La forza di democratizzazione sottostante i movimenti sociali transnazionali.

Articolo pubblicato il 20 ottobre 2002
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Articolo pubblicato il 20 ottobre 2002

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LUnione Europea deve diventare democratica se vuole sopravvivere sul continente che ne ha inventato il vocabolo. Come possiamo aprire nuovi sentieri di democrazia nel panorama europeo?

LUnione europea, in qualità di organismo che coinvolge ogni giorno la vita di così tanta gente, ha bisogno di esser democratica se vuole sopravvivere sul continente che ne ha inventato il vocabolo. Finora, la democrazia è stata a lungo applicata dai piccoli gruppi a livello di stato-nazione. Può essere applicata in unentità via via più grande e suscettibile di allargamenti come lUnione Europea? Credo che sia possibile. Bisogna soltanto osservare che, dopo il processo graduale e gli errori succedutisi nellunificare lEuropa in un sistema di stati-nazioni, oggi è necessario esser inventivi, alfine di creare un patto di relazioni fra queste istituzioni e i loro popoli, per questo oggi dobbiamo esser inventivi. Del resto, solo perché lultima risposta al problema niente tasse senza rappresentanza fu il sistema elettorale e le variazioni in tema di democrazia rappresentativa, ciò non implica che questa soluzione sia ancora appropriata nel contesto europeo. Come disse Delors, lUnione Europea è un oggetto politico non identificato. Il che significa necessariamente che dobbiamo ripensare i nostri tradizionali approcci alla democrazia laddove ci riguarda direttamente. Gli approcci tradizionali sono utili e necessari ma, nellera della comunicazione globale, il loro peso devesser perlomeno differente. Nel momento in cui il numero di seggi al Parlamento Europeo verrà limitato con tutta probabilità a 700, non vi sono parecchi dubbi circa le modalità in cui avverrà lallargamento dellUnione: la democrazia rappresentativa, nel senso in cui viene percepita nello schema dello stato-nazione, non sarà sufficiente per tutti i cittadini europei. Dovranno esser aperti nuovi canali di rappresentanza per creare un senso di democrazia, di cittadinanza e di appartenenza più radicato.

Lesperienza accumulata attraverso la formazione degli stati-nazione ci mostra che si tratta essenzialmente di un processo contrattuale fra i differenti livelli della società (Te Brake). In ogni caso, questo processo ha trovato posto in un mondo molto più leviatano del nostro. Homo homini lupus era ladagio frequente. Oggi lUnione Europea ci fornisce lopportunità senza precedenti dimparare da quel processo storico nella costruzione del nuovo livello democratico a partire dallo stato-nazione. Con i benefici delle pregresse esperienze, possiamo molto più agevolmente identificare i problemi che possono presentarsi, e attivarci per aggirarli.

Ad esempio, adesso conosciamo grazie allesperienza, il pericolo di tentare di unificare delle nazioni omogenizzando le loro popolazioni, manipolando miti e simboli, creando comunità immaginarie. Sulla carta, almeno, gruppi etnici con culture, credi e background completamente differenti, possono vivere in pace insieme attraverso un impegno comune verso luguaglianza, la democrazia, la libertà, i diritti umani. LUnione Europea non dovrebbe avere paura delle corpose differenze percepite fra le popolazioni dei suoi stati-membri, ma celebrarle, riconoscerle e soprattutto servirsene.

Ciò mi porta a ritenere che i movimenti sociali transnazionali siano soltanto un biglietto per risolvere questi problemi. La quantità di letteratura e di dibattiti che riguarda il problema di quale forma di organizzazione di governo europea debba o dovrebbe esser adottata, indica solo un preciso fatto: che le attuali istituzioni non sono pienamente modellate e che i rispettivi ruoli e attribuzioni di poteri sono aperte ad ipotesi di riforma. In ogni caso, una breve rassegna sulle principali teorie sullintegrazione europea mostrerà che, a prescindere dalla forma finale che il soggetto politico europeo potrà assumere, il ruolo dei movimenti sociali transnazionali resterà primario per le sue rivendicazioni di legalità fra i cittadini.

Secondo il modello intergovernativo, laddove cioè lUnione Europea viene considerata come unorganizzazione libera di cooperazione fra stati-nazione ancora indipendenti, il ruolo dei movimenti sociali transnazionali sarà quello di usare il governo nazionale come intermediario per la rappresentazione finale delle proprie rivendicazioni. La natura transnazionale si rivelerà importante nel momento in cui i diversi governi europei nazionali trovino essi stessi come soggetto le stesse richieste da parte dei cittadini, poiché queste richieste verranno correttamente riconosciute come desideri del popolo europeo.

Se invece, il modello adottato dallUnione dovesse essere quello sovranazionale, i movimenti sociali transnazionali assumeranno un ruolo più diretto in termini di inflenza rispetto alle istituzioni europee, poiché presentaranno le loro rivendicazioni direttamente al livello europeo. Più verosimilmente, almeno nel breve termine, ci sarà una convivenza fra questi due livelli a seconda del pilastro a cui risultano assegnate certe materie politiche. Un simile sistema a struttura mista (Imig and Tarrow, 2001), implicherà un ruolo differenziato per i movimenti sociali transnazionali. Essi dovranno lavorare a diversi livelli, facendo connessioni a livello orizzontale e verticale, il che sarà funzionale a riportare il processo decisionale europeo in mano ai cittadini.

