aziende che lo praticano. La Francia è stata la prima in Europa ad adottare un atteggiamento preventivo nei confronti del fenomeno, bandendo la pratica nel 2011. Alcuni protestanti - tra cui una parlamentare del Parito verde, Caroline Lucas - di Balcombe (a sud di Londra) sono stati recentemente arrestati  per aver preso parte ad attività anti-fracking. Nel 2012, la Bulgaria aveva revocato un permesso di sfruttamento concesso precedentemente a Chevron, appelandosi all'insufficienza di prove riguardo alla sicurezza dell'ambiente. 

'Gasland' di Josh Fox, documentario americano anti-fracking candidato all'oscar nel 2010

In Romania invece, la popolazione ha protestato in ripetute occasioni contro la decisione del governo di incoraggiare le estrazioni. Nel Costinesti (regione della Romania, ndr.), in occasione di un referendum organizzato a livello locale, il 94% della popolazione ha votato contro il fracking.  Negli ultimi due anni più di 8000 cittadini romeni sono scesi in piazza per protestare. Alcune proteste hanno denunciato in particolare la mancanza di trasparenza e informazione da parte del governo riguardo ai progetti di sfruttamento. In segno di solidarietà, a maggio 2013, anche alcuni cittadini bulgari, provenienti dalla città di Dobrichhanno organizzato manifestazioni. Le attività del vicino comporterebbero conseguenze negative anche per il loro Paese. L'esempio di opposizione e le tattiche di resistenza di Zurawlow sono un esempio positivo e stimolante per altri Paesi come la Romania e per chi vuole fermamente salvaguardare le proprie comunità, l'ambiente e la salute dei cittadini.