La festa universitaria più grande d'Europa

Articolo pubblicato il 10 maggio 2016
Articolo pubblicato il 10 maggio 2016

Attenzione, questo articolo non è stato ancora editato, né pubblicato in alcun gruppo

La regata che l'Università di Aarhus organizza ogni anno - dal 1991 - nel suo parco ha finito per diventare, con il passare del tempo, la festa universitaria più grande d'Europa, di cui peraltro non avevo mai sentito parlare finché non mi sono trasferita qui.  La mia recensione.

Nel sito dell'Università di Aarhus, la gara viene descritta così: “La competizione coinvolge rappresentanze di vari corsi universitari e consiste in una staffetta a base di birra". Quest'anno si sono sfidati i dipartimenti di Economia, Psicologia, Giurisprudenza, Odontoiatria, Medicina, Giornalismo, Scienze Motorie, Infermieristica e Scienze della formazione, Informatica e Fisica, Scienze politiche. "Bisogna attraversare a remi il lago, bere una bottiglia di birra, girare intorno alla bottiglia dieci volte e tornare indietro". I concorrenti sono attesi sull'altra sponda da compagni di squadra, che prenderanno poi il loro posto sulla barca. Chi ce la fa in meno tempo vince. Ci sono due round: il primo, composto da 3 gare, e la finale.

Per chi non riuscisse ad immaginarselo, funziona più o meno così (dal minuto 1:30):

Ma il tutto è solo una parte dell'evento che i danesi si chiamano "Kapsejladsen".

Per qualcuno, infatti, comincia il giorno prima. Un mio amico mi ha raccontato: "Cominciamo a bere la mattina prima, così andiamo a dormire presto". Ovvero, se la gara è di venerdì, passano tutto il giovedì giocando a beer-pong per essere dell'umore adatto. Chiaramente poi qualcuno, da ubriaco, non riesce ad andare a dormire presto come aveva programmato, ma per fortuna c'è sempre chi si assicura che tutte le sveglie suonino alle cinque e mezza, in tempo per la manifestazione.

Con tre ore di sonno alle spalle, il buongiorno in cucina alle sei del mattino è un trauma. Il motto del giorno: mai sobri. Alle quattro di mattina già parecchia gente va nel parco per assicurarsi i posti con la vista migliore, e a bere si comincia anche prima di quell'ora.

Arrivando alle sette al parco dell'Università non si trovano neanche più posti per vedere la gara su schermo, gli altoparlanti sparano già musica a tutto volume.

In ogni angolo c'è gente seduta su coperte o sedie da campeggio - chi vive nei dintorni ha portato addirittura il divano - che fa colazione e beve birra. A mezzogiorno ci sarà la naked run (si corre completamente nudi e ci si butta nel lago) e solo alle due e mezza comincerà la prima gara.

Il che significa che la vera festa comincia quando gli oltre 30mila danesi hanno avuto occasione di bere per 7 ore filate. La radio nazionale segue ogni singola mossa della regata nel lago, ci sono giornalisti che filmano ovunque. La Red Bull ha piantato tendoni in tutto il parco.

I dipartimenti ci tengono molto al fatto che i membri di ciascuna squadra si vestano tutti dello stesso colore - cappelli gialli, magliette arancioni, ecc. Ogni squadra si presenta con uno spettacolo in cui ballano in costume. Uno è a tema Pokemon, uno Pirati dei Caraibi... quando non c'è una presentazione in corso, ad intrattenere la folla ci pensa un excursus  sui ruoli televisivi di Leonardo di Caprio o una qualche performance di artisti danesi famosi.

Dopo la prima gara il parco è un disastro. Man mano che le persone iniziano a correre e ballare ogni coperta, borsa, sedia o maglietta finisce per essere calpestata e viene lasciata lì per terra. Le lattine di birra e le bottiglie vuote sono dappertutto. La gente va talmente fuori di testa che sembra impossibile che negli altri Paesi non si sappia nulla di questa festa. Probaiblmente di solito ci pensa il brutto tempo a smorzare gli entusiasmi, ma quest'anno la gara si è svolta nel giorno più caldo e soleggiato dell'anno. L'atmosfera è fantastica.

Alla fine ha vinto la squadra dai cappelli gialli, quella del dipartimento di psicologia. Ho avuto la fortuna di festeggiare con i vincitori, dato che la mia compagna di stanza fa psicologia. Che giornata! Che festa! Che esperienza!

Ecco gli highlights del 2015:

E del 2014: