Küstendorf, cinema e musica nel regno di Kusturica

Articolo pubblicato il 25 gennaio 2011
Articolo pubblicato il 25 gennaio 2011
Trascorrere una settimana su una collina sperduta della Serbia occidentale, guardando un film dopo l’altro, ballando fino all’alba sulle note (e sui tavoli) della No Smoking Orchestra, per di più in compagnia di noti e nuovi registi: tutto questo è possibile! Succede una volta all'anno, in gennaio, a Küstendorf, nel villaggio del celebre regista Emir Kusturica.

Sulla cima di un colle che sormonta la località di Mećavnik (nel massiccio di Mokra Gora), questo grazioso villaggio si trova a soli 10 km dalla frontiera bosniaca. Belgrado è invece a 4 ore di strada (260 km) e coloro che non hanno la possibilità di viaggiare in elicottero (!), e neppure in pullman, potranno contare sui rarissimi autobus diretti dalla capitale… O, ancora meglio, sul buon vecchio autostop! Un gioco che vale la candela, soprattutto se si ha in mente di fare il proprio esordio nel mondo del cinema…Photos : Une : (cc)Kmeron/flickr ; Village de Küstendorf : ©Hélène Bienvenu ; No Smoking Orchestra : courtoisie No Smoking Orchestra ; vidéos : courtoisie de You Tube

Lassù, sui monti, c’era una baita molto carina

Nel 2003, Emir Kusturica, cineasta di fama mondiale, vincitore di due Palme d’oro al Festival di Cannes – la prima per Papa est en voyage d’affaire nel 1985 (traduzione italiana insolitamente fedele "Papà… è in viaggio d’affari") e la seconda per Underground nel 1995 – gira la sua nuova opera La vie est un miracle ("La vita è un miracolo") a Mokra Gora. Una storia d’amore che ha sullo sfondo la guerra serbo-bosniaca, incorniciata dalla pittoresca ferrovia "Šarga Osmica", rimessa in funzione qualche anno fa. Per Kusturica è stato un colpo di fulmine geografico: il cineasta decide di ricreare un villaggio tradizionale in cima a un modesto colle disabitato. Rimette a nuovo una cinquantina di abitazioni in legno di pino, che fa trasportare fin quassù. Küstendorf – nome dal suono tedesco scelto apposta da Kusturica – diventa il paese di cuccagna del regista, che decide di aprirlo al turismo. Drvengrad (la città di legno) ospita anche un hotel, una piscina spa, divertimenti per bambini, diversi bar-ristoranti, una biblioteca, una chiesa ortodossa e, immancabilmente, un cinema.

Filantropia? Me(ga)lomania? Noglobalismo?

Questa borgata di una cinquantina di case in legno di pino attira tantissimi turisti nella regione.

Passeggiando per i viali di Küstendorf, un pensiero s’impone con evidenza: Emir Kusturica ha creato una città utopica a sua immagine. Le tradizioni locali sono servite in salsa no global: una ricetta che ultimamente piace abbastanza. Le vie di questo mini Skansen fanno eco alle passioni del suo demiurgo: il cinema, via Fellini, il calcio, Maradona, la cultura serba e jugoslava -c'è la piazza Ivo Andrić, premio Nobel per la letteratura 1961 - e, ovviamente, Che Guevara. Bandita la coca-cola, rimpiazzata da un succo di frutta "bio rivoluzionario": le multinazionali non sono le benvenute nel villaggio. Una posizione che potrebbe spiegare l’ammirazione che Loukachenko – il dittatore bielorusso – riserva al compagno Kusturica. Eccetto che “chez Kusto” – le cui convinzioni politiche non sono certo diffuse nei Balcani – l’autocrazia si limita al suo piccolo villaggio. D’altro canto non si può nemmeno negare l’esistenza di una reale filantropia kusturiciana: gli eventi culturali sono organizzati regolarmente in questo angolo di Serbia, a cominciare da un eccellente festival di musica e cinema.

Küstendorf 2011: un’odissea a lieto fine

Lanciato nel 2008, il Festival di cinema e musica di Küstendorf, posto sotto l’egida del ministero della Cultura serbo, si svolge in una settimana, in alta montagna. S’incontrano accaniti cinefili, studenti di scuole di cinematografia, ma anche festaioli di prim’ordine e tutta la crème della politica e dello spettacolo serbo. D’altro canto è l’occasione per numerose star internazionali di far visita al loro collega Emir. Nel 2010, Johnny Depp e Marjane Satrapi comparivano come invitati d’onore. Nel 2011, sono Abbas Kiarostami, Nikita Mikhalkov e Gael García Bernal a essere stati nominati. Ma attenzione, Küstendorf non è mica Cannes: abiti da cerimonia e red carpet non si sono mai visti! Priorità alle vere emozioni cinematografiche seguite da lunghe discussioni. I registi più stimati si stuzzicano volentieri con botta e risposta, mentre i giovani vedono i loro cortometraggi concorrere per l’Uovo d’oro. Il programma pone l’enfasi sul cinema d’autore, che si tratti di opere di tendenza contemporanea (Hrebejk, Kawasaki's rose ; Erik Poppe, En eaux troubles, e molti altri); dei Grandi del cinema (quest’anno Abbas Kiarostami) o ancora dei film in competizione (corti dei giovani film-maker). Un concerto chiude l’evento, che si prolunga fino a tarda notte.

Insomma, un’esperienza estetica unica da cui difficilmente si esce incolumi. Soprattutto perché l’intimità di Küstendorf facilita un fitto scambio di parole, di bicchieri di rakia e di biglietti da visita, persino con il noto padrone di casa, disponibile e rilassato.

Albo d’oro del Küstendorf festival 2011

- Premio Stampa: The Fifth Column (USA-Liban), di Vatche Boulghourjian.

- Premio Vilko Filač per la migliore fotografia: Quan (Svezia), di Johann Holmquist.

- Uovo d’oro: The Chance (Russia), di Sonya Karpunina.

-Uovo d’argento: Tomorrow I’ll be Gone (Polonia), di Julia Kolberger.

- Uovo di bronzo: Golden League, (Serbie) di Ognjen Isailovic.

Foto: Kusturica, (cc)Kmeron/flickr; Villaggio di Küstendorf, ©Hélène Bienvenu; No Smoking Orchestra, per gentile concessione di No Smoking Orchestra. Video: Youtube.