Krista Sager: realismo ambientalista per l’Europa

Articolo pubblicato il 23 luglio 2005
Articolo pubblicato il 23 luglio 2005

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Negli ultimi trent’anni l’orientamento politico di Krista Sager, rappresentante del gruppo dei Verdi al Bundestag, è passato da posizioni di radicale opposizione al pragmatismo e all’apertura verso lo stato, come è accaduto ad altri politici di sinistra.

Krista Sager si è concessa una breve vacanza: ieri visita alla Torre Eiffel e al Louvre, stasera è in programma l’Opera. Per la rappresentante dei Verdi al Bundestag le occasioni di prendersi una pausa dalla vita politica sono rare, ma in seguito a un dibattito televisivo sula rete Arte, due giorni a Parigi sono d’obbligo, anche se per lei non è mai possibile allontanarsi del tutto dalla vita politica del suo paese: «ormai non intraprendo più viaggi nei quali sia difficile organizzare un rientro improvviso e urgente in Germania o nei quali sia impossibile raggiungermi telefonicamente».

L’incontro con Krista Sager, 51 anni, avviene in piccolo hotel sul lato benestante della Senna. Nella sala colazioni dell’hotel, dove spicca il colore verde e le decorazioni di bambù creano un’atmosfera familiare, sono in bella vista Le Figaro e International Herald Tribune, a disposizione dei clienti. I camerieri in frack si danno un gran da fare per servire gli ospiti borghesi e distinti. L’arrivo di giovani in jeans e maglietta semina il panico tra il personale, ma appena ci è possibile individuare la rappresentante del partito dei Verdi iniziamo una lunga chiacchierata che fa dimenticare ciò che ci circonda.

Origine europea all’insegna della mescolanza

Mentre suo marito è immerso nella lettura dei giornali, Krista Sager mi racconta che «le sue origini europee sono all’insegna della mescolanza». Suo nonno, nato a Herrmannstadt, in Romania, faceva parte della minoranza sassone emigrata in Romania, era di padre tedesco e madre ungara. Il padre di Krista Sager invece aveva conosciuto sua moglie danese quando era soldato durante il periodo dell’occupazione: «per i due era quasi impossibile stare insieme. Il viaggio di nozze è stato rimandato a guerra finita». Per Krista Sager, bilingue danese e tedesco, la Seconda Guerra Mondiale continua ad essere il punto centrale del panorama politico internazionale, anche in relazione agli sviluppi europei: «non credo si possa affermare con certezza di aver superato le antiche ostilità. Da bambina chiedevo sempre a mia madre se un giorno mio fratello (tedesco) e mio cugino (danese) sarebbero stati mandati in guerra e avrebbero combattuto l’uno contro l’altro. Ciò mi ha profondamente condizionato».

Ma l’Europa non si limita solo al progetto di pace: «l’Europa è anche democrazia e libertà, soprattutto in relazione all’allargamento ad Est, e naturalmente è prosperità». Il miracolo economico di Spagna, Grecia e Irlanda è possibile anche per i nuovi Stati Membri dell’Ue: «l’Irlanda è stata per secoli il fratello povero dell’Europa, mentre oggi vanta il secondo reddito pro capite più alto del continente. Perchè quindi uno sviluppo di questo tipo non dovrebbe avvenire anche nei paesi dell’Est europeo?» A differenza del modello americano, l’Ue non si è basata solo su “economia e individualismo”. Quali sono i valori europei quindi? Su questo punto Krista Sager sente che è necessaria maggior chiarezza: «dobbiamo creare un modello europeo basato su valori che includano anche la responsabilità da un punto di vista sociale e ambientale».

Integrare la Turchia e vietare l’accesso alla Russia

Nonostante la vaga definizione di “modello europeo” secondo Krista Sager l’Unione dovrebbe concentrarsi sul tema delle esportazioni: «l’Europa può costituire un gran potenziale per quei paesi che sono consapevoli di non poter entrare a far parte dell’Ue, per esempio i Paesi Arabi, soprattutto in relazione alle ostilità che si trascinano da secoli». I temi della conversazione si fanno sempre più “caldi”, mentre il nostro caffé si raffredda. Bevo un sorso e si continua con le domande: a seconda del paese una diversa maniera di interagire con l’Unione Europea, quindi. Quali sono i confini dell’attuale Ue? «Escluderei una possibile entrata di Russia, Israele o dei paesi nordafricani. L’Ucraina è un tema delicato, perchè le prospettive di adesione potrebbere mettere in crisi il Paese. Ritengo che sia importante gettare un ponte oltre il Bosforo e integrare la Turchia».

Marcia verso le istituzioni

L’europeismo convinto, di cui Krista Sager si fa portavoce, non è sempre stato così automatico per il partito tedesco dei Verdi. All’inizio degli anni Ottanta i partiti di sinistra erano totalmente antieuropeisti. Il Partito Popolare Socialista danese Sozialistische Volkspartei ha varcato la soglia dell’Ue solo l’anno scorso. I Verdi invece avevano intuito molto prima che assicurare la pace, democrazia e i diritti umani attraverso l’allargamento fosse una delle conseguenze della storia tedesca. Il ministro degli Esteri tedesco Joschka Fischer ha svolto un ruolo molto importante di persuasione dei Verdi nei confronti dell’europeismo. Oggi i Verdi sono addirittura promotori del processo di integrazione europea, e la Germania si è consolidata come un ottimo partner commerciale per Israele; negli anni Ottanta ciò era ancora lontano e la sua realizzazione è avvenuta soprattutto grazie all’intervento di mediazione di Joschka Fischer.

La trasformazione dei Verdi da gruppo di opposizione di natura ideologica a un partito di governo “aperto” alla collaborazione con lo Stato si riflette anche nella biografia politica di Krista Sager. Negli anni Settanta la rappresentante dei Verdi presso il Bundestag faceva parte del movimento comunista della Germania occidentale, il Kommunistischen Bund Westdeutschland, mantenuto segreto dagli esponenti del partito dei Verdi poltischen Vita.

«Erano altri tempi. I conflitti sociali erano complessi e polarizzati. Oggi in politica si può contare sulla tolleranza e sui compromessi». Dalla rivoluzione contro una Germania “quasi antidemocratica” Krista Sager è passata all’attivismo in favore delle istituzioni, nei dibattiti televisivi sull’arte e in hotel parigini dove, ovviamente, spicca il colore verde e sono ben in evidenza giornali di orientamento conservore. Il compromesso politico è diventato un concetto fondamentale per Krista Sager: «i compromessi non hanno nulla a che vedere con la vigliaccheria o la debolezza; al contrario sono alla base di una società liberale e aperta. E ciò è molto importante per il processo europeo: l’incapacità al compromesso è l’incapacità di voler costruire questa Europa».