Julia Reda: “Mai più servizi segreti!”

Articolo pubblicato il 04 aprile 2014
Articolo pubblicato il 04 aprile 2014

Julia Reda è la ventisettenne capolista del Partito Pirata alle prossime elezioni europee di maggio. Ci racconta della sua rapida ascesa, del suo giovane partito e del Nobel per la pace. La soglia di sbarramento del 3% per entrare nella prossima legislatura del Parlamento Europeo è stata appena eliminata. I piccoli partiti tedeschi hanno così via libera per Bruxelles.

Café Babel: Per­ché era­va­te con­tro la so­glia di sbar­ra­men­to del 3% per l'e­le­zio­ne del par­la­men­to eu­ro­peo? Avete paura di per­de­re?

Julia Reda: No, la na­sci­ta della que­stio­ne sulla so­glia 3% ha del­l'in­cre­di­bi­le. La Corte Co­sti­tu­zio­na­le ha di­chia­ra­to la so­glia del 5% in­co­sti­tu­zio­na­le. Nella mo­ti­va­zio­ne della sen­ten­za si legge che non esi­ste allo stato dei fatti al­cu­na giu­sti­fi­ca­zio­ne per sbar­ra­men­ti di qual­sia­si sorta. Al­me­no fin­ché non cam­bia il modo di ge­sti­re i la­vo­ri par­la­men­ta­ri.

CB: Sei en­tra­ta in pol­ti­ca a 16 anni. Cosa hai tro­va­to là den­tro?

JR: Mi sono iscrit­ta all’SPD a 16 anni, ma lì avevo la sen­sa­zio­ne di non poter in­ci­de­re sulla po­li­ti­ca. Ve­ni­vo sem­pre va­lo­riz­za­ta af­fi­ché po­tes­se­ro dire "ecco ab­bia­mo anche dei gio­va­ni mem­bri". Per esem­pio, ri­guar­do al di­bat­ti­to sul­l'ac­ces­so alla rete, avevo la netta sen­sa­zio­ne che in quan­to gio­va­ne tes­se­ra­ta, anche con buoni ar­go­men­ti, non po­tes­si cam­bia­re nulla. Così ho la­scia­to il par­ti­to e sono en­tra­ta nei Pi­ra­ti

CB: Per­ché ti in­te­res­si di po­li­ti­ca eu­ro­pea? Que­sto non è un tema che at­ti­ra molte per­so­ne.

JR: Dob­bia­mo met­te­re in chia­ro che i no­stri temi hanno a che fare con la vita quo­ti­dia­na dei cit­ta­di­ni. In Ger­ma­nia la metà dei video di You­Tu­be è bloc­ca­ta. Per que­sto ab­bia­mo bi­so­gno di un mer­ca­to unico di­gi­ta­le. Oc­cor­re anche un di­rit­to d'au­to­re eu­ro­peo. Tra co­lo­ro che vo­ta­no per la prima volta in Ger­ma­nia solo il 30% si reca alle urne per le ele­zio­ni eu­ro­pee: dob­bia­mo rac­con­tar­gli cosa puo fare la po­li­ti­ca per loro.  

CB: Cosa pro­po­ne il Par­ti­to Pi­ra­ta con­tro lo spio­nag­gio del NSA?

JR: Penso che una rete eu­ro­pea di In­ter­net, come hanno pro­po­sto la Mer­kel e Hol­lan­de, sia la stra­da sba­glia­ta. Non pos­sia­mo met­te­re in dub­bio la strut­tu­ra glo­ba­le della rete come fanno l'Iran o la Cina. Sa­reb­be inu­ti­le per con­tra­sta­re lo spio­nag­gio, poi­ché il ser­vi­zio se­gre­to te­de­sco (BND) e il GCHQ scam­bia­no dati con l'NSA. Dob­bia­mo met­te­re in chia­ro che i ser­vi­zi se­gre­ti degli stati eu­ro­pei non sono più con­trol­la­ti de­mo­cra­ti­ca­men­te e che, allo stes­so modo, sem­pre de­mo­cra­ti­ca­men­te de­vo­no es­se­re abo­li­ti. 

