La democrazia? E' morta a Madrid

Articolo pubblicato il 18 marzo 2004
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Articolo pubblicato il 18 marzo 2004

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L'11/03 ha gettato nel panico l'elettorato spagnolo. In Europa, nessuna elezione sarà più come prima.

Alla fine, anche l’Europa ha la sua icona terrorista. E la psicosi antiterrorista ha guadagnato anche il Vecchio Continente. Le centinaia di cadaveri di Madrid ci costringeranno ad importare l’autoritarismo democratico degli USA post-11/9 e della Russia di Putin in seguito agli attentati dei fondamentalisti ceceni. La follia omicida può imporre l’esigenza di una dubbiosa super-sicurezza al prezzo di una sicura libertà di movimento.

Domenica, la Spagna si è recata alle urne con le lacrime agli occhi e chissà che non sia stato proprio questo a modificare il risultato delle elezioni. I sondaggi prima dell’attentato davano come vincitore il Partito Popolare di Mariano Rajoy. L’orribile assassinio di 200 persone a Madrid ha fatto scadere parecchie cambiali e mobilitato gli indecisi.

Ma la realtà è un’altra: il popolo europeo non porrà mai più a votare liberamente. E votare per paura non è democrazia. Alla sensazione di essere nel mirino del fanatismo si unisce lo sconcerto davanti all’assassino più o meno sconosciuto: Al Qaeda, il terrorismo in franchising, che non ha nulla a che vedere con i terrorismi nazionali quali l’ETA o l’Ira. Il suo sbarco in Europa comporta un impatto psicologico brutale. Nel caso spagnolo al dolore si somma il disorientamento, causato dalla rottura della tradizionale equazione terrorismo=ETA.

La psicosi in Europa

La paura di nuovi attentati ha fatto sì che centinaia di militari e poliziotti si aggiungessero al dispositivo di sicurezza antiterrorista ‘’Vigipirate’’ in una Francia in allarme rosso nelle stazioni e negli aeroporti. Parigi ha già vissuto una prova generale dell’attentato del 11-M, il 25 luglio del 1995, nella stazione Saint-Michel delle linee metropolitane RER. L’impatto degli attentati di Madrid potrebbe giocare persino sulle elezioni regionali francesi della prossima settimana.

E la psicosi si allarga in tutt’Europa. Il principale aeroporto della capitale tedesca, Berlino Tegel, è stato evacuato dopo la falsa allerta di una bomba. Il Portogallo è ormai pronto a dispiegare aerei F-16 per pattugliare lo spazio aereo durante gli Europei 2004. Il Ministro italiano degli Interni, Giuseppe Pisanu, ha deciso di aumentere il numero di poliziotti di quartiere e di telecamere a circuito chiuso nelle stazioni, aeroporti e centri commerciali. Dall’11/03, il governo italiano ha mobilitato 4.000 soldati per pattugliare i punti a rischio.

La Gran Bretagna è in stato di all’erta. Le stazioni dei treni e della metropolitana di Londra sono piene di pannelli in cui si domanda “a chi appartiene questa borsetta? Se qualcosa vi sembra sospetto, segnalatecelo”. Secondo gli esperti, infatti, Londra potrebbe essere la prossima ed è già pronta una lista con 350 possibili obiettivi, tra cui 15 centrali nucleari, l’edificio del Parlamento e Downing Street.

Persino il presidente del Comitato Olimpico Internazionale, Jacques Rogge, ha affermato che gli attentati di Madrid impongono una revisione dei dispositivi di sicurezza per le Olimpiadi di Atene. La Grecia ha fatto appello alla NATO affinché collabori nella sicurezza dei Giochi, che si terranno tra il 13 ed il 29 di agosto. Anche la Grecia ha richiesto aiuto all’agenzia nucleare dell’ONU di fronte a possibili minacce nucleari terroristiche.

Oblio o paura

L’Europa ha già preso sul serio la minaccia e misurerà i suoi atti. Non ci sarànno più guerre “pulite” che prima o poi non si macchino di sangue. L’istinto di autodifesa porterà alla sottomissione degli Stati. Coloro che aspirano a governare daranno ormai priorità alla politica anti-terrorista rispetto a quelle per educazione o economia. Le future campagne elettorali in Europa si svolgeranno in un clima di paura.

Il che è capitato più volte in Spagna. Il colpo di Stato del 23 febbraio 1981 portò con sé la paura di un ritorno al franchismo, provocando così la prima vittoria del PSOE di Felipe González nel 1982. Qualunque paese può essere il prossimo a veder le proprie urne tremare dinnanzi alla violenza .

Per l’Europa è una sfida non facile, le sue democrazie sembrano dovere scegliere adesso tra oblio o paura. Gli esperti dei servizi di intelligence di numerosi paesi si riuniranno nei prossimi giorni in un summit poliziesco antiterrorista a Madrid.

Ma l’UE deve rifiutare il modello “giustizia infinita” statunitense. Vedrà aumentare la cooperazione fra polizie, la collaborazione giudiziaria e le misure contro il finanziamento del terrorismo. Senza paura né oblio. La democrazia europea contro il terrorismo.