La Bielorussia - Lultima dittatura europea.

Articolo pubblicato il 30 luglio 2002
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Articolo pubblicato il 30 luglio 2002

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Alle porte dellEuropa, la Bielorussia è l'ultimo bastione rimasto in piedi del sistema sovietico. La censura non risparmia nulla: giornali, associazioni studentesche e movimenti politici. Mentre il suo popolo vive allombra di un KGB mai riformato. Jacob Resneck ha incontrato i giovani impegnati nella lotta per riforme democratiche. Reportage.

Stretta fra Russia e Polonia, la Bielorussia fu un tempo la locomotiva industriale dellUnione sovietica. Meno di un decennio più tardi, è diventato un isolato paese-paria, lultima dittatura europea. Mentre i giovani europei raggiungono una sempre crescente unità in tutto il continente, lultima generazione di bielorussi vengono lasciati indietro, bloccati da una dittatura che appartiene ad unaltra era.

Coloro che sono più a favore dellindipendenza sono i giovani. Quelli educati negli anni 90, dopo che la Bielorussia guadagnò la sua indipendenza, spiega Alexai Chermayov, vice presidente dello 'Young Front', lala giovane del partito di opposizione Fronte Popolare Bielorusso.

Repressione e paura sono la politica ricorrente, nel Paese, portata avanti, con violenza, dal KGB bielorusso. Che non si è neppure preoccupato di cambiare nome. Coloro che alzano la voce contro il Presidente vengono presi di mira, messi in carcere o, in alcuni casi, semplicemente scompaiono.

La Bielorussia è sempre vissuta allombra della Russia. Dopo aver guadagnato lindipendenza nel 1918, sei mesi più tardi fu inghiottita dallUnione sovietica, per poi ridivenire indipendente solo nel 1991. Facendo campagna in stile perfettamente populista, colui che in precedenza era stato direttore di unazienda collettiva, Alyaksandr Lukashenka fu eletto presidente nel 1994. Da allora si è prodigato per diventare un dittatore in tutto, salvo che nel nome. Ogni media bielorusso è controllato dallo Stato o strettamente regolato. Criticare apertamente il Presidente equivale a cercar guai.

La gente sostiene Lukashenka perché non ha alternative. Hanno paura di intaccare lo status quo, dice Andrei Klimaw, un parlamentare, in precedenza prigioniero politico, che ha sostenuto i procedimenti di accusa contro Lukashenka. Fu quindi incarcerato per breve tempo e divenne uno dei prigionieri politici in Bielorussia di maggior spessore. Dopo un tentativo abortito di metterlo in stato di accusa, Lukashenka si mosse rapidamente per smantellare il potere del Parlamento. Attraverso una serie di referendum, il parlamento venne sciolto e rimpiazzato con lorgano fantoccio, incapace di mordere che oggi sta in piedi. La nazione è di fatto governata dai decreti presidenziali.

Da fervente sovietofilo, Lukashenka sta allontanando la Bielorussia dallEuropa, verso una riunificazione con la Federazione Russa. I bielorussi stessi sono divisi su ciò, dato che posseggono linguaggio, costumi e cultura peculiari. Ma lidentità nazionale è stata considerevolmente indebolita dopo 70 anni di dominazione sovietica. Oggi resta soltanto unimmagine opacizzata. In particolare è la generazione più in là con gli anni ad esser nostalgica dei bei vecchi tempi dellURSS, e non vede grandi ragioni per opporsi alla riunificazione.

Chermayov spiega così questa evoluzione: "Molta gente è rimasta ferma allantica concezione sovietica riguardo a un mondo polarizzato fra socialismo e capitalismo. Cè ancora parecchia paura che deriva dai condizionamenti dellera sovietica, cosa questa che tiene la gente ancorata al passato".

Unindagine a tutto campo condotta dal più grande e indipendente gruppo bielorusso, lIstituto di Ricerche Socio-Economiche e Politiche (IISEPS) rivelò che nel 1999 soltanto il 28,8% degli intervistati non credeva nel Presidente. In ogni caso, la sfiducia presso gli under 30 era parecchio più alta: il 44,9% infatti non accordava fiducia a Lukashenka. E la differenza fra le generazioni, secondo molti, si è accresciuta molto di più negli ultimi tre anni rispetto al momento in cui venne effettuato lo studio.

