José Luis González Vallvé "è necessario fare pedagogia sociale"

Articolo pubblicato il 19 giugno 2008
Articolo pubblicato il 19 giugno 2008
Nel dicembre del 2006 il Parlamento Europeo e il Consiglio dell’Unione, su proposta della Commissione, hanno approvato la designazione del 2008 come Anno Europeo del Dialogo Interculturale, con un preventivo di 10 milioni di euro.
Nel mezzo delle celebrazioni, intervistiamo José Luis González Vallvé, direttore della Rappresentanza in Spagna della Commissione Europea, per parlare con lui degli eventi che si realizzeranno a Madrid quest’anno, il percorso che ha intrapreso la UE nel complesso tema del dialogo interculturale e l’opinione degli spagnoli su quello che succede a Bruxelles. Ci sentiamo già europei?

 Dukal Cos’è e come nacque l’idea di celebrare l’Anno del Dialogo Interculturale durante tutto il 2008?

La diversità culturale, l’ampliamento dell’Unione Europea, la deregolamentazione delle leggi di impiego e la globalizzazione sono, fra gli altri, gli elementi chiave che hanno contribuito all’aumento della percezione multiculturale di molti paesi europei. Ci sono sempre più lingue, religioni e origini etniche a formare i paesi che fanno parte della realtà europea. Per questo, l’Anno del Dialogo Interculturale, grazie anche al suo effetto moltiplicatore, sarà uno strumento unico di sensibilizzazione dei cittadini, in particolare dei giovani, dal momento che riconosce alla grande diversità culturale europea un vantaggio unico che non possiamo sprecare.

Quali sono i suoi obiettivi?

L’Anno Europeo del Dialogo Interculturale si baserà sulla ricchezza e la diversità di una serie di progetti concreti che si realizzeranno nel 2008, attraverso programmi e altri azioni comunitarie. Principalmente saranno gli ambiti della cultura, dell’educazione, della gioventù, dello sport e della cittadinanza ad essere affrontati. Tra gli obiettivi principali due sono stati messi in evidenza: stimolare il dialogo interculturale e sensibilizzare i cittadini europei, e tutti coloro che vivono nella UE, sull’importanza di sviluppare una cittadinanza europea attiva e aperta al mondo, che rispetti la diversità e che sia basata su valori comuni.

Crede che l’ Europa sia sulla strada buona per concretizzare questo dialogo?

L’Europa, a un livello sia sociale che politico, non solo è sulla strada giusta, ma credo che in molti settori abbiamo già fatto grandi progressi. Come ho detto, il numero di lingue, religioni e origini etniche e culturali è aumentato considerevolmente negli ultimi anni in Europa e questo ci ha fatto entrare in un processo del quale speriamo di beneficiare ancora e molto di più. Inoltre, l’Anno Europeo del Dialogo Interculturale inviterà tutti quelli che vivono in Europa ad usufruire del nostro ricco patrimonio culturale offrendo varie opportunità di conoscere le diverse tradizioni culturali, qualcosa di cui noi Stati Membri dell’Unione Europea abbiamo già ampia esperienza grazie a più di 50 anni di vita della UE.

Cati Kaoe In Italia nelle ultime settimane, in Spagna in varie occasioni e in altri paesi della UE sono accaduti diversi episodi xenofobi contro le minoranze. Che cosa si dovrebbe fare per evitare in futuro simili situazioni, che si ripetono ogni tanto nell’Unione Europea ?

È necessario fare pedagogia sociale e, inoltre, far rispettare la legislazione vigente, cioè, non solo adempiere la legge ma anche le regole di convivenza delle quali siamo provvisti in questa 'comunità di vicini' che si chiama Spagna.

A quali progetti dell’Anno Europeo del Dialogo Interculturale partecipa o ha partecipato Madrid? Quali attività si sono portate a termine e quali si realizzeranno?

