La Francia? No, non è l'unica "ammalata" d'Europa

Articolo pubblicato il 23 marzo 2015
Articolo pubblicato il 23 marzo 2015

David Cameron ha criticato il punto di vista del rivale Ed Miliband sulla politica economica del presidente François Hollande. Tuttavia, il primo ministro inglese dovrà risolvere gli affari in casa propria prima di lanciarsi nel French bashing e di inorgoglirsi per la ripresa economica del suo paese, totalmente fondata sull'austerità. 

Analizzando la nuova moda 'distopica' tra le vie di Hollywood, un giornalista del Guardian, Joe Queenan ha affermato: «Anche la Francia potrebbe non esistere più in futuro». Lungi dallo scomparire, è comunque inegabile che la Francia venga oggi utilizzata come esempio di distopia. O meglio, di distopia economica. 

Questo fine settimana, il primo ministro David Cameron ha pubblicato un pezzo sul Sunday Times per criticare il suo avversario Ed Miliband, dirigente del partito laburista, su un soggetto più che preciso: l'economia francese. Il conservatore ha approfittato del sostegno pubblico che il suo avversario laburista aveva mostrato tre anni fa nei confronti della riforma avanzata dal presidente francese per criticarlo più a fondo. 

«Questi progetti di riforma dove li hanno portati? - scrive Cameron - La disoccupazione al di là della Manica è pressocché il doppio rispetto alla nostra e la crescita dell'economia inglese è sette volte più rapida»«Adesso - prosegue - immaginate cosa sarebbe successo se Ed Miliband fosse riuscito a realizzare il suo 'sogno francese': l'impatto si sarebbe tradotto in una caduta vertiginosa dei posti di lavoro, un netto abbassamento della qualità di vita, un debito cosi' grande da farci impallidire e, per finire, una bella croce su ogni speranza per il futuro»

In vista delle elezioni generali di maggio, l'economia del Regno Unito sarà uno dei campi di battaglia sui cui i partiti, pronti ad avanzare le rispettive proposte, si contenderanno la vittoria, sfruttando la situazione economica francese come una carta jolly da giocare.

Recentemente, il ministro delle Finanze George Osborne ha addirittura sostenuto che lo Yorkshire, una piccola regione del nord dell'Inghilterra, è riuscito nel 2014 a creare più posti di lavoro di tutta la Francia messa insieme. Il problema di tutto questo French bashing, è la situazione stessa in cui versa il Regno Unito. Malgrado i buoni risultati, almeno su carta (+ 2,6 punti percentuali di PIL), il confronto con il resto dei vicini europei non è poi cosi' glorioso.  

Ripresa? Quale ripresa?

La crescita economica del Regno Unito, almeno dal 2010 a questa parte, è direttamente legata al quantitative easing (QE), grazie al quale il governo ha avuto la possibilità di creare moneta ex nihil, ovvero dal niente, prima di immetterla nel circuito economico per cercare di risvegliare gli affari. I Conservatori ha sostenuto e favorito le politiche di austerity ignorando il fatto che le loro scelte, negli ultimi 5 anni, hanno portato a un incremento del debito pubblico maggiore rispetto a quanto fatto dal governo laburista in 13 anni.  

Si è dovuto addirittura fare i conti col calo senza precedenti del reddito familiare (-8% a partire dal 2010) e col conseguente adeguamento dello stile di vita. La disoccupazione potrebbe scendere, è vero, ma i posti di lavoro che sono stati creati sono precari e per di più mal pagati. Dal 2010, inoltre, si sono aperte delle porte per olte un milione di lavoratori autonomi che, per tutta risposta, hanno visto il loro salario diminuire del 20% rispetto al 2006.

Quindi, anche se la facciata dell'economia inglese sembra sana, la situazione quotidiana dei veri lavoratori - soprattutto dei più giovani - non sembra poi cosi' rosea. In un situazione del genere, le prese in giro di Cameron & co. nei confronti della Francia potrebbero non essere bene accolte.

A prescindere dal lato della Manica preso in considerazione, la situazione è preoccupante e in questo no, non c'è niente di glorioso.