Mentre le giovani generazioni sono idealistiche riguardo alla democrazia e vogliono liberalizzare, la gente più anziana è più diffidente su questi cambiamenti e preferisce tollerare la leadership autocratica di Lukashenka.

Come giovane leader di un partito democratico, Chermayov crede che se la Bielorussia dovrà avere un qualche futuro, sarà come paese dellEuropa, non come satellite della Russia. In ogni caso il cammino da fare è assai difficile: La natura oppressiva del governo bielorusso impedisce il nostro sviluppo economico. Per esempio, a causa delle paranoie governative, laccesso a Internet è limitato e reso difficoltoso. E facile rendersi conto come questo tipo di repressione distrugga potenziali imprenditori. I bielorussi più timorosi guardano alla Lituania come a un esempio di come le cose potrebbero andare a finire. Da piccola repubblica sovietica ridotta economicamante a brandelli, infatti, la Lituania riuscì a raggiungere lindipendenza. E dopo più di un decennio di riforme democratiche ed economiche, è quasi certo che potrà integrarsi nellUnione Europea per il 2004.

Se i problemi economici destano certamente grande interesse, i movimenti giovanili sono anche focalizzati a proteggere lidentità bielorussa. Uno dei più visibili è lo Zubr, che prende il nome dal bisonte indigeno che vive nella foresta Belovezskaya, lungo il confine con la Polonia. Anche se si tratta di unorganizzazione non registrata e clandestina, Zubr si è data da fare per diventare uno dei gruppi giovanili di resistenza di maggior spessore e visibilità della nazione. Modellata sullesempio di Otpor, il movimento di resistenza giovanile serbo che ha condotto una campagna di successo per spodestare Slobodan Milosevic, Zubr cerca di avvicinarsi al successo di Otpor in Yugoslavia, per cercare di metterlo in pratica in Bielorussia.

Timo, un attivista di Zubr stanziato a Minsk, si dimostra risoluto riguardo agli obiettivi di Zubr: Il nostro principale scopo è di vedere la Bielorussia raggiungere la democrazia e diventare a pieno titolo un paese europeo. Timo è un ricercato dalle autorità per il suo rifiuto di presentarsi al servizio di leva. Insiste sul fatto che la polizia avrà più difficoltà del solito a rintracciarlo grazie alle sue affiliazioni.

Ma lo scopo di Zubr va molto oltre la semplice caduta di un regime autoritario. "Il nostro ostacolo numero uno è Lukashenka, per questo abbiamo appoggiato i candidati dellopposizione. Nel settembre scorso, la maggioranza dellelettorato giovanile bielorusso ha dichiarato di aver votato contro Lukashenka. Ma quelle elezioni furono manipolate", dice Timo. Gli osservatori delle elezioni, presenti per conto dellOSCE (lOrganizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa) concordano con Timo; lelezione fu così piena di irregolarità che il risultato non venne riconosciuto allinfuori di Bielorussia e Russia. E tuttavia, il dominio di Lukashenka è oggi solido come non mai.

Dato che il governo ha un così basso sostegno fra i giovani, la repressione che tocca i campus universitari è allordine del giorno. Ales Karniyenka, presidente dellala giovanile del Partito Unito Civico spiega: E in atto da parte del KGB una montante campagna dintimidazione verso gli studenti per farsi dare informazioni riguardo i loro pari grado, specialmente quelli appartenenti ai movimenti democratici di opposizione come i nostri. Recentemente abbiamo scoperto che luniversità di Gomel ha approntato una stanza speciale nel campus destinata agli interrogatori degli studenti da parte del KGB.

Karniyenka dice che lui ed altri stanno lavorando alla creazione di una lista nera comprendente coloro che, tra gli universitari e il personale amministrativo, hanno assistito maliziosamente e deliberatamente il KGB nella loro campagna dintimidazione. Questa lista verrebbe distribuita a livello internazionale in modo che gli informatori del KGB vengano pubblicamente denunciati e svergognati. Karniyenka insiste sul fatto che coloro che si trovano sulla lista potrebbero avere difficoltà a trovare posti in istituti accademici internazionali.

