La Costituzione nasce morta

Articolo pubblicato il 26 aprile 2004
Pubblicato dalla community
Articolo pubblicato il 26 aprile 2004

Attenzione, questo articolo non è stato ancora editato, né pubblicato in alcun gruppo

I giovani esponenti politici analizzano le carenze di un testo costituzionale che non convince nessuno. Quando Tucidide si rivolta nella tomba…

La Costituzione europea sarà la chiave delle prossime elezioni europee del 13 giugno. Un documento attorno al quale si concentrano le principali divergenze dei differenti partiti politici.

Un progetto di Costituzione con tante sfaccettature che se fosse ben utilizzato nella campagna, farebbe salire la partecipazione dei cittadini alle elezioni fino a far raggiungere le percentuali delle elezioni nazionali. Ma per avere una vera campagna europea si renderebbero necessari veri partiti politici europei.

I punti critici della Costituzione

Se la Costituzione fosse un paese europeo sarebbe la Finlandia, per la sua quantità di lagune. È possibile ravvisarne difetti per tutti i gusti. Nella Costituzione troviamo l'esclusione delle identità nazionali rintracciabili dentro gli arcaici stati attuali. Ed un militarismo in stile statunitense: “gli stati membri si impegnano a migliorare progressivamente le loro capacità militari”, (articolo I.40.3). È una Costituzione accentratrice, né federale né confederale, che concede tanto potere agli stati, degna dell'Europa del XVI secolo.

Una Costituzione sprovvista di una vera Carta dei Diritti Sociali nonostante la battaglia di tutti i sindacati europei. Ricordiamo che la Carta dei Diritti Fondamentali fu approvata a Nizza e poi usata come il bastone e la carota in modo da sedurre il cittadino distratto. Tuttavia, la sostituzione del “diritto” al lavoro di molte costituzioni nazionali col “diritto a lavorare” europeo e l'assenza del diritto all'aborto non son passate inosservate, e sono difficilmente accettabili da un’importante parte della cittadinanza. Che resta attonita.

Una Costituzione che insulta l'intelligenza proclamando “un’economia sociale di mercato altamente competitiva’, mischiando insieme queste antinomie con una fallimentare semplicità, frutto di quel mercato di polli in cui ebbe a consistere l'assemblea nella quale 105 membri dovevano approvare all'unanimità il tutto.

Una Costituzione con un deficit democratico che farebbe piangere proprio quel Tucidide citato nel preambolo da Giscard e compagnia bella: la nostra Costituzione... si chiama democrazia perché il potere non sta nelle mani di pochi, ma nella maggioranza.

La Costituzione come arma elettorale

La Costituzione nasce fredda, senza un popolo. L'atteggiamento dei partiti politici è fedelmente riflesso da questa realtà: la magna carta non convince nessuno. I giovani socialisti dell’ECOSY, per bocca del loro vicepresidente, Ief Janssens, ci vanno giù duro: “vogliamo una costituzione, non un altro trattato internazionale”. Il giovane socialista è sicuro che se il testo discusso in CIG deve essere la futura Costituzione dell’Unione Europea e non solamente un altro trattato internazionale, allora non andrebbe chiamato “Trattato per l’istituzione di una Costituzione”, bensì “Costituzione”.

ECOSY esige l'introduzione di miglioramenti nel progetto di Costituzione. Per i socialisti, crescita e lavoro dovrebbero essere compresi negli obiettivi della Banca Centrale Europea. Allo stesso tempo, Ief Janssens chiede l'introduzione dei principi con i quali andrebbero diretti i servizi pubblici nell’Unione Europea: “Universalità, uguaglianza di accesso, qualità, giusto prezzo, controllo pubblico”.

Quanto al Movimento dei Giovani Liberali e Radicali dell'Unione Europea (LYMEC), invece, la soddisfazione per il lavoro della Convenzione è grande. Per il tesoriere Aloys Rigaut si tratta di “una base sana per un trattato costituzionale”. I Liberali invitano tutti i paesi ad adottare il progetto di Costituzione. Tuttavia nota: “i cittadini non devono esser ingannati, il progetto che c'è sul tavolo è solamente un trattato costituzionale, non è ancora una autentica costituzione ”. I giovani liberali appoggiano la costruzione di una federazione europea ed una chiara separazione di poteri nell'ambito europeo.

Per i Verdi europei della FYEG, “la parte del progetto che definisce le politiche dell'Unione, è inaccettabile”. Secondo la loro opinione, questi testi contraddicono gli obiettivi dell’Unione descritti dalla Convenzione e limitano le possibilità di effettuare politiche di sviluppo sostenibile e solidale. Jacopo Moccia, di Ecolo-J, cita tre elementi del progetto costituzionale che i Verdi hanno appoggiato: l’estensione della codecisione, per esempio nel settore dell'agricoltura; l'introduzione del concetto di Corpo Civile Europeo della Pace per lavorare nelle missioni di prevenzione dei conflitti; il diritto di ritiro degli stati membri dal Trattato Euratom (Comunità Europea dell'Energia Atomica), senza che quest’abbandono abbia conseguenze sulla loro adesione all'UE.

Da parte sua, la gioventù del Partito Popolare Europeo (YEPP), crede che la Conferenza Intergovernativa debba adottare quanto prima la Costituzione europea. Arnt Kennis, vicepresidente dello YEPP, conferma che il suo gruppo desidera una Costituzione per “un’Europa federale, basata sul principio della sussidiarietà”. I risultati più importanti di questa costituzione sono, secondo le loro opinioni, il maggior potere del Parlamento grazie al procedimento di codecisione, l’estensione del sistema di voto a maggioranza qualificata, l’inclusione della Carta dei Diritti Fondamentali, la creazione di un presidente del Consiglio e di un Ministro degli Affari Esteri e la possibilità di cooperazione rafforzata per un gruppo di paesi desiderosi di andare avanti da soli.

I fogli della Costituzione son taglienti. La magna carta è pronta per esser utilizzata come arma elettorale. I cittadini europei non vogliono una costituzione che resti indietro rispetto alle loro costituzioni nazionali. L’Europa terrà parecchio in conto le proposte dei suoi politici al momento di andare al voto. Se ci andrà.