Jill Magid, l'artista americana che dà un volto ai servizi segreti

Articolo pubblicato il 03 settembre 2012
Articolo pubblicato il 03 settembre 2012
L'artista, diplomata alla Cornell University di Ithaca, ha vinto un concorso per illustrare la "nuova immagine" del servizio segreto olandese. “Mi hanno dato l’incarico di trovare un volto umano alla loro istituzione, ma in cambio hanno censurato il mio”, ci ha rivelato in un’intervista via email. Di sicuro, la 32enne Jill Magid non ha paura di essere intercettata. Intervista.

cafebabel.com: nel 2008 sei stata scelta dal servizio segreto olandese (AIVD) per realizzare un progetto artistico intitolato "L'ordine democratico". Perché la scelta è ricaduta su di te?

Jill Magid: nel 2005 l’AIVD mi commissionò un progetto per la loro nuova sede. Avevano raddoppiato gli effettivi, dopo la nuova ondata di "terrorismo globale" e, pertanto, avevano bisogno di un quartier generale più grande. Secondo la legge olandese, una percentuale del budget complessivo del progetto doveva essere utilizzata per commissionare una nuova opera d'arte per l'edificio. Così, diedi la mia disponibilità seguendo il consiglio di un curatore, che lavorava per un'agenzia statale specializzata nella mediazione di questi progetti. Questa persona conosceva il mio lavoro, specialmente il progetto Evidence Locker durante il quale avevo avuto uno stretto rapporto con la Citywatch (un organismo che riunisce la polizia di Merseyside e il Consiglio Municipale di Liverpool), la cui funzione è la videosorveglianza di tutta la città. Citywatch è il più importante dispositivo di questo tipo in Inghilterra. Per 31 giorni sono stata seguita e filmata dalla polizia. Ho scritto loro lettere d’amore sottoforma di Subject Access Request Forms, un documento che permette l’accesso a informazioni personali. Ho così creato un ritratto intimo delle relazioni intrattenute tra la polizia, la città e me stessa. Ho mostrato questo e altri progetti correlati all'AIVD; ma può darsi che avevano solo bisogno di una storia d'amore.

cafebabel.com: cosa ti ha colpito di più nelle interviste fatte agli agenti segreti tra il 2005 e il 2008?

Jill Magid: pensavo che, avvicinandomi all'AIVD, avrei capito il loro sistema, nonché il modo in cui funzionano i segreti di Stato e le relazioni di potere. Ero incuriosita dagli stessi agenti, dai loro gesti e pensieri. Cominciai a comprenderne la lingua, i codici, le metodologie. Iniziavo, dunque, a diventare come loro. Ecco perché ho intitolato il mio libro, che racconta questa mia esperienza, Becoming Tarden. Tarden è il nome di uno dei personaggi principali di un libro di Jerzy Kosinski, intitolato Cockpit: una spia così ben infiltrata, al punto che le altre spie non sanno che è una di loro.

Un esempio dell'esposizione di neon "Article 12", presentata da Jill Magid a Stroom.

cafebabel.com: la tua ultima mostra ospitava una sezione molto particolare chiamata “I can burn your face”. Potresti spiegarne il concetto?

"Verso la fine del mio lavoro, gli agenti cominciarono a dirmi che diventavo pericolosa"

Jill Magid: quando nel 2008 il nuovo palazzo dell'AIVD fu inaugurato, avevo opere installate permanentemente nell'edificio visibili solo agli agenti. Inoltre, presso il centro d’arte Stroom a L'Aia, ho tenuto un’esposizione aperta al pubblico dal titolo "Article 12". All'interno di questa mostra, c'era una mia istallazione “I can burn your face”, composta da neon rossi che coprivano tutto un piano. “Posso bruciare la tua faccia”, letteralmente, è un’espressione utilizzata dagli agenti dell’AIDV che sta per "rivelare l'identità di un agente". Verso la fine del mio lavoro, gli agenti cominciarono a dirmi che diventavo pericolosa, che sapevo così tante informazioni private di ciascuno di loro da poterli “bruciare”. Con quest’opera volevo, infatti, ricordar loro questa eventualità.

cafebabel.com: dopo diversi progetti sulla sicurezza e la sorveglianza, sei ormai ritenuta un’artista che dona un nuovo sguardo sulla polizia, la sorveglianza, ect. Perché proprio questi soggetti?