E una misura estrema, ma la sentiamo necessaria alfine di distogliere gli informatori dallinfiltrarsi in altre organizzazioni in futuro. Ciò colpirebbe soprattutto gli accademici vicini al KGB, afferma. Dobbiamo stare attenti a non danneggiare le vittime del KGB, quelli costretti a dare informazioni. Piuttosto bisogna mirare a coloro che detengono posizioni di potere, come gli ufficiali del governo, amministratori delle università e delle facoltà. Vogliamo che sappiano che se faranno la spia per conto del KGB potranno e verranno pubblicamente umiliati.

Dato che il governo bielorusso ha così poco séguito presso le nuove generazioni, organizzazioni studentesche come lAssociazione Studentesca Bielorussa (BSA) sono state vittime di sistematiche intimidazioni e vessazioni da parte delle autorità. Nello scorso dicembre, la BSA ha perso la sua registrazione, vedendosi così revocato il suo diritto ad esistere. Attualmente in Bielorussia, non vi è alcuna organizzazione studentesca davvero indipendente e riconosciuta dalle pubbliche autorità.

Per nulla scoraggiata, la BSA ha continuato ad operare. Ma con gravi conseguenze. Nello scorso febbraio, dei membri della BSA caddero vittima di un feroce agguato mentre due uomini con in mano dei pugnali, erano intenti a prendere dassalto la loro sede principale a Minsk. Agli studenti fu detto di sdraiarsi per terra. Nel frattempo uno dei due iniziava a rimuovere le apparecchiature informatiche istallate. Quando gli uomini cominciarono a battere due studenti che erano rimasti coinvolti nella rapina, il membro della BSA Andrei Sakhoverkhi tentò di intervenire ma fu sopraffatto dai due uomini.

Mi immobilizzarono su di un tavolo, iniziando a colpirmi la testa a colpi di pugnale. Uno dei due gridava: 'Vuoi vivere o preferisci crepare?' ", racconta Sakhoverkhi. Prima che se ne andassero, uno dei due, a quanto si dice, pare avesse detto agli studenti spaventati che lattacco non era dovuto ad una questione personale. Uno disse che aveva anche avuto delle simpatie per la nostra causa, ma che non aveva scelta: 'questo è il tipo di paese in cui viviamo disse questo il tipo di presidente con cui conviviamo', ricorda Sakhoverkhi. Disse quindi di non avvertire la polizia, perché sapevano già che sarebbero stati qui. Quando arrivò la polizia, gli studenti dovettero convincerli ad aprire uninchiesta. La polizia accettò e puntualmente confiscò il loro fax per esaminare le 'impronte digitali'. Il fax non è stato ancora restituito.

Abbiamo discusso a lungo se rendere pubblico o meno lattacco subito, poiché pensavamo che avrebbe finito per distogliere altri studenti dal farsi coinvolgere, cosa comprensibile. Alla fine, abbiamo realizzato che questa storia doveva saltar fuori, dice Alina Stefanovic, membro di BSA. Per fortuna, non ci sono stati effetti negativi per quanto ci riguarda. Anzi, siamo diventati più popolari di prima, aggiunge Sakhoverkhi.

I di membri BSA, si sono ormai abituati a subire intimidazioni. Quando le autorità amministrative decisero di fare un sondaggio elettorale presso il Politecnico di Minsk nella scorsa primavera, appoggiarono Kasia Bochan, lunico membro BSA studente al Politecnico. Qualche giorno più tardi, la Bochan fu mandata a chiamare dalle autorità universitarie e venne interrogata: Fui interrogata da due uomini, uno dei servizi segreti e laltro del KGB. Volevano avere informazioni riguardo alla BSA, alla Zubr e ad altre organizzazioni. Iniziarono a chiedere quanti vi erano coinvolti. Diedi loro risposte stupide come 'Non ho mai contato, ma ce ne sono parecchi.' Volevano nomi, volevano indirizzi. Ma non ho detto loro nulla. In ogni caso dovevano lasciarmi andare.

Fu mandata a chiamare nuovamente un mese dopo.

Anche dopo esser stata minacciata di 'problemi accademici' se non avesse cooperato, la Bochan disse di aver mantenuto il silenzio durante tutto linterrogatorio. Tanto a lungo, da non ricordare fino a quando li aveva ascoltati. Anche se le sue scelte politiche lavevano messa nei guai, considerava come vitale il lavoro di resistenza studentesca.

Naturalmente non significa che mi abbiano dimenticata. So esattamente che non è così. Ma 'con un piccolo aiuto da parte dei miei amici' possiamo superare ogni cosa, dice la Bochan.

