La benedizione della torre di babele

Articolo pubblicato il 01 aprile 2014
Articolo pubblicato il 01 aprile 2014

In piena pre-campagna elettorale per il Parlamento Europeo, uno dei pochi punti su cui tutti i gruppi parlamentari sembrano trovarsi d’accordo è la potente arma che il multilinguismo ricopre nella coesione sociale all’interno dell’Unione Europea.

In piena pre-campagna elettorale per il Parlamento Europeo, uno dei pochi punti su cui tutti i gruppi parlamentari sembrano trovarsi d’accordo è la potente arma del  multilinguismo per la coesione sociale all’interno dell’Unione Europea.

La punizione giudaico-cristiana delle Torre di Babele è diventata oggi una benedizione che arricchisce il Vecchio Continente e rafforza i legami in questo grande progetto politico che è l’Europa.

Mul­ti­linguismo 

Secondo la Commissione Europea, “il multilinguismo rappresenta un valore per il dialogo interculturale, la coesione sociale e la prosperità. Esso svolge un ruolo importante nell'apprendimento permanente, nei mezzi e nelle tecnologie dell’informazione, nonché nelle relazioni esterne dell'UE”.

Per quanto riguarda i mezzi di comunicazione non vi sono dubbi. Se l’obiettivo è ottenere entro il 2020 un’unica Costituzione Europea in cui far convivere più di 500 milioni di persone appartenenti ai 28 Stati membri aderenti al progetto, è impossibile farlo senza che le grandi agenzie di comunicazione investano nella creazione di testi tradotti almeno nelle quattro lingue principali dell’UE.

Nonostante i tagli agli organici dei mezzi di comunicazione, sembra che i grandi dirigenti siano davvero coscienti dell’importanza dell’apprendimento dell’inglese, del  fran­cese o del tedesco. Tra riunioni settoriali, brevi pause pranzo e agende piene zeppe di appuntamenti, i mal sofferenti giornalisti trovano uno spazio per avvicinarsi il più possibile alla verità nella stessa lingua dei protagonisti della loro storia.  

Lingue e informazione

Il Parlamento dà chiaramente l’esempio. Juana Lahous­se-Juá­rez ha ribaltato il modo di capire le comunicazioni di questa istituzione. L’Eurovisione trasmetterà per la prima volta in tutte le lingue dell’Unione un dibattito televisivo tra tutti quei partiti che presenteranno un unico candidato alla Commissione Europea.

In alcune dichiarazioni alla stampa, Lahous­se-Juá­rez ha affermato: “costituiamo una piattaforma perché i partiti preparino il dibattito, noi ci mettiamo i mezzi, ma loro devono preparare lo spazio televisivo”.

Stiamo discutendo su come dovrebbe svolgersi, ma è evidente che al dibattito del 15 parteciperanno tutti i candidati che potrebbero arrivare ad essere sette. Il secondo giorno, il 20 maggio, potrebbero esserci i due partiti della maggioranza.

L’Europa ha bisogno di dialogo, di accordi, di essere un progetto politico e sociale, non solo economico, e per questo, come sosteneva il reporter polacco Ka­pus­cins­ki: «è sbagliato scrivere di qualcuno senza averne condiviso almeno un po’ la vita» e, aggiungiamo noi, nella propria lingua.