Knecht Ruprechts e sua cugina la Befana

Articolo pubblicato il 02 dicembre 2009
Articolo pubblicato il 02 dicembre 2009
«Domani, bambini, vi attende qualcosa...», «Che cosaaaaaaaa?». Ma le tradizioni natalizie europee non sempre portano buone sorprese con sé.

«Anche tu hai il bastone?». E rispondo:. «Il bastone è pronto, ma solo per i bambini cattivi che ne hanno uno al proprio fianco».

Così si mostra Gesù bambino nella poesia di Theodor Storm, Knecht Ruprecht, il meschino mostro natalizio. Secondo una tradizione tardo-medievale, il 6 dicembre non arriva solo Babbo Natale per riempire, durante la notte, gli stivaletti dei bambini tirati a lucido. Ha pure il suo compagno, una specie di alter ego negativo al rimorchio, che dovrebbe inculcare religiosità ai bambini d’Europa, se pure con l’aiuto di un bastone. Il risultato sperato è che i bambini non diventino mostriciattoli viziati…

Lo stesso servizio lo fanno anche i suoi colleghi delle tradizioni confinanti: Hans Trapp in Alsazia, Zwarte Piet (Peter il nero) in Olanda e la versione hardcore Père Fouettard (“Papà Frusta”) nella Francia del nordest. Per giustificare le sue gesta spaventose, Knecht Ruprecht viene spesso associato al nero nei vari angoli d’Europa. In Belgio e Olanda si presenta come uno schiavo nero, appunto, ma dalle vesti variopinte. È forse anche il motivo che ha portato ad attribuire a questa figura scura, in Svizzera, il nome di “omuncolo sporco” (Schmutzli) che qualche volta elargisce, invece di caramelle di carbone, anche barbabietole.

Nella mitteleuropa cattolica, per esempio in Austria, Ungheria o Repubblica Ceca, il Krampus semina terrore sotto forma di figura demoniaca con le corna, di tradizione pagana, che non perde tempo e tira dentro alla cesta che ha sulle spalle i bambini maleducati. State attenti, al Krampus piace mischiarsi tra la folla: sono diverse le sfilate organizzate in vari paesi e in cui Krampus mascherati scendono per le strade.

Mentre San Nicola doveva cedere piano piano il posto a Gesù bambino, specialmente nei territori europei protestanti, il suo infausto garzone si dimostrava un caparbio artista della sopravvivenza. Solo il sud Europa cattolico ha messo da parte il suo bastone. Ma solo perché qui, da prima di Cristo, c’erano già altri malfattori, come per esempio la Befana italiana, una vecchia megera che semina il terrore con la scopa. Sotto il fascismo la befana aveva cercato di rimettere a nuovo la sua immagine, trasformandosi in strega benefattrice che riempie di regali i bambini, in nome della “romanizzazione” dell’Italia. Lo scherzetto del carbone dolce per bambini maleducati, la befana ce l’ha ancora oggi nel suo repertorio. Lei è anche la demonica ritardataria fra tutti i mostri europei del natale: arriva un mese dopo, a seguito dei Re Magi il 6 gennaio, attraverso il camino.