Juncker si rivolge realmente ai giovani ? 

Articolo pubblicato il 16 settembre 2016
Articolo pubblicato il 16 settembre 2016

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Due giorni fa, di fronte al Parlamento europeo, il presidente della Commisione europea ha brevemente fatto riferimento alla situazione della gioventù in Europa, affermando che non accetterà che « l'Europa sia e resti il continente della disoccupazione giovanile ». Ma che ne è in realtà delle politiche per i giovani dell'UE ? E che cosa possiamo aspettarci nei prossimi anni ? 

Mercoledì 14 settembre, Jean-Claude Juncker, il presidente della Commissione europea, si è rivolto al Parlamento europeo in occasione del discorso annuale sulla stato dell'Unione europea. Le organizzazioni giovanili attendevano da tempo questa dichiarazione, la quale si è però concentrata soprattutto sui valori e sulla difesa. Per avere un chiarimento sulle politiche per i giovani, abbiamo intervistato Valentin Dupouey, segretaria generale di JEF Europa (Giovani Federalisti Europei), e inoltre Sarah Farndale, coordinatrice delle comunicazioni per lo EYF (Forum Europeo dei Giovani).

cafébabel : Qual'è il vostro punto di vista sulle politiche per i giovani dalla presa di funzioni di Jean-Claude Juncker, nel 2014 ? 

Sarah Farndale : Noi vediamo in realtà poche iniziative concrete. Sono state fatte molte promesse per i giovani ma non abbiamo visto delle azioni concrete in questo campo. Specialmente per quel che riguarda il coinvolgimento dei giovani del dibattito sul futuro dell'Europa. Noi non siamo veramente implicati in politica.

In riferimento al Consiglio europeo che si aprirà oggi a Bratislava, abbiamo richiamato i dirigenti europei affinché includano veramente i giovani nel dibattito e speriamo di riuscire a farci ascoltare.

cafébabel : Quali sono le vostre speranze dopo il discorso di Jean-Claude Juncker sulle politiche per i giovani ? 

Valentin Dupouey : Quello che possiamo sperare, riguardo ai giovani e all'educazione, è da una parte che sia preso un impegno chiaro e forte in merito ai finanziamenti europei legati ai giovani, in particolare sull'Erasmus+ e su Garanzia per i giovani, che ha avuto delle difficoltà ad essere messo in pratica ma di cui ultimamente si cominciano a vedere gli effetti.

D'altra parte, parlando del Patto di Stabilità e del budget europeo, che obbliga gli stati a rispettare determinate regole, avremmo sperare che queste regole potessero essere più flessibili in riferimento al budget legato all'educazione e ai giovani. Ma così non è stato.

cafébabel : Concretamente, che cosa è stato detto e cosa succederà ? 

Valentin Dupouey : Jean-Claude Juncker ha parlato di garanzie per i giovani. E' stato un discorso molto incoraggiante. Egli ha dichiarato che non accetterà che « la generazione del nuovo millennio - la generazione Y - diventi, per la prima volta in 70 anni, più povera di quella dei propri genitori ».

Ma in ultima analisi, i finanziamenti per garanzia giovani diminuiranno, attravero l'Iniziativa per l'occupazione giovanile. Nel periodo 2014-2016, sono stati investiti sei miliardi di euro, e in quello 2017-2020 l'importo sarà solamente di due miliardi di euro. Questi sei miliardi di euro erano stati pianificati per tutto il periodo, ma sono stati interamente utilizzati nel corso dei primi tre anni, invece di essere meglio suddivisi. Un pò di soldi saranno dunque aggiunti, il che costituisce comunque una buona notizia, ma è molto meno di quanto previsto.

cafébabel : Siete delusi ? 

Valentin Dupouey : Siamo delusi perché c'è una grande distanza tra i fatti e le parole, i discorsi progressisti. Ci aspettavamo delle dichiarazioni sul volontariato. Il presidente della Commissione europea ha rilasciato delle dichiarazioni sul volontariato per giovani in situazione di crisi (rifugiati, terremotati in Italia). Ma quello che è stato proposto sembra più una reazione del momento che non un'azione di lungo termine.

cafébabel : Quali sono le vostre proposte per migliorare la politiche per i giovani nell'Unione ? 

Sarah Farndale : Noi pensiamo prima di tutto che i giovani debbano essere ascoltati. E' importante assicurargli una voce in capitolo nel dibattito. Poi, pensiamo che si debba prevedere un reale investimento nei giovani, che sia per la ricerca di lavoro ma anche più in generale per l'educazione. Occorre assicurare che i giovani siano realmente integrati nella società.

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