CB: Ed­ward Sno­w­den piace al Par­ti­to Pi­ra­ta tanto quan­to a Chri­stian Ströbele?

JR: Sì. Due par­la­men­ta­ri eu­ro­pei sve­de­si e un par­la­men­ta­re islan­de­se del par­ti­to pi­ra­ta hanno pro­po­sto, in­sie­me ad altri de­pu­ta­ti, la can­di­da­tu­ra al Pre­mio Nobel per la Pace di Ed­ward Sno­w­den e Chel­sea Man­ning. Io trovo che que­sta can­di­da­tu­ra sia po­si­ti­va per­ché sia Sno­w­den che Man­ning hanno ri­por­ta­to una parte del “po­te­re di con­trol­lo de­mo­cra­ti­co” nelle mani dei cit­ta­di­ni. In una de­mo­cra­zia ci si può au­to­go­ver­na­re solo quan­do si hanno suf­fi­cien­ti in­for­ma­zio­ni su come operino il go­ver­no e i ser­vi­zi se­gre­ti. 

CB: Que­sto cosa com­por­ta?

JR: Senza tra­spa­ren­za dello stato non c'è de­mo­cra­zia. Per que­sto la pra­ti­ca del "Whi­stle­blo­wing" (ri­ve­la­re se­gre­ti di un ente) è ne­ces­sa­ria in un mo­men­to in cui i ser­vi­zi se­gre­ti sono au­to­no­mi e agi­sco­no al di fuori delle loro com­pe­ten­ze. Solo in que­sto modo po­trem­mo par­la­re an­co­ra di una so­cie­tà de­mo­cra­ti­ca. Per que­sto pos­sia­mo solo rin­gra­zia­re Ed­ward Sno­w­den e spe­ra­re che in fu­tu­ro ci siano molti di­spo­sti ad emu­lar­lo. 

CB: Avete anche altri temi oltre le bar­rie­re alla rete e il mer­ca­to unico di­gi­ta­le?

JR: Ab­bia­mo il pro­gram­ma co­mu­ne del Par­ti­to Pi­ra­ta Eu­ro­peo. Le no­stre ri­chie­ste co­ver­go­no nello slo­gan "Eu­ro­pa senza con­fi­ni". Vo­glia­mo eli­mi­na­re i con­fi­ni al­l'in­ter­no della so­cie­tà a tutti i li­vel­li, non solo per la rete, ma anche per la li­ber­tà di mo­vi­men­to nel con­ti­nen­te. Vo­glia­mo anche ren­de­re più sem­pli­ce l'e­ser­ci­zio del di­rit­to d'a­si­lo e op­por­ci a ogni ten­ta­ti­vo di li­mi­ta­re la cir­co­la­zio­ne di Ru­me­ni e Bul­ga­ri in Eu­ro­pa.

CB: Que­sto è il pro­gram­ma della mag­gior parte dei par­ti­ti. Cosa rende i Pi­ra­ti tanto spe­cia­li?

JR: Si trat­ta della li­ber­tà d’in­for­ma­zio­ne. Vo­glia­mo che le in­for­ma­zio­ni di uno stato siano li­be­ra­men­te ac­ces­si­bi­li. A un li­vel­lo più ge­ne­ra­le si trat­ta di de­mo­cra­tiz­za­re l'U­nio­ne Eu­ro­pea. Oc­cor­ro­no più mezzi per pren­de­re de­ci­sio­ni eu­ro­pee: oc­cor­re che il Par­la­men­to Eu­ro­peo abbia il po­te­re d'ini­zia­ti­va le­gi­sla­ti­va. Allo stes­so tempo vor­rem­mo svi­lup­pa­re anche lo stru­men­to della pe­ti­zio­ne eu­ro­pea, in modo da per­met­te­re ai cit­ta­di­ni eser­ci­ta­re il po­te­re le­gi­sla­ti­vo.