La Cina in Europa (per il Golden Visa)

Articolo pubblicato il 30 ottobre 2014
Articolo pubblicato il 30 ottobre 2014

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A poco a poco, il sud dell'Europa sta accogliendo sempre più cittadini cinesi. La crisi europea nei Paesi Mediterranei sta dando vita ad un investimento asiatico mai visto prima.

Prima è stato il turno di Portogallo e Spagna, seguiti poi da Grecia e Cipro. Ora, il gigante cinese sta muovendo i propri passi verso l'Italia. Il progetto è iniziato nel 2012 ed è abbastanza semplice: investire una grossa somma di denaro nel Paese di destinazione per ricevere un Golden Visa che dà il diritto ad avere il permesso di residenza permanente.

In cambio dell'investimento di milioni in attività locali, in promozione di posti di lavoro o in acquisizioni di proprietà, è stata data la possibilità alle famiglie cinesi di ottenere il permesso di residenza in diverse nazioni europee. Vi è anche il benefit di poter circolare liberamente nell'Unione Europea all'interno dei 26 Paesi dell'area Schengen, e dopo alcuni anni è possibile richiedere la cittadinanza nello Stato ospitante, sebbene il periodo vari da Paese a Paese. Nel caso dell'Italia, dopo 10 anni. In Portogallo, dopo 6 anni.

I dettagli del Golden Visa

Nel caso di Portogallo e Spagna, l'investimento minimo è una somma di 500.000 euro in una proprietà o la creazione di posti di lavoro nello Stato ospitante. In Grecia gli acquisti devono ammontare ad almeno 250.000 euro, 300.000 a Cipro. Per il Portogallo, ad esempio, i titolari del visto devono trascorrere un minimo di sette giorni nel Paese il primo anno, 14 giorni nei quattro anni seguenti. Nel frattempo, infatti, la legge è stata modificata. Inizialmente il periodo di soggiorno per gli investitori era di almeno 30 giorni. Ora, dopo la modifica dei requisiti sulla durata, il progetto sta attirando sempre più cittadini cinesi.

Il visto iniziale è valido per un anno; può successivamente venire rinnovato due volte per periodi di due anni. Passato questo tempo, i titolari del visto sarebbero in grado di richiedere la residenza permanente a patto di aver rispettato il periodo di permanenza obbligatorio stabilito dalla legge.

Come viene visto l'impatto economico dell'investimento cinese? 

L'imprenditore portoghese Alexandre Soares dos Santos, ex presidente e azionista di una catena di supermercati, ha affermato: "Detesto l'investimento cinese, perché non porta assolutamente niente al nostro Paese (...) né know how, né management" (citato da Lusa). Anche la socialista portoghese Membro del Parlamento Europeo Ana Gomes ha riportato alla BBC: "Penso che in verità sia una gara al ribasso ed è effettivamente molto anti UE." Questo fatto si basa sulla vulnerabilità a cui è esposta l'Europa e sta letteralmente vendendo accesso all'UE.

Nel 2012, la China Three Gorges Corporation ha acquistato il 21.35% del capitale di EDP - società leader nella produzione di energia elettrica in Portogallo - per l'enorme cifra di 2700 milioni di euro. State Bird, impresa statale cinese, ha comprato nello stesso anno il 25% del capitale di REN, un'altra società energetica portoghese, sborsando 387 milioni di euro. Per quanto riguarda invece la Beijing Enterprises Water, si è fatta avanti acquistando capitale della Compagnie des Eaux Portugal, per la modica cifra di 95 milioni di euro.

A metà ottobre, a Milano si è svolta la decima edizione dell'Asia-Europe Meeting (ASEM), avente come tema principale una "Partnership responsabile per la crescita sostenibile e la sicurezza". Il summit è stato presieduto dal Presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy, che ha rappresentato l'Unione Europea insieme al Presidente della Commissione europea José Manuel Barroso. Obiettivo dell'incontro è stato il rafforzamento del dialogo e della collaborazione tra i due continenti. Li Keqiang, Primo Ministro cinese, ha osservato che la Cina conferisce un'estrema importanza ai rapporti con l'Europa, suo principale partner commerciale. "Siamo un'opportunità reciproca di sviluppo", ha affermato.

Una cosa sembra essere chiara: mentre l'economia europea continua a soffrire, è presumibile che altri Paesi prenderanno parte alla gara e distribuiranno visti a persone provenienti da Stati esterni all'Area Economica Europea disposte ad investire in proprietà o attività commerciali. La domanda rimane: cura per le difficoltà economiche o minaccia di una dominanza asiatica?