La guerra coi burocrati: guida pratica all’emigrazione all’estero

Articolo pubblicato il 13 ottobre 2009
Articolo pubblicato il 13 ottobre 2009

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Thomas, francese, 28 anni, è andato ad Ulm, in Germania, per uno stage. gli è piaciuto, è rimasto un paio d’anni. Delphine, sua connazionale, è emigrata in Germania all’età di 26 anni e per dieci ha lavorato a Berlino come insegnante di francese alla Scuola Europea. Charlotte è emigrata dalla Russia in Francia per sposare il suo amore.
Indipendentemente dal motivo, emigrare all’estero può essere una meravigliosa esperienza, ma all’inizio della corsa il felice espatriato incontra di solito una fermata difficile: la lotta con la burocrazia… Vecchi adagi per venirne a capo.

Paese che vai, usanze che trovi

Per quanto sembri un consiglio scontato, ancor prima della partenza informati il più possibile sul Paese in cui devi recarti. Sono ssolutamente necessarie informazioni su tasse, servizi sociali e assistenziali, ma controlla anche cosa potrai visitare e mangiare durante i giorni festivi, così da prepararti bene al viaggio e all’incontro con una nuova cultura. Se hai abbastanza tempo, impiegalo per imparare la lingua. Persino una conoscenza di base può facilitare la vita quotidiana e può essere molto utile al momento di sbrigare le pratiche negli uffici. 

Chi dorme non piglia pesci

Il portale europeo della mobilità professionale EURES contiene informazioni relative al mercato del lavoro nei Paesi dell'Unione Europea: si possono vedere le offerte, aprire un account e inviare il proprio curriculum.

Dopo la conclusione di uno stage trovato grazie a questo sito, Thomas ha trovato rapidamente anche un lavoro in un’azienda di consulting: «dopo alcuni mesi in Germania – racconta - ho scoperto in quali società cercavano laureati come me». Thomas ha imparato anche a conoscere meglio il tedesco.

Ricordati che, in quanto persona in cerca di lavoro, hai nell'Unione gli stessi diritti che hai nel tuo paese, anche se, per ora, se provieni da uno dei nuovi membri, in alcuni Stati incontrerai delle limitazioni (come l’obbligo di possedere il permesso di lavoro, preclusione dicerte professioni), limitazioni che saranno abolite del tutto nel 2012. 

Delphine arrivò in Germania per cercare lavoro senza conoscere la lingua, il che all’inizio rappresentò una difficoltà. Senza l’aiuto di conoscenti di lingua tedesca non ce l’avrebbe fatta, racconta: «gli impiegati statali parlano solo in tedesco e tutti i moduli e i documenti sono pure in tedesco». Con il tempo trovò un impiego come babysitter e dava ripetizioni di francese e di letteratura: «Bastava chiedere ai conoscenti e guardare gli annunci sulla stampa locale. Quando si liberò un posto per un insegnante di francese alla Scuola Europea, frequentata da qualcuno dei miei studenti, i genitori proposero la mia candidatura alla direttrice».

Un lavoro “tanto per cominciare” si può cercare anche nel campo turistico, dove spesso c’è bisogno di persone che parlano lingue diverse ma non necessariamente la lingua del Paese in cui ci si trova. Stampa alcune copie del tuo curriculum, vai nei ristoranti e nei negozi di souvenir, se abiti vicino ad un aeroporto, anche lì puoi trovare qualcosa.

Bussa e ti sarà aperto, ovvero non arrenderti alla burocrazia

foto di mondayne/flickrPer stabilirci in un altro Paese dell'Unione, dovremo svolgere tutta una serie di formalità. «Se la burocrazia del proprio Paese è complicata, all’estero ci si può sentire come gli eroi dei racconti di Kafka», dice Delphine, che consiglia di armarsi di pazienza e preparare con anticipo i documenti necessari. Tra quelli di base ci sono la carta d’identità e/o il passaporto, l’atto di nascita, l'eventuale certificato di matrimonio, i diplomi e i documenti che attestano le qualifiche professionali, la patente e i documenti dell'auto, e la tessera europea di assicurazione malattia. Quest’ultima permette di godere dei servizi medici di base negli altri Paesi dell'Unione, per questo è importante controllarla prima del viaggio. La sua validità può variare in base al Paese che la emette e allo scopo del viaggio,. Vale la pena di fare alcune fotocopie di tutti i documenti, nel caso che qualcuno debba essere tradotto da un traduttore giurato. Anche alcune foto per nuovi documenti possono far comodo.

Se prevedi di restare in un Paese UE per più di tre mesi, devi registrarti presso l’ufficio immigrazione per ottenere la carta di soggiorno, qui puoi anche trovare altre informazioni utili.

Espatriato al volante...

Non in tutti i Paesi è obbligatorio, ma in alcuni la prima cosa da fare potrebbe essere aprire un conto in banca, o compra un'auto. I tempi d’attesa dipendono dal Paese e nelle città in cui arrivano molti immigrati a volte bisogna lottare per i propri diritti. Secondo Charlotte questa è l’unica possibilità di avere successo.

Essendo sposata con un francese aveva diritto ad un visto di tipo D, che le consentiva di avere una residenza permanente in Francia. Ottenere il visto, in pratica, significò attese interminabili per ottenere la prenotazione, l'impossibilità di telefonare all’ambasciata, corse nei corridoi, sgomitate: «Mi sentivo come nella giungla – dice – dove non c’è pietà per nessuno e non ci sono diritti». E tutto questo per scoprire, dopo due mesi, che la sua pratica era ancora intatta nello stesso ufficio. Tutto sommato, per i cittadini UE è un po' più semplice.

Una storia simile per la patente di guida. Contrariamente a quel che si potrebbe pensare, non è necessario cambiarla se è stata emessa da un altro Paese dell'Unione, è comunque valida ma chi vuole può sostituire il documento. 

Guarda e impara

Nelle questioni pratiche, dopo la conoscenza della lingua, un altro elemento importante per riuscire è avere il sostegno di qualcuno . Le associazioni di espatriati sono attive, aperte e disponibili ad aiutarti. In molti forum e portali come: www.expat-blog.com, www.expatriates.com, o www.expatica.com trovi informazioni e consigli per ogni problema, e puoi anche incontrare nuovi amici. Anche su Facebook esistono molti gruppi per espatriati e viaggiatori.