La Finlandia dice addio alla calligrafia e al corsivo

Articolo pubblicato il 10 febbraio 2015
Articolo pubblicato il 10 febbraio 2015

A partire dall'autunno 2016, la Finlandia metterà fine all'obbligo di insegnare la bella calligrafia e il corsivo durante le ore scolastiche. ​Sarà invece favorito l'insegnamento della meccanografia con supporti digitali. Che penne e matite siano destinate a sparire? E questo cambiamento cosa comporterà per i più piccoli?

[OPINIONE]

In seguito ai timori e alle critiche espresse dai rappresentati dei sistemi educativi di tutto il mondo, Minna Harmanen, responsabile dell'Istituto Nazionale di Educazione finlandese, afferma che l'unica novità introdotta nel curriculum scolastico finlandese è questa: a partire dal 2016, l'insegnamento del corsivo e della bella calligrafia non sarà più obbligatorio, mentre verrà potenziato l'uso di dispositivi elettronici fin dai primi anni della vita scolastica. Per Harmanen, tuttavia, i tempi non sono sufficientemente maturi per trarre delle conclusioni.           

La notizia, pubblicata verso la fine del 2014 sul quotidiano finlandese Savon Sanomat, è stata subito ripresa dai principali media internazionali. Così, ci siamo trovati di fronte a una gamma completa di opinioni a partire da quelle più conservatrici, in difesa della scrittura tradizionale, fino a quelle più radicali per cui gli unici elementi essenziali sono le TIC (Tecnologie dell'informazione e della comunicazione). L'ideale, per un sistema educativo valido, sarebbe optare per una combinazione delle due: ovvero iniziare con l'apprendimento della calligrafia per poi passare alla meccanografia, un metodo poco complesso che può essere ben assimilato in appena due mesi.

La capacità di redigere un testo in forma appropriata e coerente si sviluppa grazie all'apprendimento della calligrafia e alla sua costante pratica. Il solo fatto di scrivere a mano fa sì che il nostro cervello venga stimolato e che, oltre all'esercizio stesso della memoria, si acquisi-scano in questo modo abilità come quelle di comprensione e di critica del testo. Esistono studi che provano tale teoria, come quello realizzato da Karin James, professoressa di psicologia presso l'Università dell'Indiana. All'esperi-mento hanno partecipato bambini di 4 e 5 anni divisi in due gruppi: un gruppo doveva semplicemente di riconoscere una serie di lettere, mentre l'altro era incaricato di riprodurle. Una volta conclusa l'attività, durata settimane, Karin James ha eseguito una risonanza al cervello dei partecipanti e ha notato che l’attività cerebrale nei bimbi incaricati di riprodurre le lettere era notevolmente aumentata.

Al di là degli studi, la verità è che il solo pensiero di smettere di scrivere manualmente ci dà l’impressione di perdere una parte importante di noi. Eppure, a dispetto della notizia circolata in un primo momento, i finlandesi non stanno mettendo in dubbio l'utilità della scrittura a meno. Semplicemente, secondo i responsabili del sistema educativo finlandese, il tempo dedicato all'insegnamento della bella calligrafia è troppo. Nella vita quotidiana, come nel futuro, il bambino non ritroverà quel tipo di scrittura impressa in nessun luogo e, alla fine, non la utilizzerà quasi per niente. Inoltre, l'apprendimento della bella scrittura implica per i più piccoli una grande sfida che non comporta lo stesso grado di difficoltà per tutti. Ecco la principale ragione per cui si investiranno più ore nell'insegnamento della meccanografia (e non nell'apprendimento del corsivo). 

Tutto questo ci fa capire che non è più la formazione personale degli studenti ad essere considerata prioritaria, quanto piuttosto quella professionale. Si punta a prepararli fin dalla tenera età al confronto con il mondo del lavoro e con la società di cui fanno parte. Tuttavia, farli dipendere sempre più dalle nuove tecnologie è un grande errore che potrebbe avere ripercussioni negative nel futuro. E' necessario imparare ad essere il più autosufficienti possibile o, in caso contrario, si correrà il rischio di diventare inutili e di non sapere prendere decisioni se privati dei nostri cari, indispensabili, ausili tecnologici.