Tra le iniziative programmate per l’Anno del Dialogo Interculturale, promosse dalle Istituzioni Europee e dal Ministero della Cultura, sottolineo il progetto Biblio-Dialogo in Europa. Questo programma consiste in due riunioni tra giovani utenti di biblioteche per discutere sul ruolo che svolgono le stesse nel dialogo fra le culture. La prima riunione è stata a Siviglia in febbraio, seguita da quella di Berlino, in aprile. Tra gli eventi già realizzati segnaliamo "Ellas Crean" l’8 marzo, "Madrid in Danza", l’ 11 aprile e il "Giorno dell’Europa" il 9 maggio. Prossimamente, si celebreranno il progetto scolastico "Euroscuola", il "Giorno Europeo della Musica", il Ciclo di Cinema Europeo all’aperto, la Notte Bianca e, finalmente, il progetto che s’intitola "Cos’è per te la multiculturalità”. La convocazione di quest’ultimo è iniziata nel mese di maggio e resterà aperta fino a novembre.

Cati Kaoe Il 21 giugno è dedicato al Giorno Europeo della Musica. Come lo celebrerà la capitale? Di quali attività potranno godere i madrileni?

Le istituzioni europee in Spagna hanno organizzato, in collaborazione con il Comune di Madrid e la Società di Gestione AIE, un concerto in occasione del Giorno Europeo della Musica, che avrà luogo nel Paseo de la Castellana 46 a Madrid. Si esibiranno Malagasy Gospel, il Coro dei Bambini del Madagascar, BlackBaudelaire, Fufu Aï, Cañamán e inoltre potremo ascoltare una versione meticcia dell’Inno dell’Allegria. Allo stesso tempo, si sono organizzati concerti con artisti della comunità europea nelle sale di capienza media più emblematiche di Spagna. A Madrid sarà organizzata una gran giornata culturale nell’Aula Magna dell’Università Complutense. Verrà installato un tendone disposto su gradinate per 300 persone e con una capienza in piedi di 1.200 partecipanti. Si proietteranno anche i film dei finalisti del Festival di Animazione "Animadrid 2006-2007” e ci sarà una mostra di graffiti e fotografie di diversi artisti europei.

Crede che noi spagnoli siamo sufficientemente consapevoli di tutto ciò che è relazionato con la UE, che la consideriamo come qualcosa che ci appartiene? O ancora ci sembra qualcosa di estraneo e lontano?

Fortunatamente per la Spagna, siamo uno dei paesi dell’Unione Europea più europeisti. Questo è il risultato di una storia di successo, cioè i 22 anni trascorsi da quando la Spagna è diventata stato membro della UE. Fare parte del club europeo ci ha permesso di migliorare il nostro livello economico, grazie soprattutto all’enorme solidarietà mostrataci dagli altri paesi europei, ma anche di migliorare a livello sociale e politico. Sentiamo sempre più da vicino l’Europa, come facesse parte di noi, come fosse qualcosa a cui apparteniamo e a cui possiamo partecipare come cittadini.

Che cosa possono fare i mezzi di comunicazione , le organizzazioni e gli istituti per avvicinare sempre di più Madrid a Bruxelles?

Penso sia importante che siamo consapevoli di quanto abbia beneficiato agli spagnoli fare parte dell’Unione Europea. Bisogna tener conto, inoltre, che il 60%-70% di quello che succede nella vita quotidiana di un cittadino europeo è condizionato da decisioni e politiche che si decidono a Bruxelles, cioè, che si dibattono e approvano nelle istituzioni europee. Se ci rendiamo conto di questo, la nostra reazione come cittadini deve essere quella di farci coinvolgere il più possibile nel dibattito e nella partecipazione che ci offre l’Europa. Per la prima volta dopo anni, stiamo costruendo un’Europa da cima a fondo, là dove l’opinione del cittadino non solo è possibile ma anche necessaria per continuare a far andare avanti questo progetto così favorevole. Par maggiori informazioni, si può consultare la lista completa delle attività nella pagina del e nella pagina che la Commissione Europea ha creato per l’occasione

Ministero della Cultura spagnolo web

Cristina Álvarez Merino

Traduzione: Francesca Arduini