La Giornata dell’Europa? “Il 9 maggio è il compleanno della mia ex”

Articolo pubblicato il 07 maggio 2013
Articolo pubblicato il 07 maggio 2013
Il 9 maggio 2013 sarà un giorno fantastico in Germania. La gente scenderà in strada per celebrare tutti i padri fondatori della nazione, perché è l’Ascensione e anche la Festa del Papà. Ma Stefanie Brüning si chiede se penseranno anche a Robert Schuman, il fondatore dell’Unione Europea.

Sessantatre anni fa, il 9 maggio 1950, al Ministro degli Affari Esteri francese Robert Schuman venne un’idea che avrebbe portato l’Europa a vivere il suo più lungo periodo di pace – l’Unione Europea. Il fatto che questo anniversario sembri quasi ignorato dai suoi abitanti non è dovuto solo alla crisi. Cerchiamo di capirne di più.

Il 9 maggio? È il compleanno della mia ex

Solo una persona delle circa ottanta a cui ho fatto la domanda nel mio piccolo sondaggio sa che il 9 maggio si celebra la Giornata dell’Europa. Quando chiedo su Facebook ai miei colleghi studenti a cosa li fa pensare il 9 maggio, ricevo risposte spontanee come “ Ѐ il compleanno della mia ex!”. Google propone “Dana International, il travestito israeliano, ha vinto l’Eurofestival nel 1989”. Altre ricerche fatte in Ucraina, Georgia e Norvegia accennano al fatto che in quella data si festeggia la vittoria della Seconda Guerra Mondiale.

Secondo il sito dell’Unione Europea, “si è deciso di festeggiare la Giornata dell’Europa il 9 maggio dopo un summit a Milano nel 1985. La Giornata dell’Europa è l’occasione per attività e festeggiamenti pensati per avvicinare al pubblico le istituzioni europee, e le persone le une alle altre”. In teoria, la Giornata dell'Europa pare si celebri dal 1985. Sempre sul sito, si afferma che "sono organizzati eventi e attività per ogni età". Tuttavia, non è facile imbattersi in una di queste attività se non ci si reca a Bruxelles, in Lussemburgo o a Strasbrugo, le uniche geografie dove questa festa sembra avere ancora un significato. Un link discreto sul sito dell'Unione Europea promette di rimandare a una lista di eventi per ogni paese. Il mio, la Germania, non è presente.

La vecchia coppietta europea

Negli ultimi anni avere progetti troppo ambiziosi potrebbe essere costoso. Ne abbiamo avuto la prova con il venticinquesimo anniversario del progetto Erasmus nel 2012 o il sessantesimo anniversario della Dichiarazione Schuman nel 2010. Ma, considerando la diminuzione delle competenze delle singole nazioni e la crescita d’importanza dell’Unione Europea, cosa significa il fatto che celebriamo sì le nostre differenze ma non quello che ci unisce? Ad esempio, le ricorrenze nazionali sono feste pubbliche, ma la Giornata dell’Europa non lo è. Questo mi fa pensare all’Europa come a una coppia di anziani che danno per scontato il loro legame e hanno perso l’entusiasmo. L’affascinate idea di pace e amore inizialmente ha fatto vedere le stelle ai padri fondatori. Si sorvolava sulle differenze strutturali ed economiche tra i partner per amore di un ideale fantastico di unione. Le stelle sono ancora brillanti e in gran forma sulla nostra bandiera, ma i nostri occhi si stanno annebbiando. L’unione viene data per scontata e le pagliuzze negli occhi dei nostri compagni si vedono meglio. Nella presente crisi di coppia, alcuni potrebbero addirittura mettersi a piangere e pensare al divorzio – ma in fondo al cuore hanno ancora troppa paura di sentirsi da soli senza l’altro, e dell’incognita del futuro.

Mentre in Germania le cose vanno abbastanza bene nonostante la crisi, la disoccupazione spagnola nell’aprile 2013 ha raggiunto il record nazionale del 27%. Sarebbe comprensibile se i disoccupati spagnoli volessero rinunciare all’Europa. Invece sembra che molti di loro siano pronti a correre il rischio nel libero mercato del lavoro nell’Unione Europea, e la quantità di domande per tirocini nelle istituzioni europee aumentano. Una delle ragioni potrebbe essere il programma di scambio studentesco Erasmus che favorisce la possibilità di apprendere altre lingue e conoscere culture diverse. Anche se non si ha la possibilità di partecipare a uno scambio, è comunque comodo attraversare i confini in un batter d’occhio, e in casi sempre maggiori non dover neanche cambiare la moneta.

Questa non è solo una conquista derivata dall’idea del padre fondatore Robert Schuman, ma deve essere adottata dai nostri Paesi che sostengono il desiderio di viaggiare e fare esperienza nelle diverse nazioni europee. Il 9 maggio io alzerò il bicchiere e brinderò a mio padre che mi ha portato in giro per l’Europa quando ero piccola e a Robert Schuman la cui idea lo ha reso molto più semplice.

Questo articolo è parte del dossier “Europe Day”, creato dai vincitori del Forum of European Journalist Students (FEJS) ‘Imagining Europe’, evento tenutosi a Utrecht, lo scorso aprile, in collaborazione con cafebabel.com

Foto: (cc) Noah_Diamond/ flickr/ official myspace page