Un altro motivo che spinge a incoraggiare e a sviluppare il ruolo di questi movimenti a livello europeo è dato dal nebuloso problema del deficit democratico. In primo luogo, è possibile descrivere le designazioni politiche in seno alla Commissione come un affare meramente elitario, lontano e impenetrabile per la stragrande maggioranza di normali cittadini. La Commissione, un organo dotato di personale insufficente per la mole di lavoro da portare avanti, si affida ad organismi esterni per le informazioni più tecniche più dettagliate. I gruppi di affari e le indutrie, poiché dotati di una migliore struttura organizzativa e finanziaria, di fatto dominano la competizione per riempire i posti di consiglieri, oppure, semplicemente, le loro informazioni sono quelle più allavanguardia e quelle più dettagliate da fornire alla Commissione. Inoltre, questi gruppi sono esattamente quelli che meno rappresentano le vedute dei cittadini ordinari. Di solito essi portano avanti interessi economici molto specifici.

Alcuni cittadini e le istanze di singoli gruppi di essi, gruppi già ben affermati e assai rispettati, devono avere una qualche influenza sulla Commissione. Eppure, in ragione del carattere tecnocratico di queste ultime, e in ragione della loro estensione, queste istanze finiscono per esser frammentate in piccoli, tecnici pezzettini. Quindi, secondo Mazey, a questi gruppi è permesso di influenzare soltanto la piccola politica.

I principi guida della politica, o le principali direzioni chessa va assumendo, restano ad essi preclusi.

Tutto ciò vien detto per mettere in rilievo che lo sviluppo dei movimenti sociali transnazionali non darà soltanto il suo contributo alla creazione di un senso didentità più profondo fra i cittadini europei, ma si porrà anche come unavvincente soluzione per il problema del decifit democratico, poiché stimolerà la partecipazione diretta a livello europeo. La Commissione ha di fatto preso coscienza di ciò, come si evince da una relazione dibattimantale di Romano Prodi e Neil Kinnock, e tuttavia, da allora, non è stato fatto abbastanza per sostenere la visibilità e leffettività di questi movimenti.

A livello filosofico, prenderei in considerazione gli scritti di Habermas sullimportanza dei movimenti sociali in Europa circa la pertinenza e la rispondenza alla realtà. (Tutte idee rintracciate nel volumeLa Costellazione Postnazionale, 2001). Aldilà dei commenti più indiretti riguardo il contributo dei movimenti sociali transnazionali allo stabilizzarsi di una situazione di dialettica ideale, Habermas ha svolto dei tempi più diretti riguardanti il loro ruolo.

Anzitutto, soltanto questo tipo di movimenti potrebbe convincere la comunità internazionale circa lesistenza di una reale volontà pubblica volta a promuovere uneffettiva cooperazione a livello internazionale, capace come tale di oltrepassare i limiti degli stato-nazione. Solo riunendoci insieme è possibile convicere i politici meno aperti e più nazionalisti, riguardo alla nostra esistenza e ai nostri pensieri. Se questi movimenti dovessero diventare di successo e popolari, essi dovrebbero esprimersi sui problemi insormontabili divenuti accessibili nel mondo di oggi. Per esempio, Habermas fa riferimento alla relativa incapacità degli stato-nazione di controllare oggi le proprie economie, in ragione della globalizzazione, degli investimenti stranieri diretti e dei mercati capaci di metterne alla porta le relative politiche. Per molti, la globalizzazione e il capitalismo disumano, creano problemi così grossi da apparire incontrollabili. Ciò perché vengono visti sotto la prospettiva delo stato-nazione. Se questi problemi venissero analizzati difronte alla prospettiva di un sistema e di un popolo europeo, la più grossa fetta di un continente intero che cerca di lavorare insieme, tali problemi potrebbero esser affrontati.

A seguito dellunione monetaria, il deficit democratico diverrà verosimilmente più visibile presso il cittadino europeo medio attraverso le decisioni della Banca Centrale Europea. Alfine di rendere legittime queste decisioni, verranno intraprese azioni in tema di interventi fiscali comuni, salario minimo e politiche sociali. E tuttavia ciò sarà possibile solo se la reciproca fiducia fra le nazioni divenga la regola e se gli individui prendano coscienza essi stessi di esser diventati realmente appartenenti ad un sistema sovranazionale. I movimenti sociali transnazionali sarebbero strumentali alla formazione di questo tipo di volontà comune.

Pertanto, riteniamo che si tratti di unarea importante da indirizzare a studi più approfonditi e ad un maggiore sviluppo. Per diverse ragioni. In una prospettiva storica, è possibile riconoscere nello studio dei movimenti nazionali rispetto al ruolo di oggi e a quello del passato in ordine alla formazione degli stati-nazione, un notevole precedente per supporre che i movimenti sociali transnazionali possano essere importanti per modellare il futuro sistema europeo. Potrebbero altrettanto risultare importanti per porre dei rimedi al deficit democratico, in special modo al battesimo dellunione monetaria, come un nuovo canale di rappresentanza per i cittadini. Su di un livello più astratto, possiamo sostenere la loro importanza, secondo le argomentazioni di Habermas, circa la traformazione strutturale della sfera pubblica. Od anche, secondo lopposta scuola di pensiero, rintracciabile negli scritti di Foucault, ne potremmo arguire limportanza in ordine alla resistenza e alla reinvenzione dei processi di potere. Del resto, limportanza del soggetto per la democrazia europea, è stata sottolineata dalla stessa Commissione.