La Chiesa ortodossa georgiana contro i bambini

Articolo pubblicato il 26 gennaio 2014
Articolo pubblicato il 26 gennaio 2014

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In Georgia, in occasione di ogni festività ortodossa, il Patriarca fa un sermone in diretta televisiva. Quest'anno c'è stata una sola festività ortodossa - Natale, il 7 gennaio - ma il discorso annuale della chiesa è stato sufficiente a scioccare gran parte dei paesi. 

Elia II è stato il patriarca della Georgia sin dal 1977. La sua malattia, il morbo di Parkinson, gli impedisce di scrivere e, a volte, anche di parlare in pubblico. Nonostante abbia più volte cercato cure mediche anche all'estero, quest'anno il Patriarca era troppo debole per dare il suo discorso annuale. Per questo motivo è stato assegnato a uno dei suoi preti il compito di condividere con il paese i pensieri del Patriarca.

L'argomento principale del discorso tenuto dal prete sono stati, appunto, i bambini. Il prete, facente le veci del Patriarca, ha discusso su chi potesse o meno avere bambini. Il discorso è nato discutendo del matrimonio omosessuale, notizia di certo non sorprendente: chiunque è a conoscenza dell'opinione della Chiesa riguardante l'omosessualità. Ma il prete ha proseguito, negando anche il diritto d'adozione alle coppie omosessuali, sostenendo che l'adozione trasforma il bambino un oggetto che chiunque può permettersi di acquistare. 

“Il progresso scientifico ha portato alla nascita di questioni etiche prima sconosciute all'uomo, come l'inseminazione artificiale, i bambini concepiti in provette, le madri surrogate, i geni di fusione, la clonazione etc. “I cosiddetti filantropi supportano l'aborto, l'eutanasia e il suicidio” – ha affermato il prete nel suo discorso. “Può una famiglia essere felice se il bambino è stato concepito da una madre surrogato? Questo bambino è il frutto di una casa senza amore ed è condannato a una vita di solitudine. Anche se crescesse in una famiglia abbiente, nulla potrebbe cambiare la gravità del suo periodo prenatale e i conseguenti problemi che caratterizzeranno la sua età adulta. Anche i bambini nati da inseminazione artificiale avranno dei problemi, dato che la loro vita è il risultato della distruzione di embrioni.”

La crisitianità predica tolleranza, gentilezza, ottimismo, onestà, amore verso il prossimo; non cattiveria, invidia o giudizi. Eppure la chiesa condanna la modernità con i suoi giudizi. 

Il discorso annuale è stato particolarmente scandaloso perché prima d'ora la chiesa non aveva mai osato affermare niente di così sgradevole il giorno di Natale. Persino gli ufficiali del governo hanno sentito il bisogno di reagire al discorso. 

Il primo a reagire è stato Tamar Chu­go­sh­vi­li, consigliere del Primo ministro. “Buon Natale” ha detto, “soprattutto ai meravigliosi bambini nati da madri surrogate, o attraverso l'inseminazione artificiale. Buon Natale alle loro famiglie, alle madri surrogate, ai gruppi minoritari, e alle donne che, a quanto pare, godono di una falsa libertà, e Buon Natale a tutti coloro che oggi hanno il cuore spezzato. Sono sicura che Dio ci ama in modo particolare.”

Il giorno dopo sia il Pre­si­dente Gior­gi Marg­ve­la­sh­vi­li che il Mi­ni­stro del lavoro, della salute e delle politiche sociali David Ser­geen­ko hanno reagito. Il ministro Sergeenko ha persino cercato di dare una spiegazione alla gravidanza eterologa e all'inseminazione artificiale da un punto di vista scientifico. Molti hanno giudicato il suo come un gesto degno di lode, dato che i georgiani hanno chiaramente bisogno di questo genere di informazioni. 

Quest'anno il discorso natalizio della chiesa è particolarmente preoccupante: molte persone in Georgia credono a qualunque cosa la Chiesa dica loro di credere. Non è facile capire il motivo per cui la chiesa abbia fatto un discorso così carico d'odio, specialmente parlando di bambini. Un discorso riguardante i bambini dovrebbe essere caratterizzato da amore e positività nei confronti di tutti. 

Molte donne vogliono avere dei bambini, ma molte non riescono ad averne. Queste donne fanno tutto ciò che è in loro potere per avere un figlio, quindi perché mai dovremmo negare loro il diritto di cercare metodi alternativi per il concepimento? Perché un bambino dovrebbe essere trattato in maniera diversa solo perché è nato da un'inseminazione artificiale? Il futuro dipende dalle generazioni future, e non dovremmo voltar loro le spalle, anche se è la chiesa a dirci di farlo.

Ogni individuo deve essere trattato senza nessun tipo di distinzione. Non importa che questa persona sia eterosessuale, omosessuale, una madre surrogato o una persona nata da inseminazione artificiale. Siamo tutte persone e respiriamo tutti la stessa aria. 

La chiesa dovrebbe imparare a fare l'amore, non la guerra, soprattutto non una guerra contro i bambini.