Nel frattempo, nella città di Grodno, un giornalista di 23 anni, è diventato celebre in tutta la Bielorussia. Da maggio, Paval Mazheika è sotto processo per diffamazione, ai sensi dellarticolo 367 (2), per oltraggio al Presidente della Repubblica bielorussa. Se verrà condannato, lui e il suo editore rischiano fino a cinque anni di prigione. Il suo articolo apparve nel settimanale in lingua bielorussa Pagonia, le cui copie vennero confiscate alla vigilia delle ultime elezioni presidenziali in settembre. La testata venne successivamente fatta chiudere dalle autorità. Mazheika sostiene che il suo caso prova il fatto che non vi è diritto alla libertà di espressione in Bielorussia.

Il mio articolo fu scritto più come privato cittadino che come giornalista, afferma Mazheika. Ho soppesato le differenti candidature nella campagna per le presidenziali. Concludendo con una domanda retorica: 'chi può dare sostegno ad un candidato che uccide i suoi oppositori?' Una chiara allusione alle figure dellopposizione scomparse negli ultimi anni.

La Bielorussia è lunico paese dEuropa che persegue come crimine la diffamazione ed ha anche uno statuto specifico per coloro che sono accusati di aver oltraggiato personalmente il presidente. Nonostante il fatto che, per un cittadino privato, la possibilità di esprimersi pubblicamente sia protetta dalle leggi bielorusse, le autorità fanno di tutto per perseguirlo.

Dopo la chiusura di Pagonia, gli altri giornali indipendenti si sono mostrati molto più prudenti nella loro linea editoriale sulla politica bielorussa. Se chiediamo ad un giornale regionale di Grodno perché non abbiano riportato la notizia della nostra chiusura, viene risposto che 'riportare i fatti attinenti la politica non è una mossa saggia per i nostri affari'" dice dolorosamente Mazheika.

Questo caso rappresenta un nuovo precedente nella mancanza di libertà di stampa nel nostro Paese. Se verremo condannati, ciò rappresenterà un segno terribile di come sia peggiorata oggi la situazione in Bielorussia, conclude Mazheika.

Gli sforzi del presidente Lukashenka per la riunificazione con la Russia rappresentano una delle più sconcertanti contraddizioni della Bielorussia. Verosimilmente un dittatore cerca di ampliare il proprio potere; invece Lukashenka è risoluto a unificare il suo paese con una nazione che, in termini di abitanti, è grande più di dieci volte la nostra. Inoltre, alcuni osservatori affermano che indebolire la sovranità della Bielorussia e legarla alla Federazione Russa potrebbe riportare il Paese ad esser considerato indeterminatamente come un governo locale. Ma è chiaro che, sotto lombrello della protezione russa, sarebbe immune da critiche provenienti dallesterno.

Per il popolo bielorusso, si tratta di un bivio cruciale. La generazione più giovane si considera europea, mentre i più anziani ancora ragionano in termini di Unione Sovietica. Al di là delle ideologie politiche, la Bielorussia è un paese europeo di dieci milioni di persone, vicino ad esser ad un passo dallUnione Europea allargata. Questi dieci milioni di bielorussi vivono sotto una dittatura autoritaria dove le violazioni dei diritti umani sono diffuse. LOccidente, e lEuropa in particolare, non potranno ignorare questa situazione per sempre.

Il processo continua.

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Quando si beve, in Bielorussia, cè un gioco molto popolare, il non ho mai. Gli amici stanno seduti in cerchio e qualcuno dice, per esempio: non ho mai pisciato sotto la doccia e una bottiglia di birra viene fatta girare. Quanti fra di loro hanno pisciato sotto la doccia devono bere un bel sorso davanti a tutto il gruppo.

Siamo a Gorky, una città bielorussa non grandissima; eppure vè una facoltà di Agraria. Siamo qui per incontrare alcuni studenti che stanno tentando di organizzare un cellula studentesca locale, nonostante i problemi con le autorità. E il mio turno con la bottiglia. Dico: Non ho mai dovuto scappare dalla polizia, e, mentre viene tradotto quanto detto, li guardo in volto. Cè un mormorio di risate e ogni studente beve un sorso.

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Ringraziamenti speciali alla Leeds University Union la cui sovvenzione di 300 sterline inglesi ha reso possibile questo articolo.