La Brexit a Londra: la notte che ha cambiato l'Europa

Articolo pubblicato il 25 giugno 2016
Articolo pubblicato il 25 giugno 2016

Nella sorpresa generale e con un risultato senza precedenti, il 51,9% dei britannici ha scelto di lasciare l'Unione europea. Questa mattina, dopo l'annuncio dei risultati del referendum, il primo ministro David Cameron ha annunciato le sue dimissioni, effettive da ottobre. Il racconto, ora per ora, di una notte che ha cambiato l'Europa.

ore 18:30 - Il fronte del Remain si scalda

Dei sostenitori della campagna Remain (pro-UE, n.d.r.) esprimono la propria posizione, tra una birra e l'altra, di fronte a Westminster, fermando i passanti e chiedendo loro di andare a votare. «Vota per rimanere nell'Unione europea, perché Nigel Farage (leader del Partito per l'Indipendenza del Regno Unito - UKIP, n.d.r.) non vada al potere».

ore 19:00 - Giornalisti al lavoro

Per tutta la giornata Londra è stata invasa da centinaia di giornalisti provenienti da mezzo mondo, che correvano per la città alla ricerca di elettori appena usciti dal seggio elettorale o di semplici attivisti da intervistare. Nel tardo pomeriggio poi le telecamere sono state posizionate in fronte a Westminster, iniziando a preparare i collegamenti in diretta per la serata.

ore 20:00 - Il magico bus

Ognuna delle due fazioni ha investito ingenti risorse nella propria campagna referendaria. Il 22 giugno nei cieli di Londra già circolava un piccolo aereo con uno striscione attaccato dietro con su scritto "Vote remain". Il 23 giugno è il "bus Remain" a circolare per le strade della capitale britannica. Uno degli attivisti pro Remain, molto ottimista, ci confida: «Penso sinceramente che ce la faremo. Sarà una lotta difficile e serrata, ma ce la faremo». Sembra che anche il fronte del Leave avesse a disposizione di un bus simile, ma non lo abbiamo visto in giro. Quello che è certo è che aveva indicato, sulle sue fiancate, dei numeri completamente fuori dalla realtà riguardo ai contributi economici che il Paese darebbe all'UE (350 milioni a settimana, mentre la cifra reale si aggira intorno ai 150 milioni, n.d.r.)

ore 20:30 - Gli ultimi attivisti

«Non dimenticate di andare a votare. E votate per mantenere il Regno Unito nell'Unione europea. È molto importante per i londinesi, c'è il nostro avvenire in gioco». Ancora dei sostenitori del Remain, questa volta all'uscita della metro a Brixton, un quartiere a sud di Londra. Nessuno ruba alla capitale britannica il titolo di "città più eurofila d'Inghilterra": non abbiamo incontrato un solo sostenitore del Leave, ma al contrario decine di passanti con un adesivo "I'm in" incollato addosso.

ore 20:45 - Brixton, l'europea 

La giornata era iniziata nel seggio elettorale di Brixton, in una scuola. Precisamente alle 9:00, quano la partecipazione era ancora intorno al 20%. Alle 20:00 aveva raggiungo quota 60%. Pressoché tutte le persone incontrate ci confessano di aver votato Remain. «Non penso solo alla mia generazione, ma anche alle prossime. È molto importante che noi restiamo dentro l'Unione», afferma una votante.

ore 22:00 - Pub time

È tempo per una birra ed un hamburger in un pub. Very British. Seduti davanti a noi ci sono uno scienziato ed un professore di politiche sociali. Ci rendono partecipi delle loro paure, ma sono ottimisti sulla vittoria del fronte del Remain. Ma non hanno alcun dubbio su Londra: il fronte pro-UE vincerà senza dubbio, forse con addirittura il 70%. Sono invece molto più pessimisti sul nord dell'Inghilterra, lamentando un tasso di affluenza alle urne abbastanza basso.

23:30 - I primi risultati... da Gibilterra

La BBC inizia ad annunciare i primi risultati. A Gibilterra si registra una schiacciante vittoria del Remain, con 19.322 preferenze contro 823. Non è però una sorpresa, considerando la situazione geografica e geopolitica del possedimento britannico.