Jill Magid: mi interesso di intimità, osservazione, segretezza e potere. Sono attratta dalle organizzazioni il cui lavoro è osservare, come la polizia di Liverpool con il sistema TVCC o il servizio segreto olandese. Questi sistemi funzionano a distanza, con una prospettiva angolare vasta, appiattendo le diversità tra gli esseri e cancellando l'individuo. Sono interessata a quel potenziale di “dolcezza e intimità”, presente in questo tipo di tecnologie, all'errore del loro onnisciente punto di vista, ai modi in cui conservano la memoria, alla loro autorità, alla loro apparente intangibilità e, oltre a tutto questo, al loro carattere reversibile. Immagina se mettessero questo potenziale di osservazione al servizio di altre cose. Sarebbe fantastico.

cafebabel.com: sei andata anche incontro alla censura quando hai pubblicato il libro …

Jill Magid: prima dell'evento allo Stroom, ho dato la bozza di questo libro al mio contatto dell'AIDV chiedendogli di revisionarlo; speravo di essere aiutata nella correzione di qualche parola o di alcune frasi. Dopo cinque settimane ritornai ad Amsterdam e seppi che l'AIDV mi considerava come una "minaccia alla sicurezza nazionale". Molte opere d’arte che dovevano essere presentate all’esposizione furono confiscate. L'AIVD chiese di fermare la pubblicazione del libro dicendomi che il 40% era stato già censurato. Ho ingaggiato un avvocato e ho lottato per salvare il libro o, almeno, per ottenere l'accesso al manoscritto revisionato. Per farla breve, il guazzabuglio legale è finito quando il capo dell'AIDV mi ha offerto la possibilità di presentare il libro incensurato sotto vetro, in un'unica mostra, dopo la quale sarebbe divenuto proprietà permanente dello Stato olandese. Ero devastata, ma riuscii a vedere il lato comico della situazione. Ho accettato in toto la loro proposta e ho presentato il libro come descritto durante la mia unica esposizione, dal titolo "Authority to Remove" alla Tate Modern a Londra nel 2009. Li ho invitati a riprendersi il libro, cosa che hanno fatto agli inizi del 2010. In conclusione: queste persone mi hanno dato l’incarico di trovare un volto umano alla loro istituzione, ma in cambio hanno censurato il mio.

cafebabel.com: hai esibito "The Status of the Shooter" a Parigi nel Luglio del 2012, alla galleria Yvon Lambert. Puoi dirci qualcosa di più su quest'ultima invenzione?

Jill Magid: "The Status of the Shooter" è lo studio di una psicosi, tanto morale quanto istituzionale, provocata dalla sparatoria che ebbe luogo presso l'Università del Texas nel 2010. Allora, uno studente aveva sparato in aria, e al suolo, prima di suicidarsi in una biblioteca. Ho voluto esplorare le conseguenze di una sparatoria legata a un evento drammatico, utilizzando per esempio le chiamate registrate dal911. Volevo esplorare i possibili significati della sparatoria collegandola a un evento immaginario e drammatico. Così come per il mio progetto sulle spie, "The Status of the Shooter" approfondisce le tematiche più vaste del mio lavoro, includendo il desiderio di posizionare un individuo isolato nell'immensità della sfera del pubblico, del privato e del potere.

Foto di copertina: (cc) _lope/flickr ; testo: Becoming Tarden (cc) linniekin/flickr, "I Can Burn Your Face" © cortesia del sito ufficiale diYvon Lambert ; Video di (cc) bebeboon/YouTube