0:00 - Newcastle, poi Sunderland

I primi risultati provenienti dall'Inghilterra arrivano in pochi minuti. A Newcastle il 56% dei votanti ha scelto di rimanere nell'Unione, ma ciò è stato "compensato" qualche minuto più tardi dalla vicina Sunderland, dove il fronte del Leave ha trionfato con il 61% delle preferenze. Alle 00:30 si contano 161.744 voti per la Brexit, contro 158.537 voti per rimanere. Prime inquietudini.

ore 01:00 - Un po' di riposo

Nel frattempo, il Remain è tornato in leggero vantaggio.

ore 05:00 - I pronostici della BBC danno il Leave in vantaggio

Al risveglio, lo shock: il sito della BBC mostra la conta dei voti. Tendenza confermata da Twitter: sembra che il Regno Unito si diriga verso l'uscita dall'UE.

05:45 - "È uno scherzo, vero?"

Mentre il risultato sembra ormai indicare il fronte del Leave vincitore, il nostro ospite (appena sveglio) non sembra crederci. «È uno scherzo? È finita? È... Incredibile». Lui e la sua famiglia non lo avevano minimamente considerato possibile, pur senza escludere la possibilità.

06:15 - Lo shock

L'esito del voto è ormai certo, e alcuni giornalisti sono un po' colti di sorpresa. Una giornalista francese, prima di preparare la sua diretta, ci conferma che il risultato era molto lontano dall'essere stato previsto dai londinesi.

06:45 - Primi commenti di un sostenitore del Leave

Per la prima volta dal nostro arrivo a Londra incrociamo qualcuno con la scritta "Vote leave" appuntata agli abiti. Naturalmente orgoglioso, ci spiega che «La gente ha votato per ricongiungersi al mondo. La transizione richiederà del tempo, e ci saranno sicuramente delle incertezze, ma abbiamo bisogno di persone competenti al governo per gestire questo periodo». 

ore 07:15/07:30 - La gioia dei Brexiteers

Sono in pochi ad essere di fronte alla residenza di David Cameron. Clacson, pianti di gioia, applausi... Quelli che 24 ore prima sembravano essere invisibili ora festeggiano, essendo stati i risultati ormai ufficializzati. Rory Broomfield, direttore della campagna Better Off Out, ci viene spontaneamente a parlare. «È fantastico, andiamo a celebrare questa vittoria della democrazia. 17,5 milioni di persone hanno votato per un'uscita dall'Unione, qualcosa di mai visto. Cameron è in questo momento in una situazione difficile. Ha tentato di spaventare tutto il Paese prima del referendum, la sua posizione da Primo Ministro è senza dubbio da riconsiderare. Io sono sempre stato ottimista, ma volevo attendere i risultati da Birmingham prima di cantare vittoria».

07:45 - "Ho votato per rimanere, ma rispetto la decisione del popolo"

La prima reazione di un sostenitore della campagna Remain: «Rispetto la decisione del popolo. Ho votato Remain, e avrei preferito rimanere dentro l'Unione europea per il mercato unito, le libertà, ma il popolo ha scelto. Forse nel lungo termine questa decisione non sarà troppo malvagia», ci confessa George.

ore 07:50 - "Non sono andato a votare, questo dibattito non mi interessava"

Di fronte ai sostenitori del Leave, sempre intenti a festeggiare il risultato del referendum, incontriamo Joshua, 19 anni. «Non so veramente che pensare. Ammetto di non essere andato a votare, questo dibattito non mi interessava. Penso potrebbe essere dura per il Paese nel breve periodo, ma nel lungo termine andremo a guadagnarci. In ogni caso, dobbiamo pensare a cosa fare ora».

08:00 - Ultime reazioni prima della partenza da Londra

A pochi passi dalla stazione ferroviaria incontriamo due britannici, che ci rendono partecipi delle loro reazioni. «Siamo tristi e profondamente delusi. Noi facciamo parte dell'Europa. In più, la campagna è stata caratterizzata da forti toni xenofobi. E questo è molto triste per il Regno Unito».

08:30 - Cameron annuncia le proprie dimissioni da Primo Ministro

Mentre lasciamo un Paese nel quale sarà sicuramente più difficile tornare nei mesi a venire, David Cameron comunica le proprie dimissioni dall'incarico di Primo Ministro, effettive da ottobre, davanti ai giornalisti in attesa al 10 di Downing Street. L'insieme della politica del Regno Unito sarà da ricostruire. E l'estate sarà molto calda.

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Pubblicato dalla redazione locale di cafébabel Bruxelles.